Sansepolcro è un piccolo comune situato nell’entroterra di Arezzo, lungo l’odierna autostrada che porta da Roma alla costiera romagnola. Conta circa 16 000 abitanti, denominati variamente “borghesi” o “biturgensi”, e celebra la propria festa patronale ogni 27 Dicembre, in onore di San Giovanni Evangelista. Ma tale normalissima cittadina dell’Italia centrale è famosa in tutto il mondo per aver dato i natali a Piero della Francesca, maestro indiscusso del Rinascimento quattrocentesco: qui infatti il grande pittore realizzò alcuni dei suoi più importanti capolavori, come il Battesimo di Cristo e il San Girolamo, riproducendo il paesaggio circostante sin nei minimi particolari. E firmandosi quasi sempre “Pietro dal Borgo”, segno tangibile di un affetto profondo verso il proprio luogo natale.
Sansepolcro è stata quindi sempre riconoscente nei confronti del suo “figlio prediletto”, che attirò nel paese anche amici e colleghi illustri (Luca Pacioli, Matteo di Giovanni, Raffaellin dal Colle ecc.), dando ulteriore fama e prosperità alla minuscola cittadina dell’Appennino toscano. Non a caso la dimora del maestro - modellata sull’augusto esempio del Palazzo Ducale di Urbino - è conservata quasi come una reliquia, mentre ovunque vengono esaltati i lavori locali di Piero e compagni, inclusa una splendida Pala d’altare di Matteo di Giovanni per la vecchia Chiesa di Santa Maria dei Servi. Tuttavia questa considerevole eredità artistica è diventata ultimamente oggetto di pesanti controversie politiche, frutto di discutibili decisioni della nuova giunta comunale di Franco Polcri, indipendente sostenuto da PDL e Lega Nord.
L’opposizione di centro-sinistra accusa infatti il primo cittadino di voler “cementificare” il borgo medievale, distruggendo ogni traccia del paesaggio idilliaco immortalato da Piero nei suoi raffinatissimi quadri. Secondo Ferdinando Mancini, capogruggo della lista civica Viva Sansepolcro, il nuovo piano regolatore proposto dal comune consentirebbe la costruzione di decine di villette da 100 a 200 metri cubi ciascuna, con strade e allacciamenti elettrico-fognari inclusi. Una vera e propria “invasione”, destinata a mutare per sempre la bellezza secolare della regione.
Naturalmente Polcri nega ogni addebito, sostenendo che le modifiche edilizie al paesaggio del nuovo piano regolatore saranno contenute e di minimo impatto idrogeologico. Ma c’è chi non gli crede, sottolineando come le proposte del comune non siano affatto piaciute né in provincia né in regione. E Mancini promette pure di far intervenire l’UNESCO, chiedendo il riconoscimento ufficiale della zona come patrimonio dell’umanità. Insomma, all’ombra dell’Appennino si prepara una battaglia senza esclusione di colpi, in vista anche delle cruciali elezioni amministrative della prossima primavera.

SimoneP








