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La Firenze di Ghirlandaio

Una bella mostra al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid racconta la vita quotidiana della Firenze quattrocentesca attraverso la storia di Giovanna degli Albizzi Tornabuoni, moglie di uno dei nobili più importanti della città. A fare da sfondo alla narrazione, lo splendido ritratto realizzato dal Ghirlandaio per il marito della donna dopo la sua prematura scomparsa nel 1488.

Il Ritratto di Giovanna degli Albizzi Tornabuoni fu commissionato a Domenico Ghirlandaio nella prima metà del 1489 da Lorenzo Tornabuoni, importante nobile fiorentino legatissimo alla famiglia Medici: scopo del quadro era quello di celebrare sua moglie Giovanna, morta di parto qualche mese prima. Conscio dell’importanza affettiva del lavoro, Ghirlandaio realizzò un finissimo capolavoro di luce e colore, volto ad esaltare le qualità più positive della dama scomparsa (devozione, bellezza e virtù). Oggi tale straordinaria opera fa parte delle collezioni del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, che ha pensato bene di dedicargli un’interessante mostra monografica nelle proprie sale temporanee.

Obiettivo dell’esposizione - curata dal professor Gert Jan van der Sman dell’Università di Leida - è quello di ricostruire la vita quotidiana della Firenze rinascimentale, usando il ritratto del Ghirlandaio e la storia del suo soggetto per illustrare i cambiamenti di costume e mentalità nella seconda metà del XV secolo. Disposta su otto stanze, la narrazione illustra l’esistenza della famiglia Albizzi-Tornabuoni in tutti i suoi aspetti principali, incluse vita matrimoniale e questioni finanziarie: accompagnano i vari pannelli descrittivi diverse opere del tempo, ottenute in prestito da musei e collezioni private di mezza Europa.

Così il visitatore inizia il suo particolare “viaggio nel tempo” con la Riconciliazione dei Romani e dei Sabini del Maestro di Marradi (ca. 1475-1513), vivace rappresentazione del commercio cittadino della metropoli toscana, mentre due rarissimi manoscritti presentano in dettaglio l’attività bancaria di Maso di Luca degli Albizzi, padre di Giovanna, importante esponente della finanza locale. Nella seconda e terza sala si analizza invece la difficile arte del ritratto, sorta in Italia grazie all’impulso della pittura fiamminga: sulle pareti ampio spazio ad opere di Botticelli, Pollaiuolo e dello stesso Ghirlandaio, impegnati nell’attenta “fotografia” psicologica di celebri nobildonne del loro tempo.

Nella quarta sala viene descritto il sontuoso matrimonio tra Giovanna e Lorenzo del 1486, “benedetto” addirittura dalla famiglia Medici col generoso dono del Matrimonio di Giasone e Medea nel Tempio di Apollo, olio su tempera realizzato apposta da Biagio D’Antonio (1446-1512) per i giovani sposi. L’opera è di proprietà del Musée d’Arts Decoratifs di Parigi, che ne ha concesso momentaneamente l’utilizzo, così come frutto di un altro prestito importante è l’Adorazione dei Magi del Ghirlandaio, conservata agli Uffizi fiorentini e commissionata dallo stesso Tornabuoni per l’evento.

Le ultime stanze descrivono infine la vita domestica di Giovanna in casa Tornabuoni, basata sul patronato artistico e sull’amore per le belle lettere. Educata in modo raffinato dalla propria famiglia d’origine, la donna promosse infatti la creazione di una vasta biblioteca personale, ricca di preziosi volumi rilegati da sapienti artigiani toscani. Sulle pareti scorrono intanto dipinti e sculture del periodo incentrati sulla complessa devozione religiosa della Firenze medicea, sospesa tra fasti paganeggianti e antica pietas medievale. Tra le opere selezionate, spicca il San Giovanni Battista Adolescente di Benedetto da Maiano (1442-1497), splendido marmo levigato della Pinacoteca Comunale di Faenza.

Chiude l’allestimento il celeberrimo ritratto del Ghirlandaio, con un’accuratissima introduzione alla tecnica e alla progettazione estetica del quadro. Sono presenti anche rare fotografie ad infrarossi della tela, che dimostrano la brillante inventiva dell’artista, capace di intervenire sempre con grande delicatezza per correggere le proprie sbavature marginali. La mostra di Madrid è aperta sino al prossimo 10 ottobre, con possibilità di prenotare i biglietti via Internet.

Maggiori informazioni sul sito del Museo Thyssen-Bornemisza.

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