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Il corsaro della Regina (1)

Origini reali e leggendarie di Sir Francis Drake (1540-1596), abile navigatore e spregiudicato pirata al servizio di Elisabetta I d'Inghilterra.

Insieme a James Cook (1728-1779), Francis Drake è probabilmente il navigatore britannico piu’ famoso di tutti i tempi: nel 1580 compi’ infatti la seconda circumnavigazione del mondo dopo quella di Ferdinando Magellano, attraversando il Pacifico e doppiando il famigerato Capo di Buona Speranza; negli anni successivi diresse ulteriori spedizioni in direzione di Panama e delle Azzorre, stabilendo nuove rotte commerciali nell’Atlantico settentrionale.

Tuttavia Drake è sempre stato maggiormente conosciuto per le straordinarie imprese piratesche condotte contro la ricca flotta di Filippo II, incluso il leggendario raid di Cadice che diede il via alla disastrosa campagna dell’Invincibile Armada. Soprannominato El Draque dagli atterriti marinai spagnoli, il comandante inglese condusse quindi una vita piuttosto avventurosa, alimentando parecchie leggende sul suo conto. Ma chi fu davvero Francis Drake? Un eroe o un fanfarone, coinvolto spesso in faccende poco pulite? Secondo la maggior parte degli storici egli fu entrambe le cose, e forse anche di piu’.

Nato a Tavistock, nel Devon, intorno al marzo 1540, Francis era l’ultimo figlio di Edmund Drake, celebre predicatore protestante della regione, e di Mary Mylwaye, imparentata alla lontana con Francis Russell, conte di Bedford, che presenzio’ come padrino al battesimo del neonato. Questo fatto ha suscitato parecchie illazioni nel corso dei secoli, volte a sottolineare il lignaggio nobiliare di Drake, risalente addirittura a grandi figure storiche come Sir Francis Bryan e Geoffrey Chaucer; tuttavia il navigatore sostenne sempre con amici e conoscenti di essere un semplice “uomo del popolo”, orgoglioso delle proprie modeste origini contadine. Cosa probabilmente vera, visto che il ragazzo segui’ fedelmente il padre nel Kent ad appena dieci anni, dopo la drammatica rivolta contro l’introduzione del Prayer Book nel 1549. E fu proprio per sfuggire alla miseria che Francis decise successivamente di arruolarsi in marina, conducendo barconi fluviali lungo il Tamigi per diversi anni.

Nel 1563 Drake entro’ infine nelle grazie del navigatore Sir John Hawkins, che lo fece partecipare alle proprie spedizioni commerciali in Africa e nei Caraibi. Non si tratto’ affatto di viaggi di piacere, magari conditi da qualche piccante nota di colore; anzi, i due uomini rischiarono spesso di non tornare vivi in patria, subendo numerosi attacchi da parte di pirati locali e galeoni spagnoli. Hawkins era infatti coinvolto direttamente nella tratta atlantica degli schiavi, e questo non garbava proprio al governo di Madrid, deciso a mantenere un rigido monopolio sulla “manodopera coatta” da inviare nel Nuovo Mondo. Cosi’, nel 1568, la nave di Hawkins e Drake venne attaccata e affondata nel porto messicano di San Juan de Ulua; in quell’occasione, Francis riusci’ veramente a salvarsi per il rotto della cuffia, raggiungendo a nuoto un’altra barca ancorata nella baia.

Secondo la leggenda, tale umiliazione fu all’orgine del grande odio di Drake per gli Spagnoli, testimoniato dai devastanti raid condotti contro la flotta di Filippo II nei decenni seguenti. In realtà, seppur ferito nell’onore, il comandante inglese non sembro’ nutrire particolari sentimenti di vendetta nei confronti dei suoi avversari iberici, pur disprezzandone stile di vita e fede religiosa. Tra il 1569 e il 1572, quindi, Drake continuo’ ad esercitare tranquillamente la sua attività mercantile, vendendo addirittura alcuni schiavi africani alle piantagioni spagnole dell’istmo di Panama.

Ma la straordinaria ricchezza della regione - centro nevralgico del traffico aurifero tra Spagna e Peru’ - era troppo invitante per un giovane marinaio inglese in cerca di fortuna: organizzata una piccola squadra navale, Drake lancio’ un attacco in grande stile contro l’insediamento di Nombre de Dios, ma il tentativo falli’ per la scarsità di uomini e mezzi. Francis pero’ non rinuncio’ facilmente all’obiettivo, e progetto’ in pochi mesi un nuovo assalto alla città, stavolta da effettuarsi via terra con la collaborazione del bucaniere francese Guillaume Le Testu. L’impresa riusci’, regalando agli avidi pirati franco-britannici diverse tonnellate d’oro e d’argento, ma Le Testu venne catturato e decapitato dagli Spagnoli.

Braccato dalle truppe nemiche, Drake dovette abbandonare il bottino nella giungla, fuggendo attraverso montagne impervie e acquitrini infestati da alligatori; tuttavia, secondo le testimonianze dell’epoca, mantenne sempre il giusto sangue freddo, costruendo una rudimentale zattera per raggiungere la propria ammiraglia ancorata al largo della costa panamense. Scampato una seconda volta alla morte, Drake si vendico’ affondando alcuni galeoni spagnoli durante il viaggio di ritorno in Inghilterra. Nell’agosto 1573 era di nuovo con Hawkins a Plymouth, portando in dote una discreta quantità d’oro rubato alla loro fiorente attività commerciale.

L’impresa di Panama lo rese famoso, e gli diede persino un certo credito presso Sir Henry Sidney e il conte di Essex, entrambi favoriti della regina Elisabetta I. Nel 1575 Drake ottenne infatti il comando della squadra navale a supporto del corpo di spedizione di John Norreys nell’Ulster, ma tale missione termino’ nel massacro del clan MacDonnell all’isola di Rathlin, lasciando una macchia indelebile sulla successiva carriera del navigatore inglese.

Disgutato dagli eventi irlandesi, Francis decise di riscattare la propria reputazione con un’impresa eccezionale: la circumnavigazione del globo secondo la rotta originale tracciata da Magellano oltre mezzo secolo prima. La spedizione pero’ venne anche concepita come un lunghissimo raid contro le rotte commerciali spagnole in Sud America, da effettuarsi in segreto per via del trattato di pace appena siglato tra Londra e Madrid sul continente europeo.

Con questo duplice scopo, Drake lascio’ quindi il porto di Plymouth all’alba del 15 novembre 1577, ma forti tempeste al largo della Cornovaglia lo costrinsero a rientrare alla base dopo pochi giorni. Per nulla scoraggiato dall’incidente, il testardo comandante riprese la via del mare a metà dicembre, con cinque navi e oltre cento uomini di equipaggio.

Era l’inizio della fase piu’ esaltante della sua lunga carriera di navigatore e corsaro al servizio di Sua Maestà Britannica.

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