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L'Estasi di Caravaggio

Quindici capolavori del Seicento europeo, tra cui "L'Estasi di San Francesco" del Merisi, al Castel Sismondo di Rimini: degna conclusione di un periodo eccezionale per il grande pittore bergamasco, scomparso a Porto Ercole quattrocento anni fa.



E’ uno dei protagonisti assoluti dell’anno artistico in corso: nel quarto centenario della sua morte, avvenuta tragicamente a Porto Ercole nell’estate 1610, Michelangelo Merisi detto Caravaggio continua ad affascinare migliaia e migliaia di spettatori in giro per l’Europa, registando straordinari successi di pubblico a Roma, Firenze e Dublino. Il motivo di questa grande passione popolare resta misterioso, anche se la fama di “pittore maledetto” e l’intensità cromatica dei suoi quadri fanno di Merisi uno dei principali esponenti del primo Barocco italiano, fatto di chiaroscuri, realismo formale ed uso innovativo della fisicità umana. Non a caso secondo molti storici dell’arte esiste una netta distinzione tra “pre-Caravaggio” e “post-Caravaggio”, con il secondo periodo illuminato da eccellenti allievi del maestro come Jusepe de Ribera (1592-1651), Gerard van Honthorst (1590-1656), Valentin de Boulogne (c. 1594-1632) ed Orazio Gentileschi (1563-1639).

Ed è proprio per celebrare tale fervida fase artistica che il comune di Rimini - in collaborazione con lo statunitense Wadsworth Atheneum di Hartford, in Connecticut - ha organizzato una spettacolare mostra nelle affascinanti sale di Castel Sismondo, fortezza quattrocentesca alle porte della ridente città romagnola. Piatto forte dell’allestimento resta la splendida Estasi di San Francesco, realizzata dal Merisi nel 1594, ma ci sarà anche spazio per i colleghi/imitatori del geniale pittore lombardo, come Cigoli, Strozzi, Morazzone e Saraceni. L’obiettivo del curatore Marco Goldin è infatti quello di sottolineare l’impatto della “rivoluzione caravaggesca” nella pittura europea seicentesca, omaggiando un po’ tutti i protagonisti di quell’irripetibile periodo storico.

Ecco quindi comparire capolavori raramente visti in Italia come il San Serafione di Zurbaran e il Ritratto di Joseph Coymans di Hals, entrambi simbolo del trionfo figurativo spagnolo e fiammingo nel XVII secolo. Ma gli occhi del pubblico saranno probabilmente puntati solo sull’Estasi merisiana, dipinta dal talentuoso artista bergamasco ad appena vent’anni: una scena di straordinaria delicatezza e sensualità, dove l’originale tema religioso si sposa perfettamente con accenti fortemente naturalistici, visibili ad esempio nel piccolo stagno di fianco a Francesco ed all’Angelo che lo sostiene. Magnifica anche l’intera illuminazione del quadro, con la luce sapientemente posata sui visi e sui corpi dei due protagonisti.

L’opera venne originariamente acquistata dal banchiere genovese Ottavio Costa ed i suoi eredi la custodirono gelosamente sino alla seconda metà del XIX secolo. Poi l’Estasi entrò nel mercato antiquario, finendo nelle collezioni del Wadsworth Atheneum nel 1943: da allora è apparsa in Italia solo una volta, venticinque anni fa, durante una fortunata mostra caravaggesca a Napoli. L’evento di Rimini rappresenta dunque un’occasione unica per scoprire un altro tassello della brillante carriera merisiana, terminata prematuramente sulle coste toscane quattrocento anni fa. E promette anche di chiudere in bellezza questo lungo anno dedicato ad uno dei più grandi e controversi pittori di ogni tempo.

Caravaggio e altri pittori del Seicento - Castel Sismondo, Rimini - dal 23 ottobre 2010 al 27 marzo 2011

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