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San Francesco Saverio, patrono delle missioni (1)

Fondatore della Compagnia di Gesù insieme all'amico Ignazio di Loyola, Francesco Saverio (1506-52) fu instancabile apostolo della dottrina cattolica in Asia orientale, dove introdusse migliaia di persone al Vangelo cristiano ed alla cultura europea. Una vita eclettica e folgorante, dunque, terminata solamente col rimpianto di non aver potuto visitare la Cina, meta ultima delle sue ambizioni filosofico-spirituali.

Nato in Navarra nell’aprile 1506, ultimo rampollo di una locale famiglia aristocratica molto religiosa, Francesco Saverio fu una delle personalità piu’ acute e brillanti della Chiesa cattolica rinascimentale, contribuendo personalmente al rilancio dell’autorità papale dopo la grave crisi di inizio Cinquecento, segnata dallo scisma protestante e dalla prepotenza imperiale nei confronti della Santa Sede. Inoltre, il suo impegno evangelizzatore in Estremo Oriente cambio’ per sempre la natura dei rapporti Est-Ovest, introducendo importanti elementi della tradizione religiosa occidentale in paesi dalla spiritualità millenaria come l’India ed il Giappone. Da tali solide basi sarebbe poi partita la leggendaria missione di Matteo Ricci presso la corte dei Ming, aprendo di fatto la Cina ad un difficile, controverso rapporto con la moderna cultura europea. Una missione già ardentemente desiderata dal Saverio mezzo secolo prima, e mai realizzatasi per l’aperta diffidenza delle autorità cinesi nei confronti degli stranieri.

Ma il giovane spagnolo non poteva certo immaginare di raggiungere simili traguardi mentre studiava filosofia a Parigi nei primi decenni del XVI secolo: erede di un antico casato nobiliare, Francesco aveva infatti perso quasi tutto a causa della lunga opposizione del padre alle ambizioni di Ferdinando il Cattolico in terra navarrina, conclusasi con l’annessione ufficiale del principato pirenaico alla monarchia aragonese nel 1513. Sconfitti e privati delle loro terre, i Xavier (nome italianizzato poi in Saverio nelle successive agiografie popolari) furono cosi’ costretti ad emigrare in Francia, dove riuscirono a racimolare qualche soldo per inviare il proprio membro minore all’Università della Sorbona, sperando che tale studio gli aprisse poi le porte sicure della carriera ecclesiastica.

I primi anni di Francesco a Parigi si rivelarono pero’ alquanto insoddisfacenti, sia per il suo temperamento eccessivamente orgoglioso che per la dilagante immoralità dell’ambiente universitario francese. Ospite del rigido collegio di Santa Barbara, il ragazzo fini’ presto per cacciarsi nei guai, entrando in conflitto anche con gli amici piu’ intimi, incluso il pio Ignazio di Loyola che avrebbe commentato piu’ tardi tale circostanza con queste parole: “Non ho trovato mai una creta cosi’ ribelle!”

Tuttavia la straordinaria tenacia dell’ex soldato basco, rimasto gravemente ferito ad una gamba nell’assedio di Pamplona del 1521, ebbe infine ragione delle resistenze dell’amico, che si converti’ ad una vita pienamente religiosa nell’estate del 1534, grazie anche all’intervento diretto del sacerdote francese Pierre Favre. Convinto ormai di essere al servizio di Dio, Francesco partecipo’ quindi alla fondazione ufficiale della Compagnia di Gesù nella Chiesa di Montmartre, giurando solennemente di perseguire la causa evangelica in povertà e castità. In attesa del riconoscimento papale, egli decise poi insieme ad Ignazio di recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa passando per Venezia, ma lo scoppio di una nuova guerra franco-spagnola costrinse i due uomini a restare bloccati nella città lagunare per parecchi mesi, dedicandosi prevalentemente all’assistenza di malati e bisognosi.

Vista l’impossibilità di raggiungere la Palestina, essi decisero infine di recarsi a Roma per presentare le proprie intenzioni a papa Paolo III, che li incoraggio’ personalmente a perseverare nel loro zelo religioso. L’incontro ebbe conseguenze particolarmente importanti per Francesco, portandolo a prendere i voti sacerdotali nel giugno 1537 per mano di Vincenzo Nigusanti, vescovo della Dalmazia. Dopo un primo periodo di orientamente a Bologna il neoprete raggiunse quindi nuovamente l’amico Ignazio nella Città Eterna, dove contribui’ alla stesura definitiva dello statuto della Compagnia di Gesù prima del formale riconoscimento pontificio della primavera 1540.

Votato alla piu’ completa ubbidienza nei confronti del Santo Padre, sancita dal quarto voto dell’ordine gesuita, Francesco accetto’ dunque l’offerta del re portoghese Giovanni III come missionario nella piccola diocesi di Goa nell’India meridionale. Inizialmente l’incarico era stato affidato al Loyola, ma la sua cronica indisposizione fisica lo costrinse presto a rinunciarvi a favore del piu’ robusto Saverio, che accolse con gioia il difficile impegno. Salutato per l’ultima volta il vecchio amico nel marzo 1540, il sacerdote spagnolo raggiunse quindi Lisbona, imbarcandosi poi per le Indie un anno piu’ tardi con il titolo ufficiale di “Legato pontificio”. Fu un viaggio assai tribolato, con una lunghissima sosta presso le coste del Mozambico, dove il giovane missionario si prodigo’ ancora una volta a sostegno dei piu’ infelici, come narrato da diversi testimoni oculari nel successivo processo di canonizzazione.

Infine le navi portoghesi attraccarono nel porto di Goa nel maggio 1542, presentando il loro prestigioso ospite al vescovo Giovanni Albuquerque, responsabile della diocesi locale. Era l’inizio di una grande avventura destinata a terminare solo dieci anni dopo, al largo delle coste “proibite” della Cina meridionale.

Commenti dei lettori

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  • ornella loriga di maria

    17 Jun 2010 - 14:53 - #1
    0 punti
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    Vorrei darvi il nome di un sito nato da poco,tratta di una bambina che ha lasciato questa terra a soli 12 anni un’apostola di Dio molto speciale, non ha perso un minuto della sua vita, ha lasciato una testimonianza fondamentale per la vita di ogniuno di noi, che va ha confermare la prsenza di Dio nel mondo terreno, attraverso le persone, fatti, e cose concrete, andate ha visitare il sito :www.giovannadimaria.it grazie

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