I tesori del Prado

Per la prima volta il grande museo spagnolo mette in mostra i manoscritti della sua biblioteca artistica, con opere rarissime di Leon Battista Alberti, Leonardo Da Vinci, Daniele Barbaro e Francisco Pacheco. Tutto accompagnato da otto celebri capolavori di Velazquez, Tiziano ed El Greco.

Sin dalla sua progettazione ufficiale come Gabinetto di Scienze Naturali nel 1785, per volontà di Carlo III di Borbone (1716-1788), il Museo del Prado è sempre stato considerato tra le maggiori collezioni artistiche del mondo, grazie ad un catalogo di oltre 7000 opere con grandi nomi come Tiziano, El Greco, Velazquez, Goya e Albrecht Durer. Vero e proprio erede dell’immenso patrimonio regio del XVII secolo, l’istituto madrileno ha contato negli ultimi tempi ben 2 milioni di presenze annuali, e mira in futuro ad attaccare il solido primato dei colleghi francesi ed inglesi, presentandosi come principale polo museale d’Europa.

Ed è proprio per sostenere tale ardita strategia che il Prado ha organizzato un’eccezionale esposizione dei tesori delle sua biblioteca artistica, mostrando per la prima volta al pubblico opere rarissime del periodo rinascimentale e barocco. Intitolato semplicemente “Bibliotheca artis”, l’allestimento si divide in tre sezioni, ognuna incentrata su una particolare fase artistica europea dal XVI al XVIII secolo: nella prima sono infatti presentati i trattati fondamentali della nuova pittura quattrocentesca, firmati da Leonardo Da Vinci, Leon Battista Alberti e Albrecht Durer; nella seconda invece si assiste alla nascita della moderna architettura con il brillante recupero di Vitruvio da parte di Andrea Palladio, Giacomo Barozzi da Vignola e Sebastiano Serlio; nella terza, infine, si dà ampio spazio al ruolo generale dei libri nell’attività artistica, con un elenco preciso dei riferimenti letterari nei più famosi dipinti del museo.

Ad accompagnare il piccolo gruppo di testi, composto da circa 40 esemplari di difficilissima reperibilità, vi sono poi alcune prestigiose tele di Velazquez, Tiziano ed El Greco, collegate direttamente agli scritti delle varie sezioni. Nella prima, ad esempio, troviamo il Ritratto di Pacheco di Velazquez, dedicato al suocero Francisco Pacheco (1564-1644), autore di un importante trattato sull’Arte della pittura pubblicato postumo nel 1649. Il libro originale è presentato accanto ai più conosciuti lavori di Leonardo ed Alberti, con annotazioni originali dello stesso scrittore, praticamente introvabili in altri archivi spagnoli. Nella seconda sezione ecco invece l’Annunciazione di El Greco con sfondo architettonico vitruviano, mentre nella terza campeggia infine l’Allegoria della pittura di Livio Mehus (1630-1691), chiara allusione al ruolo simbolico delle immagini nei confronti del testo letterario.

La mostra ospiterà anche diverse conferenze relative al complesso rapporto tra parola scritta ed attività artistica, con particolare attenzione ai grandi trattatisti della tradizione spagnola seicentesca (Pacheco, Palomino, Garcìa Hidalgo). I biglietti (8 Euro) sono acquistabili online sul sito del museo.

Bibliotheca artis: Tesoros de la biblioteca del Museo del Prado - Museo del Prado, Madrid - sino al 30 gennaio 2011

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