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Maestri toscani a New York

La prestigiosa Galleria Moretti dedica un'interessante esposizione alla pittura tardogotica fiorentina nel cuore della Grande Mela, portando alla ribalta gli artisti dimenticati di un'epoca di transizione. Tra le venti opere selezionate, vi sono infatti lavori di Giovanni dal Ponte e del Buggiano, praticamente sconosciuti al di fuori dei confini italiani.

La Galleria Moretti vanta appena dieci anni di storia, ma il suo ruolo di agente culturale internazionale sta diventando paragonabile a quello di grandi istituzioni come Christie’s o la National Gallery londinese: fondata nel settembre 1999 su iniziativa di Fabrizio Moretti, erede di un’antica famiglia di antiquari fiorentini, essa partecipa infatti regolarmente alle maggiori fiere artistiche europee, aprendo persino filiali nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Inoltre la Galleria ospita regolarmente svariate mostre dedicate alla pittura rinascimentale italiana, raccogliendo ovunque consenso unanime di critica e pubblico. Nel 2003, ad esempio, la casa madre fiorentina organizzo’ una superba rassegna sull’arte toscana del Quattrocento, dando ampio spazio alla scuola senese di Ambrogio Lorenzetti, erede dichiarata dello stile iconografico giottesco; due anni piu’ tardi, invece, fu la volta del Perugino, omaggiato con la solenne esposizione di Santa Caterina d’Alessandria, capolavoro rientrato per la prima volta in Italia dopo una lunga permanenza all’estero.

Parte di queste iniziative sono state successivamente replicate nella filiale americana, situata nel cuore di Manhattan, già protagonista tre anni fa di una mostra dedicata al tardogotico di Paolo Veneziano e Lorenzo Monaco. Ora pero’ le cose sembrano destinate a cambiare, con una maggiore attenzione verso il vivace mondo del collezionismo statunitense: dalla prossima settimana sino a metà febbraio, infatti, la Galleria di New York City esporrà venti pregiatissime opere della prima tradizione rinascimentale toscana, cercando di sfruttare l’onda lunga della recente asta record di Raffaello a Londra. Visto il tempo di crisi, gli organizzatori hanno fatto le cose in grande, selezionando numerose pale d’altare tardogotiche mai viste prima fuori dei confini italiani; tra esse, la raffinatissima Madonna col Bambino del Buggiano (1412-62) ed alcuni splendidi pannelli sacri di Giovanni dal Ponte (1385-1437), maestro incontestato delle rappresentazioni religiose di inizio Quattrocento. Ma vi sono anche rari lavori artigianali come la Natività di Scolaio di Giovanni (1369?-1434), sopravvissuti fortunosamente al lento scorrere del tempo.

Adeguatamente restaurate, queste opere non mirano solo ad attirare possibili compratori, ma anche a fare luce su un’epoca dimenticata della storia artistica italiana, schiacciata tra il rigore della tradizione figurativa medievale e i primi impulsi del nuovo Umanesimo di matrice classica. Un’età di transizione, dunque, ma ben capace di indicare strade originali e variegate ai propri artisti, coniugando perfettamente necessità estetiche e finalità devozionali. Non a caso, con le loro sfumature lievemente dorate, i lavori di Giovanni dal Ponte furono assai popolari nella Firenze pre-medicea, guadagnando consensi anche presso il pubblico piu’ conservatore.

La mostra newyorkese rappresenta quindi un’occasione unica per scoprire un mondo inedito, aldilà dei vecchi canoni interpretativi storico-critici. Vale cosi’ le difficoltà del viaggio aereo, soprattutto per chi non ha avuto modo di presenziare alla passata esposizione italiana di tali opere avvenuta a Firenze negli scorsi mesi.

From the Late Gothic to the Early Renaissance - Galleria Moretti, New York, Manhattan, 24 East 80th Street - dal 19 gennaio al 12 febbraio 2010

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