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Bosch a Venezia

Dieci capolavori del grande maestro fiammingo a Palazzo Grimani, nel cuore di Venezia: un'occasione irripetibile per riscoprire uno stile brillante, intelligente e visionario, che ha fatto la storia dell'arte moderna europea.



Sino alla prossima primavera le splendide sale rinascimentali di Palazzo Grimani ospiteranno dieci dipinti poco noti di Hyeronimus Bosch (1450-1516), maestro indiscusso della pittura fiamminga del XV secolo. Le opere selezionate, tutte incluse nella collezione privata della famiglia Grimani, sono infatti state esposte raramente nel corso degli ultimi cinque secoli, passando quasi inosservati agli occhi di esperti e semplici appassionati d’arte. Esse furono realizzate da Bosch durante un lungo soggiorno nella città lagunare e rappresentano variazioni originali di classici temi mitico-religiosi, da sempre al centro dei lavori dell’artista di Hertogenbosch.

Raccolti e presentati da Arthemisia Group, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Musei e le Gallerie Statali di Venezia, i dipinti sono spettacolarmente articolati su più tavole, catturando subito l’ammirazione incondizionata dello spettatore: è il caso della Visione dell’Aldilà (ca. 1503), dove un ampio stuolo di figure soprannaturali (angeli, diavoli, spiriti ecc.) occupano quattro giganteschi pannelli, raffigurando simbolicamente la migrazione delle anime umane nei vari circoli del Regno divino (Paradiso, Inferno, Empireo). L’intera scena è poi avvolta in forti contrasti chiaroscurali, mentre i colori densi alternano bagliori improvvisi e tratti graffianti, creando un’atmosfera onirica di incredibile suggestione.

Si tratta di una brillante interpretazione iconografica di temi popolari della metafisica cristiana, ispirata forse al pensiero mistico di Jan van Ruysbroeck e della Devotio moderna, che ritorna con forza anche nelle altre opere della mostra veneziana, provenienti sempre dai sotterranei delle Gallerie dell’Accademia cittadine. Come il Trittico di Santa Liberata (1505), popolato da enigmatiche figure immerse in un paesaggio fantasioso, oppure il Trittico degli Eremiti (1510), capolavoro della tarda maturità dell’artista fiammingo, dove tre grandi uomini di Dio (Sant’Antonio, Sant’Egidio, San Girolamo) devono affrontare le proprie debolezze interiori, circondati da figure inquietanti e minacciose (scheletri, grilli mostruosi, alberi spettrali). Aldilà delle differenze formali, entrambe le composizioni presentano infatti un intenso afflato lirico, fatto di preziosità estetiche e contrasti tematici, che anticipa la straordinaria potenza espressiva di altri dipinti della vecchiaia di Bosch come l’Epifania o il Trittico delle Delizie, conservati al Prado di Madrid.

Introdotta dal Breviario Grimani della Biblioteca Marciana, la mostra veneziana presenterà in comtemporanea alle visioni di Bosch anche la bellissima Nuda di Giorgione, esplorando le sottili connessioni iconografiche tra questi due grandi maestri dell’età rinascimentale. Un’occasione irripetibile, quindi, per apprezzare le bellezze architettoniche di Palazzo Grimani in un contesto artistico di eccezionale complessità.

Bosch a Palazzo Grimani - Palazzo Grimani, Santa Maria Formosa, Venezia - sino al 20 marzo 2011

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