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Tiziano conquista la Scozia

Grande successo per il "Diana e Atteone" del maestro veneziano, acquistato di recente dalla National Gallery di Edimburgo: più di 140 000 persone ne hanno infatti ammirato gli splendidi colori in un lungo tour attraverso le magiche terre degli Highlander.



Realizzato tra il 1556 ed il 1559, Diana e Atteone fa parte del raffinato ciclo dedicato da Tiziano alle Metamorfosi di Ovidio, capolavoro della letteratura latina di età augustea: sette dipinti incentrati sui rapporti ambivalenti tra uomini e dei, dove amore e morte si alternano continuamente sotto l’influenza di un destino spietato. Omaggio a Filippo II di Spagna, gran protettore del maestro veneziano, la grandiosa rappresentazione pittorica degli antichi miti rimase però incompiuta, forse a causa dei pressanti impegni della bottega del Vecellio: non a caso la fretta sembrò trasformare profondamente il tratto dell’artista, rendendolo più denso e cromaticamente pastoso. Uno stile inusuale per l’epoca, ma assai vicino alla sensibilità visiva dell’Espressionismo tedesco, con la trasfigurazione del soggetto classico in enigmatica metafora della vita.

Diana e Atteone è la seconda tela del ciclo, immediatamente successiva al Venere e Adone del Prado di Madrid: essa raffigura la profanazione della castità della dea da parte di un ignaro cacciatore, sopraggiunto durante il bagno della donna col suo seguito di ninfe. Atteone pagherà cara la sua “impudenza”, venendo trasformato in cervo e divorato dai suoi stessi cani, soggetto del sesto dipinto di Tiziano, rimasto incompiuto nel proprio studio veneziano. Entrambe le opere rivelano comunque una profonda malinconia estetica, con colori spenti, linee abbozzate, gestualità marcata e continui richiami simbolici. Inoltre sono uniti dalla presenza di elementi comuni (il corso d’acqua, l’arco e le frecce, le rovine antiche ecc.) che suggeriscono implicitamente la successione narrativa degli eventi, quasi come in un moderno serial televisivo.

E il destino sembra infine averli riuniti in terra britannica, così da ridare completezza al mito tizianesco dopo secoli di separazioni parallele. Il dipinto sulla morte di Atteone si trova infatti alla National Gallery di Londra, mentre quello sull’incontro tra i due protagonisti è stato recentemente acquistato dal polo museale di Edimburgo, grazie ad uno sforzo finanziario congiunto con il National Heritage Memorial Fund e la Wolfson Foundation. Una spesa considerevole (circa 50 milioni di sterline) finita nelle tasche degli eredi del duca di Bridgewater, proprietario del quadro sin dal XVIII secolo; ma ampiamente ripagata dallo straordinario successo di pubblico degli ultimi mesi, con la tela protagonista di un trionfale tour espositivo nelle Highlands scozzesi. Da maggio ad oggi, secondo dati ufficiali del governo britannico, Diana e Atteone è stato visto da oltre 140 000 persone, con punte di 2500 visitatori negli ultimi week-end. Non si era mai visto un tale entusiasmo artistico in quelle regioni da ben mezzo secolo.

La mostra itinerante terminerà agli inizi di settembre, col ritorno del quadro nella sua location definitiva ad Edimburgo. Ma certo le autorità potrebbero ripetere in futuro l’esperimento, magari abbinandolo alla tela “gemella” di Londra, in un’avvicente riproposizione iconografica del classico mito ovidiano.

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