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Leonardo: All'ombra del Ginepro...

Le tre Dame dipinte da Leonardo rappresentano tre stadi diversi di percezione (Cecilia), coscienza (Ginevra) e comprensione della realtà (Lucrezia). Per gli alchimisti la Realtà è unica, pura, incontaminata, ma rimane inaccessibile, nascosta e occultata da un velo di illusione (maya). Per rimuovere il velo è necessario affinare i nostri sensi, ripulire gli occhiali della mente e studiare il significato dei simboli che costellano la realtà visibile e invisibile

A Scuola da Leonardo - Atto terzo

ginevra3. La realtà invisibile

Firenze, 29 Agosto 1508. Leonardo è nel suo studio. Monna Lisa è quasi terminata. Celestino, l’allievo più istruito, sostituisce Ciuchino che ha ottenuto il permesso di tornare a casa.

“Maestro, Ciuchino mi ha chiesto di chiedervi cosa sia l’Ombra di cui parlavate ieri.”

“Non è argomento facile. Ma ti mostrerò un dipinto che realizzai 30 anni fa. Ero stato suggestionato dalle parole di un discepolo di Pletone, uno dei tanti filosofi di Costantinopoli arrivati a Firenze durante il Concilio. Pletone insegnò i principi della filosofia di Platone e Aristotele e fu il primo a spiegare come la natura umana fosse fatta di Luce e di Ombra, di Beatitudine o di Follia….

“Apollo e Dioniso…”

“Sì, le due nature dell’uomo. La natura Apollinea trae linfa vitale dalla luce del sole, ovvero dalla coscienza liberata da ogni tentazione irrazionale, mentre la natura dionisiaca si alimenta da quel fondo scuro e tenebroso, invisibile agli occhi ma non allo spirito, che per metafora viene definità ombra, zona oscura, notte dell’anima, sia dai mistici che l’hanno sperimentata che dai filosofi che hanno provato a descriverla. Da qui l’analogia con la luna e le sue due facce, quella illuminata dal sole e quella che rimane al buio, l’altra faccia dell’anima umana.”

E nel dire queste ultime parole Leonardo tirò fuori da una borsa di pelle una tempera a olio su tavola dalle dimensioni ridotte, saranno state due palmi per due palmi.

“Questa donna la dipinsi per me..-.Leonardo la rimirò con emozione.- è la mia prima Dama, quella a cui sono più affezionato. Mi ricorda la mia gioventù e la mia passione per la filosofia, i segreti dell’anima e quelli dell’Alchimia. Eravamo un pò tutti invasati a quel tempo. Trentanni fa non c’era pittore che non si cimentasse in argomenti simili, ma nessuno ha mai descritto, me compreso, cosa fosse l’ombra in tutte le sue molteplici sfacettature…

“Una volta ci insegnaste che la Coscienza evolve in otto fasi, come quelle delle fasi lunari…è così anche per l’ombra, immagino”.

“Bravo Celestino. Hai buona memoria. Ma secondo i miei calcoli, suffragati dai filosofi arabi veri esperti in queste dispute, la luce crea con l’ombra un caleidoscopio di figure, di immagini, di simboli e di emblemi che trova compiutezza nella serie dell’otto e si conclude nella sessantaquattresima cifra. Lo scopo della vita è di rimuovere la zona d’ombra, e di rendere visibile ciò che è oscuro dentro di noi.”

Mi sembra che lo scrisse anche Dante…- In mezzo al cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura, che la diritta via era smarrita”.

Leonardo lo guardò sorridendo. Dante era la sua passione segreta. Leggeva e rileggeva le sue opere in continuazione. Il sommo poeta era per lui un vero maestro. ” E lo sai perchè Dante dice in mezzo al cammin di nostra vita? Perchè la luna forma con il sole un ciclo invisibile a ritroso che riporta l’anima a congiungersi periodicamente, ogni diciannove anni, con il sole, nel giorno dell’eclissi. Quindi nel secondo ciclo, a 38 anni, l’anima umana incontra la sua Ombra e le tre belve che gli fanno fremere il sangue nei polsi.”

“La lupa, la lonza e il leone….cosa significano allora?”

Leonardo non lo ascoltava più. La visione della Dama lo aveva rapito. Un fluido misterioso lo avvolse e lo stordì, come un improvviso getto di acqua spinto nei canali difensivi di un castello, oppure una luce costretta a filtrare attraverso un foro minuscolo praticato su una porta o una parete. Leonardo sentiva la rossa energia descritta da Leonida nei suoi Epigrammi salire verso la testa. Dopo pochi attimi l’artista era immerso in un torpore divino, lucente di sapienza e di conoscenza. Le parole non sembravano più uscire dalla sua bocca, ma dal suo cuore eccitato dall’estasi provocata dal vino di Bacco che sgorgava dalla sua stessa vite. La Dama risplendeva di luce come la luna piena e Leonardo usò parole che non aveva mai pensato, come se provenissero da un luogo futuro.

“La lupa è l’istinto di sopravvivenza e conservazione, è la fame che spinge l’anima a gesti irrazionali, come il furto e l’omicidio. La lonza è la pulsione a sfruttare le debolezze altrui, a cibarsi delle loro disgrazie. Infame e spregevole in tutte le sue intenzioni e azioni. Il leone è la libido di affermarsi nel mondo con ogni mezzo, divorando tutto ciò che ostacola il suo passo. Queste tre belve sono l’essenza dell’ombra che pervade il mondo materiale, sociale e spirituale in cui viviamo. Pletone disse che il Buddha si illuminò sotto le foglie di un banano….la mia anima, la mia Dama, si illumina sotto i rami del ginepro, simbolo dell’ombra che impedisce alla nostra anima di diventare coscienza e di risplendere nella luce di Dio.”

“Perchè un ginepro, maestro?”

“Il ginepro non è un banano, ma è un albero che produce bacche in gran quantità. Ho dipinto i suoi rami come fossero una specie di aureola che si dirama dalla nuca della Dama e simboleggia una piena consapevolezza delle innumerevoli sensazioni subconscie che agitano il nostro cuore, tanto numerose quante sono le bacche, e così diramate come lo sono i leggeri steli delle sue foglie appuntite. Poi ho dipinto un lungo scialle nero in quanto simbolo dI una lunga operazione di sintesi delle azioni impulsive in riflessioni e delle emozioni in intuizioni”

“la Nigredo degli alchimisti?”

“Ho tradotto in immagini la nigredo dell’anima, ovvero quel periodo di sperimentazione dell’istinto, delle pulsioni e della libido in cui affrontiamo la zona d’ombra e facciamo esperienza della libido sessuale, sociale e persino intellettuale di voler conoscere la veritù con il solo uso della razionalità algebrica.”

“Maestro, avete dipinto due file di otto anelli sul corpetto della dama.- Celestino aveva proteso lo sguardo sul piccolo dipinto per osservarne i particolari - ha a che vedere con le otto fasi lunari?”

Leonardo annuì -”Un filo di Mercurio, simbolo di intelligenza, collega fra loro le fasi di esperienza connesse alla fase di luna crescente e a quella decrescente. Nella fase crescente il cuore e le sue emozioni sono attive, per cui proviamo invidia, rancore, cattiveria e volontà di fare del male, mentre nella fase descrescente proviamo gioia, ilarità, desiderio di piacere e volontà di armonia e di unificazione con il Tutto. E’ per questo che Aristotele parla di un intelletto del cuore dall’aspetto duplice, attivo e recettivo. Nel suo aspetto passivo l’anima illumina la compassione, il nous pathetikos, affetto dalle impressioni che riceve dal mondo esterno, nel suo aspetto attivo diventa il nous poietikos, l’ntelligenza che fa tutto e costruisce il mondo dei significati.”

“La Dama ha uno sguardo compassionevole, come di chi ha compreso l’alternanza di luce e di ombra che scuote l’animo umano…” - Anche Celestino era stato avvolto dal fluido misterioso sprigionato dal dipinto e diceva parole non filtrate dalla testa.

“E’ lo sguardo del Buddha che mi descrisse il discepolo di Pletone. Vi si giunge intrecciando le emozioni provenienti dal cuore e le impressioni provenienti dal mondo esterno. E’ questo il segreto dell’intelligenza, di Castore e Polluce, i Dioscuri, che divampa nel petto di ogni iniziato come un fuoco segreto all’interno di un calice di vetro. Ma non divaghiamo. Lo vedi il ruscello dietro la spalla sinistra della dama?

Sì, è starordinario. Vibra con freschezza e dà una sensazione di pace. ”

“Rappresenta il flusso di coscienza che scaturisce dalla mente creativa che il discepolo intreccia nel centro del petto, tra i due seni della Dama. Adesso puoi capire che cos’è l’Ombra, la sua immagine primaria”.

Celestino concentrò lo sguardo sul seno della Dama. Il corpetto intrecciato con gli otto anelli si chiudeva su un piccolo bottone. Celestino osservò bene la figura. Gli sembrava famigliare, ma si vergognava anche solo di pensare che il maestro avesse dipinto di proposito la figura stilizzata del sesso femminile…

Leonardo intuì l’imbarazzo dell’allievo.

“Vedo cha hai intuito il senso dell’immagine. L’ombra è la dimensione invisibile della realtà. E’ l’origine sia della vita che della coscienza. Senza ombra non ci sarebbe luce, e quindi la creazione.L’ombra è la psichè femminile relegata nel fondo buio e irrazionale della nostra anima, che non osiamo indagare e rivelare a noi stessi. L’ombra è il subconscio che ottenebra il cuore di emozioni violente e che ci spinge a gesti irrazionali, folli e incomprensibili; l’ombra è l’inconscio che influenza sentimenti, decisioni e scelte; l’ombra è la mente non illuminata dalla coscienza dei saggi. Se il sesso femminile è la mente senziente in grado di generare dal nulla l’essere vivente, anche la mente senziente del cuore, illuminata dall’Ottuplice intreccio delle sensazioni con le emozioni, è in grado di generare la Virtù, l’essenza divina della Coscienza umana” - a questo punto Leonardò mostrò a Celestino il retro del dipinto su cui spiccava a grandi lettere un cartiglio -

Virtutem forma decorat” - lesse Celestino - “la Bellezza orna la virtù

“E le Virtù ornano la Bellezza dell’anima” - concluse Leonardo indicando a Celestino i riccioli di capelli intorno al tondo viso della Dama -. “Adesso che hai compreso il significato originario dell’Ombra, ne puoi avere una diretta esperienza, perchè è la comprensione del cuore che dischiude le porte dell’esperienza iniziatica e non viceversa, come molti pensano.”

E fu così che Celestino illuminò la mente all’ombra di un ginepro. Non era ancora un Buddha, ma lo sarebbe diventato. Leonardo ne era certo. Alle spalle della Dama aveva dipinto un albero maestoso, simbolo universale della filosofia spirituale universale. “E’ l’albero dei filosofi..-pensò tra sè e Sè-..l’ho dipinto trentanni fa, ma solo ora ho compreso il suo valore simbolico”

Compiaciuto della sua scoperta, Leonardo richiuse il dipinto nella borsa di pelle e non lo mostrò più a nessuno che non avesse, come Celestino, il cuore infiammato d’amore per il corpo, la mente e lo spirito della Dama interiore.

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