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La Madonna ritrovata

Smontata e rimontata come una macchina di Formula 1: così è tornata agli antichi splendori la "Madonna con bambino" di Jacopo Sansovino, capolavoro in terracotta del 1534. Ora eccezionalmente in mostra all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

La Madonna con bambino è un’impressionante scultura sacra in terracotta realizzata da Jacopo Sansovino nel 1534: carica di intenso lirismo, essa mostra intriganti suggestioni michelangiolesche e donatelliane, ricomposte in un impianto figurativo di grande naturalezza. Destinata inizialmente ad una villa del Padovano, l’opera venne in seguito smontata e spostata a Venezia, dove subì pesanti interventi invasivi da parte dei nuovi proprietari. E i successivi restauri non riuscirono più a ricomporre la bellezza originale del capolavoro sansoviniano, accontendandosi di ridare parziale unità alle sue forme rovinate. Acquistata da Gaetano Marzotto nel primo dopoguerra, la Madonna fu infine donata ai Musei Civici di Vicenza, che la espongono ancora oggi nella Pinacoteca di Palazzo Chiericati, leggendario edificio del grande Andrea Palladio (1508-1580).

Un ultimo restauro sembra però aver prodotto risultati insperati, restituendo alla statua la perduta eleganza di un tempo. Promosso dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, il nuovo intervento “ricompositivo” è durato circa tre anni ed ha sfruttato al meglio tutte le moderne tecnologie conservative, grazie anche ad un generoso fondo di 25mila Euro messo a disposizione dall’Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano (ARPAI). Trasportata nei laboratori della Fortezza da Basso, l’opera è stata quindi suddivisa in circa 20 frammenti, poi riassemblati al termine della sostituzione del proprio vecchio telaio interno con una nuova struttura in fibra di carbonio.

E il risultato finale di tale lungo lavoro - simile per molti versi alla manutenzione meccanica di un’automobile sportiva - è assolutamente strabiliante: alleggerita dai suoi “pesi” interni, la Madonna mostra infatti una plasticità estetica straordinaria, che non sembra risentire per niente degli ultimi quattro secoli e mezzo. Presentato Mercoledì scorso dall’équipe della dottoressa Laura Speranza, responsabile dell’intero progetto per conto dell’Opificio fiorentino, il ritrovato capolavoro è ora esposto temporaneamente alla Fortezza da Basso, in attesa di tornare al proprio regolare domicilio vicentino. Per vederlo è però necessario prenotare al seguente numero di telefono: 055 2651339/340/347/348 (contributo minimo 10 Euro a persona). C’è tempo sino al prossimo 17 novembre, data conclusiva delle manifestazioni legate al primo Salone del Restauro fiorentino (11-13 novembre 2010).

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