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L'Età dell'Oro

Spettacolare mostra autunnale del Guggenheim di Bilbao: oltre 130 capolavori della pittura olandese seicentesca (Vermeer, Rembrandt, Rubens) dalle grandiose collezioni dello Stadel Museum di Francoforte.

Quest’autunno, per la prima volta in assoluto, un museo spagnolo ospiterà un eccezionale allestimento dedicato alla pittura olandese del XVII secolo, ovvero l’Età dell’Oro della giovane repubblica nata dalla Guerra degli Ottant’anni (1568-1648) contro l’impero oceanico di Filippo II e dei suoi successori. Si tratta del Guggenheim di Bilbao, che ha ottenuto in prestito un centinaio di capolavori dallo Stadel Museum di Francoforte, massima autorità sul soggetto in Europa: dal Geografo di Jan Vermeer al Bouquet in un vaso di vetro di Jan Brueghel il Vecchio, dal Pesce su un tavolo da cucina di Jacob van Es alle opere dei Maestri della Gilda di San Luca di Anversa. Ma ci sono anche lavori di Rembrandt, Rubens, Frans Hals, Abraham Mignon e tanti altri.

Scopo dell’iniziativa - curata da Jochen Sander, responsabile della sezione fiamminga del museo tedesco - è quello di illustrare i maggiori sviluppi del Barocco olandese attraverso i numerosi generi praticati dai suoi brillanti pittori: nature morte, ritratti domestici, paesaggi rurali e scenografie storiche. Ciascuno di tali generi sottolinea lo straordinario eclettismo estetico della borghesia fiamminga dell’epoca, dotata di gusti esigenti e raffinati, chiaro segno di una classe sociale in rapida ascesa. A partire dal 1580, infatti, le province emancipatesi dal dominio spagnolo conobbero una costante espansione navale e commerciale, con la nascita della fiorente Borsa di Amsterdam e la creazione di un vasto impero coloniale nel Sud-Est asiatico. Mossi dalla sete di ricchezze e dalla granitica fede calvinista, gli olandesi imposero la loro influenza economica in buona parte della regione atlantica, diffondendo anche le loro avanzate cognizioni in campo scientifico e culturale.

Tale intenso fermento vitale è catturato perfettamente dai quadri dell’allestimento di Bilbao, che fanno abbondante uso delle nuove cognizioni ottiche seicentesche per esaltare forme e colori dei soggetti rappresentati. Ecco quindi il celeberrimo Geografo di Vermeer, immerso nella luce accecante del proprio studio, circondato da mappe e globi millimetricamente realistici; ma anche i ritratti floreali di Rachel Ruysch, dove l’ispirazione poetica dà spazio a notevoli conoscenze botaniche e zoologiche. Per non parlare poi delle sontuose nature morte di Jan Davidsz de Heem (1606-1683), piene di frutti e tappeti esotici provenienti da ogni parte del mondo, dipinti con eccezionale precisione estetica e geografica.

Ma il realismo è presente anche nei soggetti storici di Karel van Mander, principale importatore della tradizione rinascimentale italiana nel Nord Europa, e nei magnifici paesaggi campestri di Jan van Goyen, pieni di nuvole, canali, prati verdi e cieli cristallini. Nel complesso, quindi, la scuola olandese dell’Età dell’Oro testimonia una fase importante nella storia dell’arte europea, con il passaggio turbinoso dalle raffigurazioni mitologiche del Cinquecento alla maturità iconografica del mondo moderno. Nei solenni ritratti borghesi di Rembrandt e nelle caotiche scene urbane di Adriaen Brouwer, ambientati spesso negli stessi quartieri di Amsterdam, si vedono infatti tutte le contraddizioni di una realtà vorticosa, turbolenta, in cerca di solidi punti di riferimento. Una realtà poi non così distante dalla nostra, ed è per questo che la mostra di Bilbao promette di affascinare e sedurre una vasta platea internazionale.

La Edad de Oro de la pintura olandesa y flamenca - Museo Guggenheim, Bilbao - dal 07 ottobre 2010 al 23 gennaio 2011

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