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L'anno di Caravaggio

Roma, Firenze, Rimini, Bergamo: quattro città per quattro grandi eventi espositivi dedicati al genio sregolato di Michelangelo Merisi, autentico protagonista artistico dell'anno appena iniziato. E la casa editrice Electa si appresta anche a lanciare il catalogo definitivo sui suoi principali capolavori, coprendo ogni aspetto della tormentata esistenza del pittore lombardo.



Lo avevamo già segnalato in alcuni interventi passati relativi a particolari iniziative della scena culturale romana, patria adottiva del celebre autore lombardo: il 2010 sarà il grande anno di Caravaggio, in occasione del quarto centenario della sua morte, avvenuta nella disperata solitudine di Porto Ercole. Genio incompreso, uomo dalle mille contraddizioni, Michelangelo Merisi lascio’ in poco meno di trent’anni un segno indelebile nella storia dell’arte mondiale, rivoluzionando completamente lo stile pittorico del suo tempo. Ancora oggi i suoi quadri riescono a turbare profondamente lo spettatore, mostrando un’umanità povera e dolente, ma animata da insospettabili slanci di vitalità.

Era quindi inevitabile che l’anniversario di quest’anno portasse ad una vera e propria “Caravaggiomania” con decine di mostre, convegni e pubblicazioni dedicate all’irrequieto pittore seicentesco, considerato ormai da secoli come un “classico maledetto”. L’evento piu’ importante si terrà comunque a Roma, presso le scuderie del Quirinale, dove dal prossimo febbraio verranno esposti al pubblico i maggiori capolavori dell’artista provenienti dai piu’ prestigiosi musei di tutto il mondo: il Bacco dagli Uffizi, il Davide con la testa di Golia dalla Galleria Borghese, la Cena in Emmaus dalla National Gallery londinese, I musici dal Metropolitan Museum di New York. Si tratta ovviamente di una selezione generalista volta ad attirare grandi folle di visitatori, stuzzicate anche dalla suggestiva cornice della residenza presidenziale italiana.

Piu’ ricercato invece l’allestimento fiorentino di maggio, che darà ampio spazio ai seguaci toscani del Merisi, attivi soprattutto alla corte dei Medici nei primi decenni del XVII secolo. Forse per rivaleggiare con Roma, la rassegna si svolgerà sia agli Uffizi che a Palazzo Pitti, sotto l’attenta supervisione della locale Soprintendenza ai beni artistici e culturali. In autunno poi il mito caravaggesco si trasferirà al Nord, prima a Rimini e poi a Bergamo, dove appariranno finalmente i lavori meno conosciuti dell’artista, frutto del suo lungo apprendistato giovanile nel Milanese.

Ma non ci saranno solo eventi espositivi a commemorare l’indimenticabile maestro dell’Adorazione dei pastori , restaurata recentemente a Roma di fronte ad un vasto pubblico “virtuale”. Nelle scorse settimane la casa editrice Electa - leader del settore artistico italiano - ha infatti annunciato la pubblicazione di un gigantesco catalogo dedicato al Merisi, comprendente quasi tutte le opere prodotte nel corso della sua tormentata carriera: curato da Francesca Cappelletti, il volume mira a fare chiarezza sulle molte discutibili attribuzioni caravaggesche degli anni passati, dando finalmente vita ad un canone documentario serio ed affidabile. Non a caso verranno analizzati dall’esperta romana anche dipinti poco noti come le varie versioni del Ragazzo che monda una pera o la Vocazione di Pietro e Andrea di Hampton Court, rintracciando possibili “mani esterne” nella loro realizzazione. Peccato pero’ che una simile guida non sia affatto a buon mercato (90 Euro per 256 pagine), limitando le sue interessanti riflessioni ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori.

Insomma, si prospetta davvero un’annata eccezionale per l’ex membro dei Cavalieri di Malta, espulso dall’Ordine nel 1608 con appellativi assai poco lusinghieri (i documenti dell’epoca lo definiscono infatti “fetido e putrido”, probabilmente in relazione alle sue discusse abitudini sessuali). Speriamo solo che tutta questa abbuffata di iniziative non porti a dolorose indigestioni, magari segnate pure da solenni fregature per il povero spettatore pagante. L’importante è sempre la qualità e non la quantità: una lezione elementare che il Merisi aveva imparato piuttosto bene, pagandone anche il prezzo piu’ duro.

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