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La musica di Caravaggio

Un concerto agli Uffizi rende omaggio alle composizioni amate dal Merisi, spesso riprodotte sotto forma di spartito nei suoi quadri più famosi. Una bella occasione per conoscere alcuni aspetti inediti del grande pittore bergamasco, ancora oggi troppo schiacciato sul semplice stereotipo di "artista maledetto".

Michelangelo Merisi era veramente uomo dalle mille sorprese: pittore, spadaccino e “attaccabrighe” di incredibile successo, egli amava anche intensamente la musica del suo tempo, dedicando persino diverse opere alla maestria di compositori e suonatori contemporanei. Ma tale affascinante passione venne espressa anche nell’acquisto di molti spartiti originali, riprodotti a volte di fianco ai musicisti ritratti: è il caso, ad esempio, del celeberrimo Suonatore di Liuto, dove il giovane protagonista cerca di seguire alla lettera le note di una composizione fiamminga cinquecentesca, opera di Jacques Arcadelt e Francesco de Layolle. Ancora oggi storici dell’arte ed esperti musicali sono piacevolmente sorpresi da tale realismo scenico, sottolineando la straordinaria abilità di Caravaggio nel riprodurre fedelmente le minuscole linee del pentagramma a dispetto dei pesanti colori ad olio utilizzati.

Ora questa particolarità estetico-culturale viene portata alla ribalta dalla Galleria degli Uffizi, che ha deciso di dedicare una serata ai brani musicali amati dal Merisi, eseguiti dall’orchestra barocca Modo Antiquo diretta da Federico Maria Sardelli. Il concerto durerà solo un’ora, vista la brevità delle composizioni scelte, ma consentirà ai fortunati spettatori di cogliere alcuni aspetti inediti della personalità caravaggesca, scoprendo anche i variegati trend musicali dell’età tardorinascimentale. Tra le sonate scelte, infatti, ci saranno lavori di Giovanni Paolo Cima, Girolamo Frescobaldi e Giovanni Maria Trabaci, con audaci incursioni nelle contaminazioni popolari di Giovanni Domenico da Nola, maestro indiscusso della scena napoletana per gran parte del XVI secolo.

Il gruppo di Modo Antiquo cercherà comunque di dar vita anche ai brani fiamminghi dei quadri caravaggeschi, tratti forse da una raccolta originale pubblicata a Venezia nel 1538. Secondo Sardelli, infatti, i gusti di Merisi sono alquanto singolari perchè incentrati su autori “fuori moda”, poco seguiti e imitati dal mercato dell’epoca. L’eccezionale abilità del pittore nel riprodurre i loro spartiti originali ha però reso il compito più agevole, consentendo una preparazione musicale accurata per l’importante evento fiorentino.

Il concerto è previsto per mercoledì 13 ottobre nel primo corridoio della Galleria ed è realizzato in collaborazione con Museo dei Beni Culturali, Firenze Musei, Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Orchestra da Camera Fiorentina. L’ingresso è gratuito.

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