Situata nel cuore di Londra, a due passi dalle rive del Tamigi, la Courtauld Gallery è un celebre museo d’arte internazionale che conserva al proprio interno pezzi di inestimabile valore come il Bar alle Folies-Bergères di Edouard Manet, la Loggia di Pierre Auguste Renoir, la Conversazione di Vanessa Bell e numerosi altri dipinti di Van Gogh, Gauguin, Rubens e Tiepolo. E proprio in virtù di tale ricco patrimonio iconografico la piccola istituzione organizza spesso brevi mostre speciali per il pubblico, contenenti alcuni schizzi meno conosciuti delle sue invidiabili collezioni private.
Quest’anno l’onere della prova è caduto sul Sogno di Michelangelo, splendido bozzetto realizzato dal grande Buonarroti nel 1533, forse regalo personale al giovane aristocratico Tommaso de’ Cavalieri, oggetto delle attenzioni amorose dell’artista toscano. Il disegno svelerebbe dunque la tanto chiacchierata omosessualità michelangiolesca, taciuta pudicamente dal romanziere Irving Stone e rivendicata invece con orgoglio da attivisti gay di mezzo mondo; ma non è tanto la “scandalosa” committenza a rendere l’opera estremamente interessante, bensì la straordinaria delicatezza delle sue forme, capace di riprodurre perfettamente su carta l’eterea atmosfera di una classica visione onirica.
Nel tratteggiare un giovane atletico richiamato alla veglia da un rumorosissimo angelo, infatti, Buonarroti diede prova nuovamente della sua incredibile maestria anatomica, già vista in azione nei difficilissimi affreschi della Cappella Sistina, riproducendo la pesante carnalità umana con tocchi di ineffabile leggerezza. Per non parlare poi della dettagliatissima costruzione dello sfondo, dove figure appena abbozzate (vecchi, donne, bambini ecc.) sembrano acquistare una cadenza quasi futurista, concentrando la propria esile vitalità in uno slancio senza confini. Nemmeno i meravigliosi schizzi di Albrecht Durer - presenti anch’essi nel gigantesco deposito della Courtauld - riescono a colpire lo spettatore con simile grazia, mantenendo allo stesso tempo una chiara potenza espressiva.
Con il Sogno Michelangelo raggiunse dunque l’ennesima vetta della propria folgorante carriera, dimostrando ancora una volta la propria immensa genialità artistica. E il tutto nello spazio di un minuscolo foglietto di carta, che l’imberbe Cavalieri decorò persino sul retro con un banalissimo “ben fatto”, simbolo della sua totale incomprensione del magnifico regalo michelangiolesco. O forse solo saggia, implicita allusione ad una bellezza iconografica che non ha bisogno di parole per essere commentata, ma solo di buoni occhi per poter essere ammirata.
Michelangelo’s Dream - The Courtauld Gallery, Somerset House, Strand, Londra - dal 18 febbraio al 16 maggio 2010

SimoneP








