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Il Soave oltre la zonazione – dalla ricerca ai Cru

Presentato ufficialmente

L’ultimo progetto editoriale curato dal Consorzio di Tutela del Soave

A quarant’anni dall’ottenimento della denominazione forte plauso da parte della
Regione Veneto per i progressi raggiunti dal Soave
Si intitola “Il Soave oltre la zonazione – dalla ricerca ai cru” e rappresenta l’ultimo importante progetto editoriale curato dal Consorzio di Tutela del Soave, in collaborazione con Veneto Agricoltura, con il CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) e con il sostegno del Banco Popolare di Verona e Novara. L’opera – presentata ufficialmente a margine del primo Congresso Internazio nale su Vino Bianco e Salute, recentemente tenutosi a Borgo Rocca Sveva – è interamente dedicata al concetto e al valore di cru inteso come «un luogo vitato, un insieme di particolari caratteristiche ambientali con una propria specifica origine geologica, pedologica, climatica e un proprio ambiente naturale».
Il libro “Il Soave oltre la zonazione – dalla ricerca ai cru” viene presentato nell’anno in cui la denominazione del Soave celebra i quarant’anni dall’ottenimento della Doc (21 agosto 1968).
Una scelta non casuale che vuole sottolineare il progresso raggiunto dal mondo della produzione in questi quattro decenni. Questo volume infatti conclude un percorso di ricerca iniziato tre anni fa e rappresenta la terza pietra miliare accanto al lavoro sulla sostenibilità ambientale e a quello sul rapporto vino bianco e salute.

Forte plauso dalla Regione Veneto ed in particolare da parte di Franco Manzato, Vice Governatore del Veneto ed Assessore Regionale all’Agricoltura, intervenuto di persona alla cerimonia di presentazione e di consegna del libro. «La Regione Veneto sostiene iniziative di questo genere, soprattutto in un momento come l’attuale, in cui è fondamentale saper comunicare e fare corretta informazione. A questo proposito quello di oggi è un ottimo esempio di corretta veicolazione dei contenuti. E non è un caso che iniziative di questo g enere partano proprio da Soave, una denominazione che negli anni ha saputo fare sistema e che è oggi il fiore all’occhiello della Regione Veneto».

Il Consorzio di Tutela Vini di Soave ha avuto un ruolo chiave per quanto concerne la tutela del territorio, il controllo delle produzioni e le attività di promozione. Non è un caso che alla denominazione del Soave appartengano due Docg venete su tre: quella per il Recioto di Soave Docg – primo vino veneto ad averla conquistata nel 1998 - e quella del Soave Superiore Docg.
A questo proposito, tre sono le parole chiave che a distanza di quarant’anni, permettono di capire la denominazione e di accedervi: consistenza, coerenza, costanza.

Consistenza
La denominazione del Soave oggi conta quasi 7000 ettari vitati, per la maggior parte a Garganega, il vitigno autoctono a bacca bianca da cui nasce il Soave. Tredici i comuni, unicamente in provincia di Verona, coinvolti del tutto o in parte dalla denominazione: 3000 i produttori, 116 i vinificatori, 249 gli imbottigliatori, 5 le cantine sociali, per una produzione annua di 50 milioni di bottiglie a fronte di un controvalore economico medio di 200milioni di euro.
Questa dunque la “consistenza” cha caratterizza la denominazione del Soave e che rende possibile azioni concrete per la valorizzazione della zona di produzione, a vantaggio tanto dei piccoli produttori quanto delle grandi aziende.

Coerenza
La denominazione del Soave nel tempo si è caratterizzata per un forte e radicato sviluppo, reso però possibile da un “rapporto di fedeltà” tra il territorio e il vitigno, una coerenza di base che ha condotto la Doc del Soave ai livelli di eccellenza riconosciuti dalle più autorevoli guide di settore.

Costanza
La coerenza produttiva alla base della produzione di Soave diventa vera e propria “costanza” se mantenuta nel tempo. A quarant’anni dalla nascita della denominazione quindi la parola “costanza” fa rima con storicità, ovvero con un patrimonio storico, culturale e produttivo che da quattro decenni viene seguito e mantenuto all’interno della denominazione.

Quello che emerge dal volume “Il Soave oltre la zonazione” è quindi un quadro complesso, in cui il Sistema Soave viene celebrato come grande ed indiscusso protagonista. «Il nostro – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave e curatore del libro – è un territorio che è caratterizzato da aziende molto parcellizzate, un sistema che sembra quindi debole e che invece, proprio attraverso l’aggregazione ha saputo rispondere in modo forte alle sollecitazioni del mercato. In tale conteso, caratterizzato da una fedeltà quasi maniacale alla propria vocazione era naturale che i concetti di “vigna” e di “terroir” attecchissero in maniera forte e condivisa».
Dal libro risulta quindi una denominazione nel pieno della sua maturità, con un equilibrio interno raggiunto e consolidato. Proprio per questo oggi è possibile parlare di “tanti Soave” con serenità, in quanto frutto di quel prezioso mosaico dei cru che compongono la denominazione.

«Questo volume – conclude Arturo Stocchetti, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Soave – è stato concepito come uno strumento di completamento e di approfondimento, dedicato soprattutto agli studenti universitari e ai ricercatori, ai sommelier e a tutti quei consumatori esperti che, raggiunto un buon grado di maturità, desiderano ora capire le differenze che esistono tra le vigne storiche del Soave».
Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave
Sito internet: www.ilsoave.com