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Ritratti in miniatura

Attivissimo alla corte dei Tudor, Nicholas Hilliard (1547-1619) è probabilmente l'artista piu' rappresentativo dell'Inghilterra rinascimentale: nonostante lo stile tradizionale, infatti, i suoi ritratti "tascabili" testimoniano la straordinaria vitalità del regno di Elisabetta I, catturata piu' tardi anche dalle immortali tragedie shakespeariane.

Originario di Exeter, nel Devonshire, Nicholas Hilliard era figlio di un testardo orefice protestante, imparentato alla lontana con Theophilus Eaton, co-fondatore della colonia di New Haven in Nord America nel 1638. Il ragazzo prese subito la strada paterna, eseguendo il proprio apprendistato artistico presso il ricco mercante John Bodley, padre del futuro creatore della Bodleian Library di Oxford: a seguito dell’ascesa al trono di Maria Tudor, fanatica cattolica, Hilliard accompagno’ in esilio il suo generoso mecenate a Ginevra, dove completo’ la propria educazione classica sotto la guida dei migliori umanisti svizzeri dell’epoca. Qui dipinse anche i suoi primi ritratti, raffiguranti personaggi della storia recente britannica come Enrico VIII e Maria Stuarda.

Rientrato in Inghilterra dopo l’incoronazione di Elisabetta I, Hilliard si lego’ al gioielliere reale Robert Brandon, guadagnando le prime importanti commissioni da parte dell’aristocrazia di corte. Fu probabilmente in questo peiodo che entro’ in contatto con Levina Teerlinc (1510?-1576), da cui imparo’ la tecnica delle miniature fiamminghe: in pratica, i ritratti - originariamente concepiti per tele di grandi dimensioni - venivano ridotti in scala ed eseguiti su oggetti di uso comune, consentendo cosi’ al committente di averli sempre a portata di mano per mostrarli ad amici e conoscenti. Era la riproposizione in chiave secolare delle antiche minature medievali, realizzate originariamente per i manoscritti religiosi, ma conservava tutte le caratteristiche formali della pittura tradizionale, inclusa la varietà cromatica del soggetto.

Terminato il proprio apprendistato presso la Teerlinc, Hilliard si mise dunque in proprio, gestendo un’oreficeria a Londra in compagnia del fratello minore John. I suoi primi lavori artigianali, databili intorno al 1572-73, erano medaglioni e tavolette raffiguranti uccelli esotici (fenici, fenicotteri, pellicani ecc.) per la regina e i suoi favoriti, incluso il Conte di Leicester, cui l’artista rimase legato per il resto della vita. Elisabetta parve gradire molto le opere di Hilliard, ma si scordo’ di saldargli i conti, costringendolo ad emigrare in Francia per un breve periodo. Qui conobbe sir Francis Bacon e Pierre de Ronsard, per cui esegui’ una serie di ritratti in miniatura nel biennio 1578-79.

Nonostante uno stipendio mensile di 200 lire, versatogli regolarmente dal duca d’Alencon, Hilliard fatico’ a sopravvivere anche in terra francese: i costi di produzione di una miniatura erano infatti altissimi, per via di materiali e tecniche di lavorazione, e venivano spesso ripagati con cifre assolutamente irrisorie (3/5 sterline al pezzo). Finalmente egli riusci’ ad ottenere un buon vitalizio da parte di Elisabetta (circa 40 sterline al mese) e rientro’ in Inghilterra, sistemandosi vicino a Cheapside col figlio Laurence e il pupillo Isaac Oliver, destinato a diventare pittore ufficiale del principe di Galles. Nel 1617 re Giacomo I gli affido’ il monopolio completo della ritrattistica reale, risolvendo definitivamente ogni suo problema finanziario; prima di tale evento, pero’, Hilliard continuo’ a dibattersi tra miseria nera e dignità piccolo-borghese, conoscendo addirittura il carcere per debiti a Ludgate per oltre un anno.

La sua produzione di questo periodo è quasi tutta in minatura, con ritratti di nobili e celebrità del tempo eseguiti su cofanetti, gioielli, tavolette di legno e medaglioni bronzei. Tra i clienti della bottega Hilliard, vi furono Sir Francis Drake, John Donne e i reali di Danimarca, che ricevettero spesso opere di Hilliard come omaggio diplomatico da parte dei Tudor e degli Stuart. L’artista di Exeter contribui’ anche alla decorazione delle carte fondative dell’Emmanuel College di Cambridge, utilizzando motivi e disegni tipici della sua vecchia maestra Levina Teerlinc; inoltre, presto’ il proprio talento grafico alla nascente industria editoriale, realizzando incisioni e illustrazioni per pubblicazioni religiose e/o filosofiche.

Ammirato moltissimo da John Donne, che gli dedico’ persino il poema The Storm (1597), Nicholas Hilliard mori’ a Londra nel gennaio 1619, venendo sepolto modestamente nella chiesa di St.Martin-in-the-Fields, nel quartiere di Westminster, oggi a due passi dalla centralissima Trafalgar Square. Il figlio Laurence e l’allievo Isaac Oliver continuarono la sua attività di miniaturista ed orefice, mantenendo il monopolio dei ritratti regi sino alla metà del XVII secolo.

Oggi i lavori del genio di Exeter fanno ufficialmente parte del patrimonio artistico della Gran Bretagna, e sono conservati equamente tra la National Gallery e il Victoria and Albert Museum di Londra. Le loro condizioni sono generalmente ottime, a dimostrazione di un’abilità artistica ancora senza pari nel difficile mondo dell’oggettistica decorativa.

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