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Il palazzo "perduto" di Enrico VIII

Un'asta di Christie's riporta in scena un disegno originale del palazzo di Nonsuch, voluto da Enrico VIII per rivaleggiare con le spettacolari dimore ufficiali della vicina monarchia francese. Breve storia di un progetto ambizioso ma sfortunato, smantellato completamente dalla nobiltà locale alla fine del XVII secolo.



Per il prossimo 7 dicembre Christie’s ha annunciato la messa in vendita di un’eccezionale rarità, apparsa solo due volte al grande pubblico in America e in Inghilterra: si tratta di uno schizzo archittetonico del palazzo di Nonsuch, nel Surrey, fatto costruire da Enrico VIII nel 1538 per rivaleggiare con la sontuosa reggia di Fontainebleau di Francesco I (1494-1547). Messa in piedi in appena otto anni di lavoro, tale residenza venne però completamente smantellata negli ultimi decenni del Seicento, cancellando ogni traccia delle ambizioni edilizie del grande sovrano Tudor. Del palazzo sono infatti rimasti solo alcuni bozzetti del fiammingo Joris Hoefnagel (c. 1542-1601), che li realizzò più di trent’anni dopo durante il lungo regno di Elisabetta I.

Ed è proprio uno di tali schizzi di Hoefnagel - autore anche di molte spettacolari illustrazioni del Civitates Orbis Terrarum (1572-1617) - ad essere stato messo all’asta da Christie’s per conto degli eredi di Sir Alfred Morrison di Fonthill, celebre collezionista britannico del XIX secolo. Dipinto forse proprio per la grande raccolta geografica tardocinquecentesca, voluta dal chierico tedesco Georg Braun (1541-1622), il piccolo acquerello è una delle rarissime raffigurazioni ancora esistenti del palazzo, ritratto solo in alcune incisioni poco accurate di John Speed nel 1610. Tale unicità ha quindi già fatto schizzare il prezzo iniziale dell’articolo attorno al milione di sterline, facendo la felicità del curatore Benjamin Peronnet, che si aspetta un’asta ben combattuta per il prossimo mese.

Lo schizzo di Hoefnagel è infatti un documento storico di notevole importanza, capace di ridar vita ad uno dei progetti più ingegnosi e sfortunati di Enrico VIII. Iniziato nell’aprile 1538, il palazzo di Nonsuch doveva essere una semplice residenza di caccia, ma il turbolento sovrano decise successivamente di trasformarla in un simbolo del potere dei Tudor, degno di stare al fianco delle ambiziose dimore ufficiali della vicina monarchia francese. Non a caso esso presenta nel disegno di Hoefnagel tratti spiccatamente esotici, con torri ottagonali ed un enorme orologio centrale sopra il portone d’ingresso. Ma colpiscono anche i lunghi bastioni difensivi, sormontati da archi di ispirazione romana ed ornati da incredibili stucchi colorati.

In virtù di tale sontuosità, mai raggiunta da alcun altro palazzo nelle Isole Britanniche, la costruzione venne appunto chiamata Nonsuch e rimase proprietà della famiglia Tudor sino alla fine del XVI secolo, ad eccezione di un breve periodo sotto il visconte di Arundel durante il regno di Maria la Sanguinaria (1553-58). Nel 1670 Carlo II Stuart decise però di venderlo a Barbara Villiers, contessa di Castlemain, che dimostrò di apprezzare poco le stravaganze architettoniche di Enrico, ordinandone la demolizione nei due decenni successivi. Alla fine del 1690 non restava dunque alcuna traccia del fantasioso edificio rinascimentale, segnalato ormai solo nelle carte della tesoreria reale. Sino alla recente scoperta dello schizzo di Hoefnagel, splendida rappresentazione di una realtà irrimediabilmente perduta.

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