Lutero a colori

Centinaia di statuette in plastica del celebre riformatore invadono le strade principali di Wittenberg, sua città adottiva, in occasione del restauro di un vecchio monumento sulla piazza cittadina. Omaggio sincero o provocazione mediatica?



Come cinquecento anni fa, la città di Wittenberg, in Sassonia, è di nuovo in subbuglio a causa del frate ribelle Martin Lutero, padre del Protestantesimo tedesco: ben ottocento statuette di plastica del celebre soggetto occupano infatti le strade principali del paese, in sostituzione del vecchio monumento bronzeo di Johann Gottfried Schadow (1764-1850) sulla piazza del mercato, messo in restauro per il prossimo autunno. Ideata da Ottmar Hoerl, famoso scultore del Baden-Wuerttemberg, l’iniziativa non è però piaciuta a molti membri del clero locale, che hanno accusato gli organizzatori di scarso rispetto per il venerato traduttore della Bibbia in tedesco.

E il sospetto di una provocazione mediatica è assai legittimo, visti i precedenti del vulcanico Hoerl, per molti versi simile al nostro Maurizio Cattelan: in contemporanea con l’esposizione di Wittenberg, egli ha infatti riempito la città di Mulheim nella Ruhr di circa 300 leoni marini in materiale sintetico, mentre l’anno scorso aveva addirittura scioccato il mondo con i suoi bizzarri gnomi dorati, intenti a fare gestacci o saluti nazisti ai loro spettatori. La Chiesa Luterana fa quindi bene a cautelarsi da possibili effetti indesiderati, tenuto conto anche dei futuri anniversari dedicati al riformatore sassone.

Semmai la polemica testimonia ancora una volta il ruolo centrale di Lutero nella coscienza nazionale tedesca. Nato ad Eisleben nel 1483, il corpulento frate sfidò infatti l’autorità di Roma sulla delicata questione delle indulgenze, appendendo una copia delle sue 95 Tesi alla porta della cattedrale di Wittenberg il 31 ottobre 1517. In esse Lutero chiedeva semplicemente un ritorno alle virtù della povertà evangelica, senza alcuna pretesa rivoluzionaria; ma il testo venne interpretato male dalla curia pontificia, che finì per condannare il religioso per eresia nel giugno 1520. Tale frettolosa decisione scatenò così una tempesta politico-teologica di enormi proporzioni, destinata a dividere la Cristianità occidentale sino ai giorni nostri. Protetto dai principi sassoni, Lutero creò infatti una chiesa parallela a quella cattolica, basata soprattutto sull’interpretazione rigorosa del testo biblico: non a caso egli passò il resto della sua vita a tradurre in volgare le Sacre Scritture, imprimendo una svolta decisiva allo sviluppo della lingua teutonica.

Nonostante il profondo legame con la nativa Eisleben, in cui tornò brevemente dopo il 1544, Lutero è però sepolto nel castello di Wittenberg, da sempre considerata il vero cuore del Protestantesimo tedesco. E ogni anno viene qui ricordato con solenni celebrazioni liturgiche durante la terza settimana di febbraio.

Commenti dei lettori

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  • remigio

    22 Aug 2010 - 20:36 - #1
    0 punti
    Up Down

    Il pastore Martin Lutero è stato un teologo preparato e coraggioso con le sue famose tesi dettate per portare sulla strada della fede,un papa e un clero tutt’altro dedito…Andrebbe studiato prima di valutarlo…

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