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Il ritorno della "Grande Barberini"

A Roma riapre una delle maggiori collezioni artistiche europee, parte integrante del grande polo museale cittadino. All'interno, in spazi completamente rinnovati, capolavori di Caravaggio, Raffaello, Tintoretto, El Greco ed Agnolo Bronzino.



Situato nel cuore di Rione Trevi, Palazzo Barberini è uno dei monumenti più celebrati del Barocco romano, grazie anche alle eleganti architetture di Carlo Maderno, Francesco Borromini e Gian Lorenzo Bernini: dotato di numerose scale elicoidali e di un grande salone ovale centrale, affrescato da Pietro da Cortona con una spettacolare Allegoria della Divina Provvidenza, esso rimase proprietà della potente famiglia Barberini per tutto il XVII secolo, custodendo al suo interno una collezione artistica di prim’ordine (Caravaggio, Raffaello, El Greco, Agnolo Bronzino, Domenico Beccafumi ecc.)

Dopo l’Unità d’Italia, però, il declino della vecchia dinastia nobiliare e discutibili speculazioni edilizie governative misero parzialmente in ombra tale patrimonio figurativo, portando persino alla distruzione dell’originale entrata monumentale del Palazzo nel 1932. Nel secondo dopoguerra si decise infine di recuperare l’intera struttura come museo, ma la presenza di un circolo ufficiali dell’esercito impedì un completo sfruttamento dei locali, scatenando una lunga e umiliante diatriba tra Ministero della Difesa e Ministero dei Beni Culturali. Per ovviare all’inconveniente furono compiute pesanti modifiche alla pianta berniniana dell’edificio, incluso l’inserimento forzato di un ascensore in una della rampe elicoidali vicine all’ingresso. Tuttavia neppure questi drastici interventi riuscirono a creare sufficiente spazio per esporre tutti i capolavori pittorici della collezione Barberini, relegandone un numero considerevole in depositi esterni ed altre sedi museali della capitale.

Nel 2000 venne finalmente risolto il contenzioso interministeriale per l’uso del Palazzo, garantino interamente al Ministero dei Beni Culturali ad eccezione di due stanze prive di rilevanti dipinti decorativi. Da tale decisione è partita quindi una complessa e delicata fase di restauri terminata solo nelle ultime settimane, con la riapertura ufficiale della vecchia Galleria nazionale d’arte antica (meglio conosciuta come “Grande Barberini”) dotata di ben cinque nuove stanze espositive: i lavori hanno impegnato stabilmente oltre 50 restauratori, che hanno liberato muri e colonne dalla sporcizia con tecniche tradizionali come lo “stucco romano” (calce e polvere di travertino), già usato dal Bernini quattrocento anni fa. Lo scomodo ascensore è stato inoltre rimosso, recuperando la splendida luminosità degli originali scaloni seicenteschi.

Ma il piatto forte della nuova Galleria restano i suoi 300 fantastici dipinti, realizzati dai migliori talenti visivi europei del XVI e XVII secolo: dalla Fornarina di Raffaello alla Giuditta e Oloferne di Caravaggio, dall’Enrico VIII di Hans Holbein al San Francesco sorretto da un angelo di Orazio Gentileschi, dal Giudizio di Salomone di Valentin de Boulogne al Paesaggio con Agar e l’angelo di Nicolas Poussin, e tanti altri. Per non parlare degli stupendi affreschi decorativi di Pietro da Cortona e Polidoro di Caravaggio, ricondotti alla loro originaria vivacità cromatica.

Inaugurata dal ministro Sandro Bondi in persona, con dedica speciale al compianto Alberto Ronchey (principale sostenitore dei passati restauri), la ritrovata Galleria Barberini si inserisce dunque a pieno titolo nel grande polo museale cittadino, con promessa di ulteriori rafforzamenti nell’architettura e nel catalogo interno. Intanto aspetta con ansia i suoi futuri visitatori, sicura di soddisfare ampiamente le loro necessità estetiche e culturali.

Galleria nazionale d’arte antica - Palazzo Barberini, via IV Fontane, Roma - aperta da martedì a domenica in orario continuato (8, 30 - 19, 30)

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