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L'italia è un paese ricco di risorse energetiche

parte seconda

«Sono molto curioso di sapere quanto è grande il mio giacimento nascosto
di energia e come posso utilizzarlo. Scusa se posso sembrare venale, ma
con gli aumenti dei prezzi di questi tempi…». «Non le conoscono in molti
perché sono poche, ma esistono compagnie per lo sfruttamento dei
giacimenti nascosti di energia». «Ah, sì? E come operano?». «Innanzitutto,
come tutte le compagnie petrolifere, valutano accuratamente dimensioni e
localizzazione del giacimento in modo da ricavare alcuni dati: con quali
tecnologie si può estrarre e utilizzare l’energia che contiene, le spese d
‘investimento necessarie per avviare lo sfruttamento, quanto si può
guadagnare annualmente dalla vendita dell’energia recuperata e
riutilizzata, in quanti anni i guadagni previsti riescono ad ammortizzare
le spese d’investimento e a fornire gli utili d’impresa. Se il gioco vale
la candela propongono al proprietario del giacimento di stipulare un
contratto così formulato. La società predispone e realizza a sue spese un
progetto di ristrutturazione energetica finalizzato a ridurre al minimo le
inefficienze, gli sprechi e gli usi impropri dell’energia. Per un numero
di anni prefissato contrattualmente s’impegna a fornire al proprietario
gli stessi servizi energetici (riscaldamento ed elettricità), di cui egli
usufruiva prima dell’intervento di ristrutturazione e il proprietario s’
impegna a pagarli allo stesso prezzo che li pagava. La durata del
contratto viene fissata dalla società calcolando in quanti anni la
differenza tra i costi energetici precedenti al suo intervento e i costi
energetici successivi le consente di remunerare il capitale investito e il
suo lavoro. Maggiore è l’efficienza che riesce a ottenere, maggiore è la
quantità degli sprechi che riesce a eliminare, maggiore è la differenza
tra i costi energetici precedenti e successivi alla ristrutturazione. Di
conseguenza maggiori sono i suoi guadagni e minore la durata del tempo di
rientro dell’investimento. Il proprietario del giacimento non deve pagare
niente di più delle sue usuali bollette e al termine del contratto il
risparmio economico conseguente al risparmio energetico è suo.
Interessante, no? Il rischio è totalmente a carico della compagnia per lo
sfruttamento dei giacimenti energetici nascosti, che però in questo modo
allarga il suo giro d’affari creandosi nuovi clienti che altrimenti non
avrebbe. Una società che agisca in questo modo viene definita Energy
Service Company, da cui l’acronimo ESCO, perché sostituisce la
tradizionale fornitura di prodotti energetici con la fornitura di un
servizio energetico completo. Ma l’acronimo ESCO può essere espanso anche
in Energy Saving Company, perché la sua modalità operativa si basa,
tecnicamente ed economicamente, sul risparmio energetico».

Tratto dal libro di prossima pubblicazione: Maurizio Pallante, Un futuro
senza luce?, Editori Riuniti, Roma, marzo 2004