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Il Rubens misterioso

Un enigmatico ritratto femminile agita il mondo dell'arte londinese, portando addirittura ad un divieto ufficiale di esportazione da parte delle autorità britanniche. Ma è davvero opera di Peter Paul Rubens, grande maestro del primo Barocco fiammingo?

Da tempo non si fa che parlare d’altro nel mondo artistico londinese: un misterioso ritratto femminile, messo inutilmente all’asta da Sotheby’s oltre un anno fa, potrebbe essere opera di Peter Paul Rubens (1577-1640), brillante genio pittorico del primo Seicento europeo. Sono infatti troppe le somiglianze cromatiche e stilistiche con altri capolavori del maestro fiammingo, come il Ritratto Equestre del Duca di Lerma (1603) o quello della Infanta Isabella Clara Eugenia (1615), per scartare una possibile paternità del dipinto inglese, comprato dal collezionista Sir John Hanmer per la sua casa di Wrexham nel 1840. Tuttavia l’estrema difficoltà di attribuzione ha portato al “congelamento” virtuale della tela, che non solo non ha trovato acquirenti alla sua prima asta pubblica nel dicembre 2009, ma ora è sottoposta persino ad un divieto di esportazione da parte del governo britannico. In attesa che storici dell’arte ed esami di laboratorio risolvano definitivamente il mistero, dando un nome e un volto al misterioso autore di questo elegante ritratto nobiliare spagnolo.

L’opera rappresenta infatti una giovane donna ingioiellata, avvolta in sontuose vesti scure, forse appartenente alla fastosa corte di Filippo IV d’Asburgo (1605-1665), che fu principale patrono di Rubens durante le ultime fasi della sua lunga carriera artistica. Ma si tratta di un’ipotesi non suffragata da elementi certi, e c’è anche chi sostiene un’origine italiana del dipinto, realizzato da Rubens agli inizi del XVII secolo, quando fu ospite del duca Vincenzo I Gonzaga a Mantova. Alcune forti tonalità cromatiche richiamano infatti altri lavori di questo periodo, in cui l’artista fiammingo subì il fascino della tradizione veneta di Tiziano e Tintoretto, riadattandola alla propria particolare sensibilità nordica. E’ il caso esemplare del Ritratto equestre del Duca di Lerma, modellato chiaramente sui precedenti ritratti tizianeschi di Carlo V, ma dotato di una dinamicità formale assai innovativa.

La presenza di due sigilli ottocenteschi sulla cornice del dipinto sembrerebbe confermare tale seconda ipotesi, in quanto uno di essi riporta chiari riferimenti a Venezia, teatro di numerosi espropri ecclesiastici e nobiliari durante il periodo napoleonico. Mancano comunque documenti certi per ricostruire la storia del quadro dalla sua creazione all’arrivo in Inghilterra, lasciando quindi parecchi dubbi sulla reale autenticità dell’opera. Nonostante questi limiti storiografici, però, la straordinaria raffinatezza estetica della tela ha convinto le autorità britanniche ad imporre un divieto di esportazione sino al prossimo marzo, nella speranza che qualche museo nazionale sia in grado di raccogliere la somma necessaria al suo acquisto da Sotheby’s. Per ora il valore del quadro resta bloccato sul milione di sterline, cifra davvero conveniente per un ritratto rubensiano, ma la persistente assenza di un’attribuzione certa rende cauti i possibili investitori, poichè il prezzo sarebbe invece troppo elevato per un lavoro di un artista minore. In attesa di una soluzione del mistero, il ritratto resta quindi bloccato a Londra, con evidente dispiacere dei suoi proprietari, privati dei guadagni di un affare apparentemente “facile”.

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