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La "colletta" del Louvre

Il grande museo parigino lancia una sottoscrizione pubblica per acquistare le "Tre Grazie" di Cranach, provocatorio capolavoro del 1531. Ma l'iniziativa non ha convinto affatto i francesi, che ironizzano pesantemente sui problemi finanziari della venerata struttura artistica sui siti dei maggiori quotidiani nazionali.

In tempi di crisi economica anche i musei soffrono duramente, tra tagli governativi ed assenza di valide alternative private: in Italia si sciopera contro il governo, sfruttando addirittura il palscoscenico di prestigiosi eventi culturali, mentre in Francia si lanciano appelli al buoncuore della cittadinanza, nella speranza di accattivarsi il favore di qualche ricco finanziere col pallino del collezionismo. E il “trucco” non riguarda solo piccole strutture provinciali, ma anche prestigiose istituzioni come il Louvre, coinvolto proprio in questi giorni in un clamoroso caso di “sottoscrizione pubblica”.

Da tempo la venerata struttura delle Tuileries - antica sede della monarchia francese - sta tentando di accaparrarsi un prezioso capolavoro di Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553), raffigurante le Tre Grazie in toni palesemente bizzarri e sensuali. Dipinto intorno al 1531, il quadro conferma la vena erotica del geniale maestro tedesco, protagonista di una recente esposizione monografica alla Galleria Borghese di Roma: secondo il curatore Vincent Pomarede, responsabile dell’intera operazione, esso sarebbe quindi perfetto per le sale interne del Louvre, accanto ad altre tele rinascimentali come La Gioconda di Leonardo o La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello.

Peccato però che nell’attuale clima di austerity finanziaria, puntellato da continui tagli e scioperi in ogni settore dello stato transalpino, il museo non abbia i fondi necessari per coprire la cifra base di acquisto dell’opera (ca. 4 milioni di euro). Ecco dunque la trovata della sottoscrizione pubblica, del tutto inedita per il leggendario istituto parigino, da sempre sostenuto da corpose elargizioni ministeriali: sino a fine gennaio 2011 ogni cittadino potrà donare una piccola o grande somma per l’acquisto del quadro sul sito del museo, vedendo scritto il proprio nome sulle carte ufficiali relative all’operazione.

La misura è chiaramente un espediente per attrarre l’attenzione di qualche danaroso collezionista privato, solleticato dalla possibilità di essere riconosciuto tra i finanziatori del più celebre museo del mondo. Ed ha già provocato l’ironica reazione di numerosi contribuenti francesi, che sulle pagine virtuali di Le Figaro o di Le Monde lasciano commenti pepatissimi all’indirizzo dei responsabili della struttura parigina, invitandoli persino a rivolgersi al presidente Sarkozy e alla sua amica-sostenitrice Liliane Bettencourt, protagonisti di un chiacchieratissimo caso di corruzione nei mesi scorsi.

Insomma, non è detto che la “colletta” del Louvre ottenga risultati positivi, anche se Pomarede si dimostra alquanto fiducioso, ricordando pubblicamente il rischio che la desiderata tela lasci il suolo francese per un’altra nazione europea. Un richiamo all’orgoglio nazionale, classico elemento della vita politica transalpina, che potrebbe forse portare le Tre Grazie alle Tuileries, salvando così onore e portafoglio.

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