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Il Papa terribile

Duecentosedicesimo papa della Chiesa romana, odiato da Erasmo e ammirato da Machiavelli, Giulio II (1443-1513) è stata una delle piu' importanti figure politiche e culturali del Rinascimento italiano.

Duecentosedicesimo papa della Chiesa romana, odiato da Erasmo e ammirato da Machiavelli, Giulio II (1443-1513) è stata una delle piu’ importanti figure politiche e culturali del Rinascimento italiano. Membro dell’importante famiglia Della Rovere, Giuliano - questo il suo vero nome prima dell’elezione pontificia - fu allevato dai francescani e divenne presto vescovo di Carpentras in Francia.

Nel 1471, grazie all’appoggio dello zio Sisto IV, fu eletto alla porpora cardinalizia e ottenne l’amministrazione di diversi arcivescovati, inclusi quelli di Avignone e Messina. La sua stella sembro’ offuscarsi con l’ascesa dei Borgia ai vertici della curia romana: nemico accerrimo di papa Alessandro VI, Giuliano fu costretto a rifugiarsi in Francia, dove ebbe un ruolo determinante nel provocare la discesa di Carlo VIII in Italia nel 1494. Tramite l’appoggio del sovrano francese, infatti, l’ambizioso cardinale sperava di deporre il rivale dal trono di Pietro. Sfortunatamente per lui la spedizione di Carlo si rivelo’ un disastro e il Della Rovere dovette nuovamente prendere la strada dell’esilio.

Tornato a Roma dopo la morte di Alessandro, Giuliano riusci’ a farsi eleggere papa grazie all’appoggio del figlio del defunto rivale, lo spregiudicato Cesare Borgia. Ma il neoeletto Giulio II non mostro’ particolare riconoscenza nei confronti del suo ingombrante supporter, costringendolo all’esilio dopo pochi mesi. Nel frattempo il pontefice inizio’ una vasta opera di centralizzazione politica ed ecclesiastica, legando a sé gran parte della riottosa nobiltà romana. Deciso a riconquistare le Romagne allo Stato pontificio, mosse guerra a Venezia, partecipando direttamente agli eventi diplomatici e militari piu’ significativi.

L’influenza di Giulio fu vasta anche in Europa: nel 1510 egli fondo’ infatti la cosiddetta Lega Santa contro la Francia insieme a Spagna, Inghilterra, Venezia e Impero tedesco. Le sue ambizioni si rivelarono pero’ troppo grandi, e presto le varie monarchie europee si rivolsero contro di lui. Nel 1511 venne convocato un concilio a Pisa per deporlo: ma il vecchio pontefice mori’ prima della condanna ufficiale. Fu sepolto nella basilica di San Pietro senza alcun monumento commemorativo.

Aldilà del suo sfrenato desiderio di potere, Giulio II fu celebre anche per il grandioso abbellimento artistico della città di Roma. Alla sua corte si radunarono infatti i maggiori architetti e pittori dell’epoca: Bramante, Michelangelo e Raffaello. Con il secondo i rapporti furono spesso tempestosi, ma cio’ non impedi’ al Buonarroti di realizzare opere straordinarie come la Cappella Sistina ed il Mosè. Raffaello divenne invece il prediletto dell’arcigno papa, che gli affido’ incarichi assai prestigiosi come la decorazione interna del Palazzo Vaticano e il proprio ritratto personale, oggi conservato alla National Gallery di Londra.

Ancora oggi i giudizi su questo “Papa terribile” sono assai controversi. Tuttavia non si pu’ negare la sua grandezza, soprattutto come patrocinatore delle arti e delle lettere. Senza di lui, infatti, non avremmo avuto capolavori come il Giudizio Universale e la Scuola di Atene, simboli del Rinascimento italiano in tutto il mondo.

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