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L'altro Vermeer

Pieter de Hooch (1629-1684) è stato uno dei principali protagonisti del Barocco olandese, autore di intensi ritratti domestici dalle sottili tonalità metafisiche. Sfortunatamente la malattia mentale ne rovinò irrimediabilmente la carriera, lasciandone un ricordo ingeneroso ai futuri storici dell'arte europea.



Nonostante la stretta affinità stilistica con Jan Vermeer, conosciuto forse nella città di Delft intorno al 1654, Pieter de Hooch è raramente ricordato dal grande pubblico tra i maestri della pittura seicentesca olandese. Colpa di affrettate valutazioni storico-critiche, ma anche di una vita rovinata dalla malattia mentale nel pieno della propria maturità artistica, con pesanti ricadute sulla qualità generale delle opere prodotte. A partire dal 1667, infatti, de Hooch non riuscì più a stare al passo con le numerose committenze dell’epoca, semplificando grossolanamente tratto e colori per terminare più velocemente i dipinti richiesti. Il risultato finale di tale scelta fu la rovina economica e un grave ridimensionamento della propria eredità artistica, considerata assai marginale nel grandioso panorama del Barocco fiammingo.

Eppure de Hooch fu protagonista esemplare di quella straordinaria stagione artistica, grazie ad un uso particolarmente sofisticato della luce nella rappresentazione pittorica. E’ il caso della Donna che Beve con i Soldati, realizzato nel 1658 ed oggi conservato al Museo del Louvre, dove oggetti e protagonisti si sposano perfettamente con lo scarno ambiente circostante, rischiarato appena da una grossa finestra sulla sinistra. Oppure del più tardo Coppia che Cammina nell’Ingresso del Municipio di Amsterdam, conservato al Musée des Beaux-Arts di Strasburgo, dominato dalla penombra del maestoso edificio pubblico ed illuminato debolmente dagli abiti colorati dei personaggi principali. In entrambi i casi siamo comunque di fronte a scene di vita quotidiana tratteggiate con elegante originalità, in virtù di un uso brillante della prospettiva e dell’illusione ottica. Ed in esse si può anche intravedere una sottile malinconia metafisica, simboleggiata dai due cani solitari presenti nelle tele.

E’ difficile stabilire le varie influenze alla base del complesso stile di de Hooch, naturale ed artificioso allo stesso tempo. Figlio di un modesto muratore di Rotterdam, Pieter si formò infatti da autodidatta sotto la guida del celebre paesaggista Nicolaes Berchem (1620-1683), ma il suo stile mostra davvero pochi debiti nei confronti di tale prestigioso maestro. Più forti invece i richiami a pittori “borghesi” come Carel Fabritius e Nicolaes Maes, incontrati a Delft dopo il matrimonio con Jannetje van der Burch nel 1654. E senza dimenticare lo stesso Vermeer, da cui de Hooch riprese la vivace mondanità e la delicatezza dei ritratti famigliari. Tutti elementi sviluppati con estro e maestria personali sino alla tragica “caduta” degli ultimi anni, terminata tristemente in un ospizio di Amsterdam nell’inverno 1684.

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