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Ritratto di Sigismondo Baldinger

Ai primi di luglio Christie's metterà all'asta un rarissimo dipinto di Georg Pencz (c. 1500-c. 1550), raffinato incisore considerato erede del grande Albrecht Durer. E in effetti il quadro - realizzato per un ricco mercante di Norimberga - è un autentico capolavoro del Rinascimento tedesco, ispirato alla lezione stilistica di Tiziano e Jan Van Eyck.

Il prossimo 6 luglio Christie’s metterà all’asta un pezzo pregiato, erede della leggendaria collezione del barone ungherese Maurice Leopold Herzog, andata tristemente perduta nel corso della Seconda Guerra Mondiale: si tratta del Ritratto di Sigismondo Baldinger, realizzato intorno al 1545 da Georg Pencz, pupillo del grande Albrecht Durer. Il quadro rappresenta una delle vette più alte del Rinascimento tedesco, attingendo con originalità alle differenti scuole visive di Veneto e Fiandre.

Conosciuto più per le raffinate incisioni che per le tele tradizionali, Pencz visitò infatti spesso l’Italia, dove apprese il virtuosismo tecnico di Giulio Romano, Agnolo Bronzino e Tiziano Vecellio. Tuttavia il suo stile pittorico rimase comunque ancorato alla possente iconografia nordica di Michael Wolgemut (1434?-1519), influenzata dal realismo cromatico della tradizione fiamminga. Questa tensione tra eleganza e solidità è presente in tutta la struttura del dipinto di Christie’s, commissionato da un ricco mercante di Norimberga per celebrare la sua elevazione nobiliare ad opera dell’imperatore Carlo V: la massiccia figura domina con naturalezza la scena, coniugando perfettamente psicologia individuale e sfarzo decorativo.

Baldinger tiene in mano un paio di lunghi guanti scuri, simbolo del suo nuovo status sociale; il corpo è vigile ma rilassato, con uno sguardo solenne che sembra controllare ogni singolo movimento del pittore. Intorno a lui c’è un arredamento scarno ed essenziale, abbellito solo da una bottiglia di vetro ed una tovaglia verde scura. Ma Pencz concentra tutte le sue energie proprio su tali elementi marginali, utilizzando sapientemente la luce per sottolineare la loro meravigliosa delicatezza ornamentale. Il classico gusto umanistico è presente anche sulle pareti della stanza, appena velate da una sottile linea d’ombra.

Sembra come se il pittore avesse voluto preservare l’autorevolezza personale del committente, andando incontro alle necessità estetiche della Controriforma cinquecentesca, senza però abbandonare del tutto la gaia vivacità del periodo precedente. Ecco quindi il ricorso continuo a chiaroscuro ed illusioni ottiche per bilanciare le varie parti dell’insieme compositivo: una tattica assolutamente brillante, portata a termine con risultati eccellenti.

Non a caso - fiutando l’affare - Christie’s ha fissato il prezzo base dell’asta a 50 000 Euro, lanciando anche una vasta campagna pubblicitaria su siti e giornali d’informazione artistica. Secondo Richard Knight, supervisore dell’evento, l’opera di Pencz è infatti la più importante trattata dalla sua compagnia sin dai primi anni Novanta, quando un ritratto femminile di Holbein venne venduto alla National Gallery di Londra per una cifra da record. E vista la maestosa figura di Baldinger, simile tanto ad una creatura mitologica del Guercino che ad un sontuoso borghese di Rubens, non gli si può proprio dare torto.

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