E’ difficile sottovalutare l’importanza di Roma nella storia del Rinascimento italiano. La città fu infatti teatro di una vasta opera di riorganizzazione urbanistica, affidata ai migliori artisti dell’epoca: Bramante, Michelangelo e Raffaello. Quest’ultimo fu il protagonista indiscusso della scena artistica romana, grazie al favore incondizionato di papa Leone X che gli affido’ la direzione del cantiere di Palazzo Vaticano.
Le ragioni di questa scelta furono assai complesse: da un lato, l’artista urbinate mostrava chiaramente una competenza pittorica e architettonica senza pari, frutto di lunghi studi condotti sulle vestigia archeologiche dell’età classica; allo stesso tempo, pero’, il suo stile armonico e rasserenante interpretava al meglio le ambizioni universalistiche della Chiesa romana. Fu dunque un mix di ragioni estetiche e politiche a portare il Sanzio al vertice artistico della città papale.
Uno dei primi, delicati incarichi che il giovane pittore dovette portare a termine fu la decorazione delle Logge vaticane, progettate dal Bramante poco prima della sua morte (1514). Esse erano il sancta sanctorum del potere papale, accessibili solo al pontefice e ai suoi collaboratori piu’ stretti; necessitavano dunque di uno stile particolare, capace di colpire e stimolare gli intelletti piu’ fini della corte romana. La struttura architettonica delle stanze, poi, rappresentava un’ulteriore difficoltà per l’artista designato: Bramante le aveva infatti progettate come un portico monumentale, modellato su quelli dell’antichità, esposto all’aria e alla luce, con vista panoramica sulla città. Gli spazi per la pittura erano quindi ridotti all’osso e sottoposti a condizioni ambientali non ottimali.
Ma Raffaello se la cavo’ in modo superbo, anche se l’opera impiego’ ben due anni della sua breve vita (1517-19). Articolate su tredici campate, le Logge furono decorate a stucco e dipinte a grottesche, con un uso sapiente del colore e delle forme. Nelle volte delle campate furono inserite varie scene bibliche, incorniciate da architetture illusionistiche e unite da un percorso azzurro impreziosito da figure di uccelli, angeli e da insegne regali. Pennacchi, sottarchi e pilastri furono invece rivestiti di stucchi bianchi e dorati su fondi finemente colorati. Allegri festoni di fiori e frutta riempirono le lunette interne, mentre le finestre vennero incorniciate con illusori paesaggi campestri. Infine il pavimento fu realizzato in splendide mattonelle invetriate, opera del maiolicatore Luca della Robbia.
Effettivamente Raffaello fu aiutato nel gigantesco lavoro da una schiera di artisti e artigiani di prim’ordine: oltre al già citato della Robbia, anche Perin dal Vaga, Tommaso Vincidor, Polidoro da Caravaggio e Pellegrino da Modena contribuirono a questa straordinaria opera decorativa. Ma il progetto rimase sempre nelle salde mani del Sanzio, che lo costrui’ sui modelli antichi da lui studiati dentro e fuori Roma (Domus Aurea, ville patrizie, Tabularium). L’opera ottenne il pieno favore della committenza papale, oltre che l’ammirazione di numerosi pittori dei decenni successivi. E’ il caso, ad esempio, di Giovan Battista Armenini (1533-1609) che esegui’ una serie di copie acquerellate delle decorazioni per un album privato della famiglia Fugger.
Ancora oggi le Logge di Palazzo Vaticano rappresentano il culmine della pittura raffaellesca, costruita intorno ad una plasticità formale e cromatica straordinaria. Purtroppo molte parti dell’opera originale sono andate perdute per malintesi restauri o semplice usura. Ad esempio, il pavimento di Luca della Robbia è stato completamente rimosso e possiamo farci un’idea della sua bellezza solo da alcuni disegni settecenteschi del complesso originale. Nel frattempo, anche il porticato progettato dal Bramante è cambiato: ora le stanze sono chiuse da finestre a vetri e balaustre, in modo da garantire la privacy dei sacri palazzi ed evitare l’effetto degli agenti atmosferici sulle varie decorazioni.
Tuttavia, nonostante queste limitazioni, il lavoro complessivo continua ad esprimere perfettamente la concezione artistica di Raffaello, fatta di chiarezza narrativa, accattivante accessibilità ed elegante raffinatezza. Vale dunque la gita a Roma e la lunga coda per entrare nelle stanze private del Papa.

SimoneP








