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La soave bellezza di Melozzo da Forlì

Sino a giugno i Musei San Domenico di Forlì ospitano una ricca rassegna dedicata a Melozzo degli Ambrogi (1438-1494), maestro della pittura rinascimentale alla corte di papa Sisto IV. E' l'occasione giusta per riscoprire questa grande figura artistica del secondo Quattrocento, perfetto trait d'union tra gli esperimenti visivi di Piero della Francesca e la raffinata eleganza di Raffaello.

Per tutta la primavera 2011 la città di Forlì ospiterà un’interessante mostra dedicata a Melozzo degli Ambrogi (1438-1494), artista prediletto di papa Sisto IV ed autore di alcuni dei più eleganti affreschi del Quattrocento italiano. Ai Musei San Domenico sono infatti riunite per la prima volta tutte le opere mobili di questo grande maestro, incluse le spettacolari decorazioni per l’abside della Basilica dei Santi Apostoli a Roma e alcune tele mai uscite prima dai Palazzi Vaticani. Curata da Antonio Paolucci, Daniele Benati e Mauro Natale, l’esposizione mira dunque a ricostruire integralmente la carriera di un pittore brillante e mai ripetitivo, allievo di Piero della Francesca ed ispiratore indiretto dei successivi capolavori di Raffaello.

Nativo di Forlì, Melozzo iniziò la sua carriera ad Urbino nel 1465, dove sperimentò le nuove idee sulla prospettiva elaborate da Masaccio e Brunelleschi nei primi decenni del XV secolo. Il suo stile acerbo ma dettagliato, ricco di intense tonalità cromatiche, lo portò poi a Roma, in cui rimase per oltre dieci anni come protetto della famiglia Riario, che gli affidò la decorazione di svariate chiese e palazzi della città. Nel 1477 egli dipinse infine il maestoso ritratto di Sisto IV e Platina, neo-bibliotecario della Sant Sede, destinato ad occupare un posto di rilievo nella Pinacoteca Vaticana per oltre cinque secoli. Il favore personale del pontefice gli consentì anche di mettere mano su edifici importanti come il Pantheon e la Basilica di San Pietro, dove realizzò alcuni splendidi affreschi sacri dominati da angeli di soave bellezza. Secondo Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e co-responsabile della mostra forlivese, queste composizioni ebbero un effetto importante sul giovane Raffaello, ispirandone lo stile tenue e leggero. Nel 1493 Melozzo fece ritorno a Forlì, occupandosi insieme al pupillo Marco Palmezzano della decorazione della Cappella Feo della Chiesa di San Biagio, purtroppo distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale: morì l’anno successivo, venendo sepolto nella vicina Chiesa della Santissima Trinità.

Per descrivere questo eccezionale percorso storico-artistico, l’allestimento al San Domenico mette in scena anche le opere di alcuni artisti con cui Melozzo entrò in contatto durante la sua carriera, ricevendone preziosi suggerimenti estetico-formali: Andrea Mantegna, Donato Bramante, Pedro Berruguete, Beato Angelico e Bartolomeo della Gatta. Un totale complessivo di oltre cento dipinti di altissima qualità, quindi, raccolto grazie ai notevoli sforzi della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e dello Studio Wilmotte et Associe di Parigi, responabile tecnico della mostra forlivese.

Melozzo da Forlì: l’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello - Musei San Domenico, Forlì - sino al 12 giugno 2011

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