Richard Hakluyt e la nascita della geografia moderna

Segretario privato alla corte dei Tudor e degli Stuart, Richard Hakluyt (c. 1552-1616) contribuì con i suoi numerosi scritti alla nascita delle geografia moderna, concepita come scienza ausiliaria alla colonizzazione europea del Nuovo Mondo.



Nonostante qualche improbabile ascendenza gallese, la famiglia di Richard Hakluyt era di chiare origini olandesi: secondo lo storico John Leland, infatti, essa si sarebbe stabilita in Inghilterra attorno al XIII secolo, adottando lingua e costumi locali. Comunque sia, il giovane Richard crebbe nelle verdi campagne dell’Herefordshire, dove il padre esercitava insieme alla moglie il non facile mestiere di conciatore. Nel 1557 la morte improvvisa dei genitori lo pose poi sotto la stretta tutela di un cugino paterno, che lo avviò alla carriera ecclesiastica grazie alla Bibbia e ad alcune vecchie cosmografie medievali.

Questa bizzarra accoppiata finì per segnare definitivamente il destino di Hakluyt, spingendolo ad approfondire il campo poco sviluppato della geografia, soggetta ancora a pesanti interferenze di carattere teologico. Sostenuto finanziariamente dai colleghi del padre, Richard entrò infatti ad Oxford nel 1570, dove si dedicò prevalentemente alla lettura di antichi manoscritti di viaggio e racconti avventurosi, cercando poi di riprodurre il loro particolare stile letterario. Tale imitazione riuscì così bene da fargli ottenere una cattedra universitaria in geografia nell’estate 1577, rinnovata consecutivamente per altri sette anni.

Tuttavia la principale attività di Hakluyt restava comunque quella ecclesiastica, rafforzata dalla sua ordinazione ufficiale a sacerdote nel 1578: le autorità di Oxford gli assegnarono infatti una pensione per proseguire gli studi teologici, ma l’intervento di William Cecil riuscì a reindirizzare tale supporto finanziario per scopi puramente geografici. A partire dal 1583, quindi, Richard si dedicò quasi esclusivamente ai propri interessi scientifico-letterari, alternandoli solo con brevi incarichi pubblici per conto della corona britannica.

La sua prima opera di rilievo fu una monografia dedicata alle recenti esplorazioni dell’America settentrionale, viste in un’ottica sostanzialmente nazionalista. Gli accenti anti-francesi del testo gli valsero perciò la nomina a segretario personale di Sir Edward Stafford, nuovo ambasciatore inglese a Parigi, con il segreto incarico di raccogliere informazioni sull’esercito dei Valois: il soggiorno fu piuttosto lungo, e rappresentò ironicamente l’unico viaggio all’estero di Hakluyt in tutta la sua vita. E non si trattò nemmeno di un’esperienza piacevole, visto che l’irruente geografo si azzuffò spesso con i colleghi d’Oltremanica sulle capacità marinare dei rispettivi popoli.

Portata a termine la missione con successo, Richard rientrò poi in patria, dove ottenne il favore della regina Elisabetta grazie ad un’elegante commento in latino della Politica aristotelica scritto durante la tempestosa residenza francese. Entrato ufficialmente nei circoli più ristretti della corte, l’uomo si adoperò così per promuovere pubblicamente la colonizzazione britannica delle terre americane, trovando presto un alleato prezioso nell’ammiraglio Sir Walter Raleigh, fresco vincitore dell’Armada spagnola. Gli anni successivi furono quini dedicati alla stesura o alla traduzione di opere favorevoli a tale progetto, inclusa quella della celebre Histoire notable de la Florida di René Goulaine de Laudonnière, apparsa con notevole clamore a Parigi nel 1586. Per l’occasione Hakluyt creò anche alcune pregevoli mappe dell’emisfero occidentale, redatte con discreta accuratezza scientifica; in una di esse appare persino il territorio della Virginia, futura colonia inglese dal 1607.

Inoltre l’instancabile geografo pubblicò un corposo studio sulle maggiori scoperte dei navigatori britannici, sfruttando al meglio le testimonianze dirette dei protagonisti: uscito nel 1598, The Principall Navigations, Voiages, Traffiques and Discoueries of the English Nation divenne presto un autentico bestseller nazionale, e conobbe addirittura l’onore di una nuova versione in tre volumi dedicata a Sir Robert Cecil dodici anni più tardi. E proprio in tale prestigiosa riedizione comparve una delle primissime mappe del globo prodotta in Inghilterra nell’età moderna, redatta secondo i principi matematici fissati dal cartografo Gerardus Mercator alla metà del XVI secolo.

Quest’ultimo lavoro - realizzato in coppia con l’esperto artigiano Emery Molyneaux - valse ad Hakluyt l’incarico di canonico prebendario presso l’abbazia di Westminster, dove risiedette sino alla morte, avvenuta probabilmente nel novembre 1616. Gli ultimi anni della sua vita furono ancora segnati dal dibattito sulla colonizzazione inglese dell’America settentrionale, ripreso con forza sotto il nuovo principato di Giacomo I Stuart: nel 1606 egli riuscì infatti ad ottenere dal sovrano alcune patenti ufficiali per la fondazione di un insediamento commerciale in Virginia, divenuto la cittadella fortificata di Jamestown un anno più tardi.

Era il dono più grande fatto da Hakluyt alla sua patria. Oggi la sua ricca collezione di manoscritti personali è custodita ad Oxford, dove viene usata per esplorare le origini storiche dell’attuale mondo globalizzato.

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