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Il Cavaliere Sorridente

E' uno dei capolavori del Barocco fiammingo, realizzato da Frans Hals nel 1624. Ed ha ispirato persino le avventure della celeberrima Primula Rossa, create dalla baronessa Orczy quasi tre secoli dopo.

E’ stato chiamato così nell’età vittoriana, ma il suo titolo originale sarebbe Ritratto di giovane uomo, certamente meno romantico e curioso del successivo soprannome. Tuttavia, a dispetto di tale dettaglio, il Cavaliere Sorridente domina la scena artistica londinese da circa un secolo e mezzo, cioè dal suo arrivo ufficiale nella Wallace Collection nel 1865, acquistato dal marchese Richard Seymour-Conway (1800-1870), ricco esponente dell’aristocrazia londinese. Trent’anni più tardi, infatti, la prestigiosa collezione - messa in piedi anche dal figlio di Seymour, Richard Wallace - divenne un rinomato museo aperto al pubblico, offrendo gratuitamente i propri capolavori (Tiziano, Domenichino, Rubens, Canaletto) al resto del mondo.

E fu proprio tale evento a trasformare questo raffinato quadro di Frans Hals, maestro del primo Barocco fiammingo, in un’attrazione ricercatissima dai visitatori, colpiti dall’estrema naturalezza del soggetto e dai suoi vivaci abiti colorati. Ma forse la caratteristica più marcata dell’oscuro personaggio, non ancora identificato dagli storici dell’arte, è il suo sorrisetto malizioso, che - unito allo sguardo rivolto direttamente al cavalletto del pittore - sembra quasi prendersi gioco dei propri osservatori, commiserando il loro aspetto trasandato e la loro noiosa vita cittadina. Oppure l’impertinente cavaliere se la sta ridendo sotto i baffi per qualche fatto solo a lui noto, lasciando dubbiosi sia l’autore seicentesco che il grande pubblico odierno.

Comunque sia, la straordinaria eleganza del dipinto di Hals - realizzato forse nel 1624, come indicato da una breve dedica latina sulla destra della tela (“Aetatis Sua 26, Anno 1624″) - lo rende praticamente unico nel panorama della pittura olandese del XVII secolo, conferendogli una maturità stilistica e psicologica raramente eguagliata da altri artisti dello stesso periodo (Rembrandt, de Hooch, Vermeer). Tanto da avere ispirato persino la fantasia avventurosa della baronessa Emmuska Orczy (1865-1947), nobildonna ungherese col pallino della scrittura, che nel 1903 creò il celeberrimo personaggio della Primula Rossa sul modello dell’augusto gentiluomo ritratto da Hals, trasformato addirittura in parente stretto del nuovo eroe letterario.

Più prosaicamente anche il birrificio scozzese McEwan’s ha adottato l’immagine del misterioso cavaliere olandese per le proprie bottiglie, diffondendone ulteriormente la fama ai quattro angoli del globo. Resta però da chiarire il significato di quell’inefffabile sorriso, illuminato splendidamente da un soffuso gioco di chiaroscuri. Ma forse nessuno riuscirà mai a risolvere tale enigma ed il cavaliere se la ride proprio per questo. Come la Gioconda di Leonardo, anch’essa divertita dalla curiosità indiscreta dei propri ammiratori.

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