Galileo in rete

Tutte le opere del grande scienziato toscano su Internet, grazie all'eccezionale sforzo culturale e tecnologico del Museo di Storia della Scienza di Firenze.

Da pochissimi giorni è finalmente disponibile sul web l’opera omnia di Galileo Galilei (1564-1642), inventore del telescopio, scopritore delle leggi fisiche del moto terrestre, sostenitore della teoria eliocentrica copernicana, vittima tragica dell’Inquisizione romana. In realtà, era già possibile consultare in formato digitale molti testi originali del grande scienziato toscano grazie ad iniziative meritorie come il Galileo Project della Rice University od il Trial of Galileo Galilei della University of Missouri di Kansas City. Tuttavia tali raccolte documentarie restavano sempre parziali ed incomplete, soprattutto per la costante dispersione di lettere, diari e manoscritti cartacei in numerosi archivi pubblici e privati dell’Italia centrale. Ora invece, grazie agli sforzi eccezionali del Museo di Storia della Scienza di Firenze, saranno facilmente accessibili dal proprio computer di casa tutti i lavori scientifici, filosofici e personali del padre della moderna astronomia, riordinati filologicamente secondo il classico schema adottato da Antonio Favaro agli inizi del Novecento.

Presentata ufficialmente al congresso internazionale Cultural Heritage online, svoltosi al Teatro della Pergola di Firenze un paio di giorni fa, l’operazione è stata lunga e complessa, anche per la necessità di riprodurre le carte originali in modo interattivo, cosi’ da permettere un loro uso critico da parte di ricercatori universitari o semplici curiosi. Da questo punto di vista l’equipe tecnico-amministrativa del Museo fiorentino ha potuto contare sulla stretta collaborazione di Rinascimento Digitale, fondazione sostenuta da Università di Pisa e Cassa di Risparmio di Firenze che si occupa da anni della digitalizzazione di documenti storici per il web, compreso il vastissimo epistolario di Ippolito Rosellini, grande egittologo italiano del primo Ottocento.

Per il progetto galileiano, dunque, la prestigiosa istituzione di via Bufalini ha creato il sofisticatissimo software Pinakes Text, che consente l’analisi diretta di codici e libri antichi attraverso rigorosi criteri filologico-linguistici. Tra l’altro, questo sistema consente la consultazione attiva dei documenti anche da piattaforma mobile, allargando ulteriormente il numero di possibili utenti dell’iniziativa. Anche se il Pinakes Text entrerà definitivamente in funzione nel corso della prossima estate, con la lemmatizzazione di tutte le principali parole del corpus galileiano, i testi sono già liberamente consultabili per ordine di titoli, volumi ed autori: le varie liste di ricerca contengono infatti anche manoscritti di altri scienziati dell’epoca (Ettore Ausonio, Francesco Ingoli, Francesco Sizi), che ebbero comunque notevole influenza sull’opera di Galileo, rimarcata addirittura da postille originali del geniale studioso alle pagine piu’ importanti delle loro dissertazioni.

Per il presidente di Rinascimento Digitale, Paolo Galluzzi, la mastodontica opera informatica - sostenuta anche da CNR e Ministero dei Beni Culturali - mira a porre l’Italia all’avanguardia nell’uso umanistico delle nuove tecnologie, grazie soprattutto alla preziosa partnership con la Cultural Heritage online della Library of Congress di Washington, leader nella gestione mondiale delle moderne biblioteche digitali. Non a caso il sottotitolo del congresso di Firenze, teatro della presentazione ufficiale del progetto galileiano, era Empowering users: an active role for user communities, ossia dare agli utenti un ruolo di protagonisti attivi nella tramissione elettronica del sapere culturale tradizionale.

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