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Battaglie toscane

Un nuovo libro del giornalista Mauro Bonciani esplora i principali eventi bellici della storia toscana, dalle invasioni barbariche alla liberazione di Firenze durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma nella vivace raccolta spicca soprattutto la celeberrima battaglia di Anghiari (29 giugno 1440), immortalata da Leonardo negli affreschi perduti di Palazzo Vecchio.



E’ appena uscito nelle librerie Le grandi battaglie toscane, prima fatica monografica di Mauro Bonciani, giornalista in forza all’edizione fiorentina del Corriere della Sera. Scritto con piglio brillante, il volumetto (160 pagine ca.) racconta alcuni dei principali eventi bellici dell’Italia centrale, portando agevolmente il lettore dalle grandi invasioni barbariche del V secolo alle ultime, drammatiche fasi della Seconda Guerra Mondiale. In mezzo, santi, papi, artisti e imperatori, tutti più o meno coinvolti nelle feroci lotte di potere tra ambiziose città-stato, impegnate a ritagliarsi un posto al sole nelle turbolente vicende storiche italiane dello scorso millennio.

Le battaglie selezionate sono dieci e vanno dalla vittoria di Stilicone sugli Ostrogoti nel 406 d.C. alla Liberazione alleata di Firenze nell’agosto 1944, al termine di un durissimo confronto con l’esercito hitleriano. Ma c’è spazio anche per eventi leggendari come Campaldino (11 giugno 1289) e l’assedio di Firenze del 1530, che mise fine all’esperienza repubblicana in favore dei risorti Medici, appoggiati dalle armate imperiali di Carlo V. E pezzo forte del libro restano le pagine dedicate alla celeberrima giornata di Anghiari (29 giugno 1440), immortalata da Leonardo Da Vinci nei suoi affreschi perduti di Palazzo Vecchio. Combattuto tra il Ducato di Milano e una coalizione veneziano-fiorentina, lo scontro vide all’opera alcuni dei migliori condottieri italiani del XV secolo (Niccolò Piccinino, Micheletto Attendolo, Astorre II Manfredi) e terminò con la vittoria degli alleati sulle truppe del malaticcio Filippo Maria Visconti (1392-1447).

Nonostante lo scarso effetto sulla situazione politico-militare generale, Anghiari apparve quasi come una battaglia epocale, con oltre 900 morti ed innumerevoli feriti, tanto da meritarsi persino l’attenzione di Niccolò Machiavelli, che descrisse con macabra ironia i tragici fatti di quella lunga giornata estiva. Non a caso le autorità fiorentine indissero un concorso pubblico nel 1503 per abbellire le sale di Palazzo Vecchio, rappresentando la passata gloria militare della repubblica toscana. A fronteggiarsi nella tenzone, in un raro caso della storia, furono due autentici pezzi da novanta della pittura rinascimentale: Leonardo Da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Ma i progetti di entrambi i talentuosi artisti non furono mai completati, lasciando ben poche tracce nell’attuale sede del comune fiorentino. In particolare, il lavoro di Leonardo è ancora oggi al centro di un vero e proprio giallo storico-critico, con la possibilità che i suoi dipinti originali - rovinati da una tecnica cromatica sperimentale - siano nascosti sotto le raffinate decorazioni di Giorgio Vasari, incaricato sessant’anni più tardi di rimettere un po’ d’ordine all’interno del Salone dei Cinquecento, teatro del precedente duello con Michelangelo. Ma non ci sono prove chiare a sostegno di tale tesi.

Il libro di Bonciani tratta comunque marginalmente la singolare vicenda artistica di Anghiari, concentrandosi invece sui protagonisti in carne ed ossa della battaglia quattrocentesca. Il volume è infatti arricchito dalle schede dello storico militare Ugo Barlozzetti, con foto e dettagliate mappe sulle dinamiche degli scontri esaminati. Quasi un itinerario turistico nel tumultuoso passato dell’odierna regione Toscana.

Mauro Bonciani, Le grandi battaglie toscane, Firenze, Le Lettere, 2010

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