Il mistero Perkin Warbeck

Principe di sangue reale o semplice impostore? La strana storia del giovane fiammingo che tento' di strappare ai Tudor la corona d'Inghilterra, finendo poi i suoi giorni nella Torre di Londra. Un caso avvicente e particolare, ancora in cerca di risposte definitive.

Edoardo V - fosse morto otto anni prima nella Torre di Londra, forse per mano del Duca di Gloucester, diventato poi brevemente re con l’appellativo di Riccardo III. Dopo la sconfitta di quest’ultimo nella battaglia di Bosworth (22 agosto 1485), la tragica storia dei due principini imprigionati e uccisi dal tiranno aveva fatto il giro del continente, anche grazie all’astuta campagna propagandistica del nuovo sovrano Enrico VII Tudor. Ora pero’ la comparsa dello sconosciuto ragazzo rimetteva tutto in discussione, aprendo l’ennesima controversia per la corona inglese nell’arco di mezzo secolo.

Ma le parole dell’inaspettato pretendente, piu’ tardi identificato come Perkin Warbeck di Tournai, “figlio” di una modesta coppia locale, erano vere oppure no? Il caso resta ancora oggi controverso, soprattutto per via della sistematica opera di delegittimazione del rivale operata dai Tudor. Enrico VII spese infatti la bellezza di 13 000 sterline dell’epoca per sbarazzarsi dell’inconveniente, portando le proprie magre finanze statali quasi al collasso; un simile investimento spinse quindi il sovrano britannico, passata la minaccia, a lanciare una vasta campagna propagandistica volta ad assicurargli definitivamente il trono da altri possibili pretendenti. La figura di Warbeck venne cosi’ distorta e diffamata, riportandone alla luce i modesti natali fiamminghi oppure sostenendo una sua supposta infermità mentale. Ma la verità resta avvolta nel piu’ fitto mistero, nonostante alcuni storici abbiano trovato alcuni elementi di fondamento nelle accuse dei Tudor.

La straordinaria somiglianza fisica col defunto principe York spinse infatti molti esponenti della nobiltà europea ad appoggiare le rivendicazioni del giovane fiammingo, inclusi l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo e la duchessa Margherita di Borgogna, sorella di Edoardo IV, che riconobbe ufficialmente il nipote scomparso agli inizi del 1493. Questa decisione accrebbe le fortune politico-finanziarie del presunto pretendente al trono, sbarcato due anni piu’ anni tardi nel Kent con l’intenzione di scatenare una rivolta popolare contro Enrico. Ma l’impresa falli’, e Warbeck dovette rifugiarsi frettolosamente in Irlanda, dove trovo’ l’appoggio di alcuni nobili locali stanchi dell’ingerenza inglese nei propri territori. Organizzato un piccolo esercito, Perkin cerco’ quindi di conquistare la città di Waterford, strettamente legata alla monarchia Tudor, ma la campagna fini’ in un disastro e il giovane dovette fuggire nuovamente in Scozia.

Qui il sostegno delle autorità locali sembro’ aprire prospettive interessanti a Warbeck, compreso il matrimonio con Lady Catherine Gordon, cugina di re Giacomo IV, ma si tratto’ solo di un’illusione passeggera: stancatosi presto dello sconveniente ospite, Giacomo caccio’ infatti il ragazzo dai suoi domini, costringendolo una seconda volta all’esilio sul continente. Tuttavia, grazie al costante supporto dei duchi di Borgogna, Perkin sbarco’ di nuovo in Cornovaglia nel settembre 1497, deciso ad approfittare del malcontento locale per le pesanti tasse imposte da Enrico al mondo agricolo. Le sue promesse di maggiore giustizia fiscale trovarono subito un certo seguito, e poche settimane dopo il suo arrivo in terra inglese venne riconosciuto ufficialmente come Riccardo IV da una piccola assemblea di notabili a Bodwin Moor. Organizzata un’armata di 6000 uomini, il neoeletto sovrano inizio’ una lenta marcia su Londra, occupando prima Exeter e poi Taunton, ma il semplice avvicinarsi dell’esercito regio guidato Lord Daubeney getto’ i ribelli nel panico, portandoli inevitabilmente alla disfatta. Fuggito addirittura prima della battaglia, Warbeck venne catturato dai soldati di Enrico nell’abbazia di Beaulieu e trascinato in catene nella capitale, dove fu oggetto di insulti e derisione da parte degli abitanti.

Rinchuso nella Torre a fianco del conte di Warwick, altro rivale politico dei Tudor, Perkin fu trasferito successivamente a Tyburn, nei dintorni di Londra, dove venne impiccato senza processo nel novembre 1499. I Tudor erano cosi’ definitivamente al sicuro, ma la domanda rimase: il giovane fiammingo era davvero Riccardo di York? In base alle ultime ricerche storiche, probabilmente no, dato che i due principini furono assassinati da Gloucester poco dopo la loro estromissione legale dal trono nel giugno 1483. Resta comunque aperta l’ipotesi che Warbeck fosse legato in qualche modo alla famiglia reale inglese, magari in virtu’ di una relazione adulterina di Edoardo IV. Cio’ spiegherebbe la straordinaria somiglianza fisica del ragazzo con i membri del casato York, riconosciuta persino da alcuni parenti del defunto sovrano. Ma non tutti concordano sulla cosa, ritenendo il personaggio un banale imbroglione vittima della sua stessa mitomania.

Ad ogni modo, il mistero continua, e con esso l’infatuazione di scrittori e registi per lo sfortunato pretendente al trono d’Inghilterra. Già nel 1830 Mary Shelley pubblico’ The Fortunes of Perkin Warbeck, in cui trattava il presunto Riccardo IV con notevole simpatia; e nel secolo seguente quest’immagine favorevole è rimasta anche nei romanzi di Philip Lindsay, Edith Layton, Sandra Worth e Philippa Gregory. Inoltre l’American Shakespeare Center ha recentemente prodotto la commedia The Brats of Clarence, che ricostruisce in dettaglio l’intera vicenda. Nonostante tutto, il caso Perkin Warbeck resta aperto - e lo sarà ancora per parecchio tempo.

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