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Michelangelo, architetto "milanese"

Il Castello Sforzesco di Milano mette in scena una bella mostra dedicata all'architettura di Michelangelo, vista attraverso i molteplici bozzetti di Casa Buonarroti. In attesa di una nuova iniziativa a marzo sulla "Pietà Rondanini", ultimo capolavoro del geniale artista rinascimentale.



Sino al prossimo maggio le Sale Viscontee del Castello Sforzesco ospiteranno oltre 50 disegni originali di Michelangelo, provenienti dagli archivi di Casa Buonarroti: si tratta per la maggior parte di studi architettonici di carattere civile e militare, che illustrano la complessa attività edilizia del genio rinascimentale nella seconda metà del XVI secolo. Questi preziosi bozzetti riguardano spesso opere mai realizzate, come la basilica di San Giovanni dei Fiorentini a Roma, e apposite ricostruzioni tridimensionali offriranno allo spettatore testimonianza concreta dello stile buonarrotiano, influenzato da molteplici esperienze culturali e personali.

Michelangelo si dedicò infatti al campo dell’architettura solo nel 1513, quando decise di partecipare ad un concorso pubblico indetto da papa Leone X per la basilica romana di San Lorenzo. Il suo progetto - estremamente ambizioso e complicato - venne bocciato dai giudici esaminatori, ma ormai il pallino dell’edilizia era entrato a viva forza nella mente del Buonarroti, portandolo ad elaborare nuovi bozzetti per chiese e palazzi del centro fiorentino. Nel 1520, infine, il cardinale Giulio de’ Medici gli affidò la costruzione delle cappelle di famiglia, capolavoro destinato ad affermare definitivamente la stella michelangiolesca in campo architettonico: la complessa genesi delle Cappelle Medicee è illustrata nella mostra milanese da ben otto disegni originali dell’artista, quasi tutti realizzati prima del 1523.

L’ascesa al soglio pontificio del cardinale Medici, avvenuta proprio in quell’anno col nome di Clemente VII, portò poi Michelangelo a Roma, dove si occupò della monumentale Biblioteca Laurenziana e del completamento di Palazzo Farnese, ereditato dal defunto Antonio da Sangallo il Giovane nel 1546. Ma tale lungo soggiorno romano vide anche la brillante trasformazione di parte delle Terme di Diocleziano nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, vicino Porta Pia, e la completa risistemazione del Campidoglio, alternate alla faticosa edificazione della basilica di San Pietro. Incaricato da papa Paolo III di portare a termine il maestoso cantiere iniziato dal Bramante, Michelangelo si dedicò infatti anima e corpo a questo impervio compito, elaborando un elegante perimetro interno chiuso da una magnifica cupola di 42 metri.

La mostra di Milano mette in mostra proprio gli studi di tale tassello finale nella creazione di San Pietro, svelando i retroscena più intriganti e nascosti dell’attività michelangiolesca alla corte pontificia. A completare il quadro espositivo vi sarà poi una serie di conferenze dedicate alla carriera artistica del Buonarroti, tenuta da esperti in materia come Pietro Marani e Peir Luigi De Vecchi. E a partire dal 18 marzo le Sale Viscontee ospiteranno pure una breve rassegna dedicata alla Pietà Rondanini, vista attraverso oltre cento schizzi autografi provenienti anch’essi dai preziosi archivi di Casa Buonarroti.

Michelangelo architetto nei disegni della Casa Buonarroti - Sale Viscontee, Castello Sforzesco, Milano - sino all’8 maggio 2011

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