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La produttività dei piccoli contadini

I piccoli produttori agricoli sono spesso stigmatizzati per la loro presunta debole produttività .

Ora,secondo la stessa FAO,la piccola agricoltura familiare e più produttiva dell’ agricoltura industriale su larga scala.
Questa sorprendente conclusione è di fondamentale importanza,ed è l’esatto opposto dei principi su cui si fondano le politiche attuali.

Secondo i promotori dell’agricoltura industriale l’intensificazione dell’uso di sostanze chimiche e del consumo di energie sono elementi necessari per nutrire una popolazione sempre crescente,dato che essa hanno la possibilità di aumentare la produttività e quindi la quantità di alimenti disponibili.

In generale si definisce la produttività come la produzione rapportata alla quantità di fattori utilizzati :risorse naturali,(acqua,materia organica),energia,prodotti chimici ecc.;dato che l’agricoltura industriale è altamente consumatrice di fattori produttivi ,la sua produttività è minore.
Il consumo intensivo,ad esempio,di carburanti con l’uso di macchine agricole sostituisce il lavoro umano e contribuisce cosi a concentrare la proprietà in grandi aziende.

Quando si sceglie la quantità di lavoro umano impiegato come un unico “fattore” fra tanti altri, per calcolare la produttività, si finisce per arrivare all’illusione di una produttività agricola maggiore, di una disponibilità alimentare accresciuta, mentre in realtà, più risorse sono state sprecate, modi di vivere distrutti, portando di fatto ad aggravare la situazione alimentare.

In effetti, meno lavoratori in un azienda agricola non sono sempre sinonimo di aumento della produttività. Questa illusione è notoriamente mantenuta in piedi nel recente rapporto sullo stato di alimentazione e dell’agricoltura della FAO, negando cosi la gravità dei costi ambientali dell’agricoltura industriale e la distruzione dei piccoli contadini.

Nel rapporto in questione, la FAO classifica la produttività dei sistemi agricoli secondo il criterio del lavoro umano,passando dal meno produttivo al più produttivo:

-Agricoltura manuale,con una produttività netta 1000 kg di cereali per lavoratore:

-Coltura risicola irrigua e uso di trazione animale con un raccolto annuo;

-Coltura leggera, con trazione animale (aratro, basto ecc.)un anno a maggese e una produzione netta di 2000 Kg
-Coltura pesante,con trazione animale(aratro) e maggese, con 3500 Kg per lavoratore e per anno

-Coltura di riso irrigua, trazione animale, con due raccolti l’anno, produzione equivalente al sistema precedente

-Coltura pesante, trazione animale, senza maggese, produttività di 5000Kg per lavoratore;

-Coltura meccanizzata. trazione animale, senza maggese, 10000 Kg l’anno per lavoratore
-Primi sistemi colturali, con tecnologie del 1950 che utilizzano la meccanizzazione motorizzata, produttività massima al di là di 30000 Kg per lavoratore.

Oggi il sistema agricolo più intensivo e meccanizzato ha una produttività di 500000 Kg per lavoratore.

Il rapporto fra il minimo e il massimo è cosi da 1 a 500.

LA PRODUTTIVITA’ DEI PICCOLI CONTADINI - Vandana Shiva - La Fierucola 2003- Edizioni i quaderni di Ontignano

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