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Un marchio di qualità per certificare la ristorazione

Tipica di Massa Carrara

Coldiretti propone durante la 1° Rassegna dalla Terra alla Tavola un marchio di qualità per ristoranti, enogastronomie e alberghi provinciali.
Giovanni Lagomarsini della Coldiretti: ‘Un marchio che ha bisogno del coinvolgimento di tutti i soggetti’
Vincenzo Tongiani, Presidente Coldiretti: ‘Agricoltura e commercio insieme’

‘ Un marchio di qualità per la ristorazione tipica della Provincia di Massa Carrara. La proposta, avanzata da Coldiretti Massa Carrara ‘ è già pronto un progetto programmatico che Coldiretti spera sarà raccolto dai soggetti interessati e soprattutto, dalle associazioni dei commercianti - durante la rassegna ‘Dalla Terra alla Tavola’ che si è tenuta sabato e domenica all’Istituto Alberghiero ‘G. Minuto’, riguarderà ristoranti, osterie, alberghi, enogastronomie e punti di ristoro della provincia, Lunigiana compresa, che decideranno di puntare su menu tipici, o nel caso dei punti di vendita (di qualità) di utilizzare prodotti tipici o tradizionali. L’iter, che dovrebbe portare alla certificazione di qualità dovrebbe portare ad un primo risultato, secondo il piano proposto dall’associazione agricola, nel febbraio 2008 con l’adesione dei primi ristoranti. E sarebbe un risultato straordinario per il patrimonio enogastronomico provinciale che può contare su oltre 60 prodotti tipici fino ad oggi valorizzati per la metà. Il marchio si chiamerà ‘Tradizioni in Tavola’ e dovrà essere vissuto dai ristoratori, e dal consumatore finale, come una sorta di spot: se vuoi mangiare tipico ora sai dove entrare. ‘Con questo strumento ‘ ha spiegato Giovanni Lagomarsini della Coldiretti durante il convegno lanciando la proposta ‘ si prefigge come scopo quello di dare un’identità territoriale precisa e definita alle nostre produzioni e soprattutto, quello di stringere con gli operatori della distribuzione (ristoranti e gastronomie di qualità) un’alleanza che porti a costruire regole condivise per una più facile valorizzazione dei nostri prodotti sulle tavole locali, offrendo al contempo, una opportunità agli operatori di premiare adeguatamente la propria offerta qualitativa. Creare un marchio di qualità ‘ ha spiegato - in rapporto con le produzioni tipiche significa da un lato regolamentare e codificare i requisiti di qualità tecnica e commerciale, le modalità di distribuzione e presentazione dei prodotti, e dall’altro segmentare l’offerta ricettiva e le proposte della ristorazione individuando uno spazio preventivamente concordato che dia ospitalità alle tipicità del territorio’. Secondo un’indagine della Camera di Commercio apuana e della Coldiretti risalente al 2000 si devono abbattere alcune difficoltà come la difficoltà di collocazione delle produzioni tipiche, i prezzi spesso non competitivi, e una qualità poco conforme ‘ almeno fino a pochi anni fa ‘ agli standars di mercato. ‘Sulla qualità del prodotti ‘ ha spiegato ancora Lagomarsini ‘ molte aziende in questi anni, consapevoli della necessità di conquistare spazi sui mercati ed una propria visibilità, hanno intrapreso percorsi di qualità come le due Doc (Candia dei Colli Apuani e Colli di Luni), un Igt (Val di Magra), un Igp per l’olio extravergine di oliva e una Dop, quella del miele, la prima in Italia. Sono cresciuti anche le forme consortili (Candia, Miele, Carni etc) a riprova che la qualità è un passaggio superato. Ora c’è da lavorare nell’organizzazione’. Al termine del percorso, i cui passaggi saranno decisi insieme alle altre associazioni e ai produttori, un Ente di Certificazione autonomo scelto tra quelli accreditati Sincert valuterà l’adeguatezza e la rispondenza delle procedure sviluppate ed attuate nelle singole aziende alle normative vigenti e, in funzione dei risultati ottenuti, concederà alle imprese la Certificazione del Sistema di Gestione attuato. ‘La proposta ‘ ha detto Vincenzo Tongiani, Presidente Coldiretti Massa Carrara che con Lunigiana Amica assieme alle altre associazioni agricole, Comunità Montana, Comuni e Associazioni di Categoria ha già intrapreso un percorso parallelo - è stata accolta positivamente da coloro che sono intervenuti al convegno. Ora attendiamo la risposta dei ristoratori che ci auguriamo possa essere altrettanto positiva. L’adeguamento dei comportamenti alle procedure ‘ spiega ancora - permetterà di ricondurre i comportamenti e le modalità operative a regole condivise non sono tra gli operatori della ristorazione ma anche in riferimento ai prodotti. Al progetto - questa è solo la prima fase, quella propositiva ‘ dovranno ‘ auspica Tongiani ‘dare il loro appoggio ed essere coinvolte le categorie interessate, le istituzioni locali e naturalmente, chi produce e chi fa ristorazione. Dobbiamo lavorare insieme: agricoltura, ristorazione e commercio. Questo ‘ conclude - può essere quello strumento a cui da tempo un po’ tutti stiamo pensando per lanciare la filiera produttore-ristoratore-commerciante e valorizzare e promuovere le risorse del nostro territorio in un modo nuovo’.