La Malinconia di Durer

Una delle stampe più eleganti e raffinate del celebre artista tedesco, conservata al Metropolitan Museum of Art di New York

Albrecht Durer (1471-1528) è famoso in tutto il mondo per le sue stampe artistiche di elevatissima qualità, capaci di catturare forti emozioni nelle linee essenziali del bianco e del nero. E non sfugge a tale particolare maestria anche il piccolo bozzetto Melencolia I , realizzato nel 1513-14 all’interno di una serie di opere dedicate a temi di carattere filosofico e/o spirituale.

Protagonista della scena è infatti lo stesso autore, immerso nella contemplazione di uno splendido cielo stellato, dove si vede però scritto a caratteri monumentali il termine Melencolia, legato nella tradizione classica al genio creativo ed alla pazzia. Durer appare quindi diviso tra entusiasmo e scetticismo verso la propria creatività, mentre vicino a lui la personificazione simbolica della tristezza - ritratta nelle sembianze di un putto spettrale - impedisce l’accesso ai suoi strumenti di lavoro (compasso, scalpello, clessidra ecc.) E c’è anche un cane mostruoso che sonnecchia tranquillo ai piedi di una macina da mulino, indifferente allo strazio interiore del suo padrone.

E’ difficile stabilire con certezza il significato reale di una simile composizione allegorica: tuttavia sono propabilmente nascosti molti riferimenti alla filosofia ermetica di Agrippa di Nettesheim, celeberrimo occultista tedesco del XVI secolo. Nel suo capolavoro De occulta philosophia egli infatti considerava l’intuizione artistica come una forma elementare di conoscenza perchè basata più sulla fantasia che sulla razionalità. Da qui forse il significato del numero I accanto al titolo del bozzetto, quasi un riconoscimento sconsolato dell’inutile vanità legata alle professioni liberali.

Tuttavia la potenza espressiva del tratto è così intensa da vincere il pessimismo del soggetto, regalando allo spettatore uno dei disegni più intriganti dell’intera storia dell’arte occidentale, paragonabile solo ai popolari schizzi onirici di Michelangelo Buonarroti. Ma Durer resta comunque lontano dalla festosa allegria del Rinascimento italiano, e la sua genialità introversa esprime invece assai bene i tormenti della Germania riformata, divisa tra il rigore di Lutero e l’umanesimo paganeggiante della corte asburgica.

Melecolia I rappresenta così una perfetta istantanea di un periodo travagliato della storia europea, espressa attraverso eleganti simbolismi esoterici. Dal 1943 l’opera è conservata al Metropolitan Museum di New York, all’interno del fondo dedicato al ricco collezionista Harris Brisbane Dick, nipote di Francis Brisbane Dick, decano della Facoltà di Medicina alla University of Pennsylvania nei primi decenni del XIX secolo.

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