Galileo torna a Firenze

Riapre finalmente il Museo di Storia della Scienza del capoluogo toscano, sotto l'egida di un testimonial d'eccezione: Galileo Galilei (1564-1642), padre dell'astronomia moderna. E la presenza del grande scienziato seicentesco si avverte in tutta la rinnovata struttura dell'istituto di Piazza dei Giudici, ricca di manufatti e testi preziosissimi.



Dopo molti anni di paziente restauro, il Museo di Storia della Scienza di Firenze - autentica istituzione culturale del capoluogo toscano - torna ad aprire le proprie stanze al grande pubblico con una ricchissima esposizione di strumenti, manoscritti e apparati sperimentali di rarissima provenienza. Ed esegue tutto sotto l’egida di un patrono di assoluta rilevanza internazionale: Galileo Galilei (1564-1642), brillante studioso di fisica e padre indiscusso della moderna astronomia.

Il Museo è dedicato proprio al celebre scienziato pisano, in occasione del quattrocentesimo anniversario della pubblicazione del Sidereus Nuncius, opera con cui Galileo rivoluzionò la comprensione generale del nostro universo agli inizi del Seicento. Nel breve trattato in Latino, l’autore esponeva infatti dettagliatamente le numerose scoperte effettuate col canocchiale negli anni precedenti, inclusa l’esistenza delle Lune di Giove. Dedicato al Granduca Cosimo II de’ Medici, l’opuscolo fece scalpore nei circoli scientifici dell’epoca, facendo conoscere il genio galileiano in tutta Europa ed accelerando il tragico scontro con l’Inquisizione ecclesiastica culminato con la condanna dei suoi scritti nel 1633.

L’istituto fiorentino lascia però parzialmente in ombra tale triste vicenda, omaggiata anche da grandi drammaturghi come Bertolt Brecht, per concentrarsi invece sulla sua impareggiabile attività scientifica, vista in relazione con la storia toscana del XVII secolo. A quel tempo, infatti, la corte dei Medici divenne un autentico paradiso per scienziati e studiosi di ogni parte d’Italia, contribuendo alla genesi di molte scoperte tecniche del mondo moderno. Ecco quindi una fantastica collezione di antichi strumenti sperimentali valorizzata da vetrine di ultima generazione, capaci di coniugare perfettamente spettacolarità scenica e necessità conservative. Un ampio sistema interattivo - composto da audio-guide, video didattici ed animazioni digitali - consente poi al visitatore di immergersi appieno nella vibrante atmosfera di quel periodo, sospeso tra Rinascimento e Barocco, comprendendone anche le sfumature più lievi.

Tra i pezzi pregiati del catalogo, vanno segnalati mappamondi, sfere celesti, telescopi e libri provenienti dalle collezioni personali galileiane. Dulcis in fundo, mezione speciale per il sito del Museo, ricchissimo di informazioni ed approfondimenti online: davvero un ottimo modo per festeggiare degnamente l’Anno Internazionale dell’Astronomia, stabilito da ONU e UNESCO nel dicembre 2007.

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti