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Bordolesi Cabernet Merlot 2008

Un viaggio nel gusto, all'indietro nel tempo sino alle radici della nobiltà europea

Assaporare un taglio bordolese, questa mescolanza di Merlot e Cabernet Sauvignon, qualche volta di Franc, è raccontare al proprio palato una tradizione vitivinicola di secoli. Ai vini bordolesi sarà dedicato “BCM, Bordolesi Cabernet Merlot”, il grande evento vitivinicolo e mondano in programma per il 21, 22 e 23 novembre a Villa Da Porto “La Favorita” a Monticello di Fara di Sarego, nella cornice dei Colli Berici, a sud della città di Vicenza.

Le preziose etichette presenti a BCM rappresentano dunque, per l’appassionato degustatore, la possibilità di fare un autentico viaggio nel gusto, un cammino all’indietro nel tempo, fino alle radici della nobiltà europea. Originario del Bordeaux, la regione degli châteaux, dei cru e dei terroir, questo matrimonio di mosti fiore ci porta lontano nelle epoche e nell’arte enologica. Le prime testimonianze scritte del valore di questa regione risalgono al 1152, con le nozze di Eleonora di Aquitania con Enrico Plantageneto poi re d’Inghilterra nel 1154. Esperienza secolare che si tramuta in un taglio che, sapientemente dosato nei suoi due componenti, sa dare sensazioni complesse sia all’esame olfattivo che gustativo.
Il tipico rosso rubino intenso, con riflessi granato, indice di invecchiamento e passaggio in legno, ci fanno capire da subito con che cosa abbiamo a che fare. E’ questa perizia e capacità tecnica, nonché la loro fama, che probabilmente hanno spinto alcuni produttori vitivinicoli italiani nella seconda metà dell’Ottocento, per lo più nobili, ad introdurre in Italia i due vitigni base di questo taglio: Merlot e Cabernet. L’azione venne intrapresa anche per rilanciare la nostra viticoltura, all’epoca flagellata da diverse malattie.

Sembra che la più antica importazione in Italia di Cabernet risalga al 1820, da parte del conte Sambuy, che lo introdusse nelle sue vigne di Valmagra, nella pianura di Marengo, presso Alessandria.
In Italia questi vitigni hanno trovato ambienti pedoclimatici simili e allo stesso tempo diversi dal Bordeaux, loro zona d’origine, aspetto questo non di poco conto, perché ha permesso nel corso degli anni di avere in Italia tagli bordolesi con caratteristiche sensoriali peculiari. Così, alla perizia enologica bordolese, i vini italiani hanno aggiunto le peculiarità dei suoli, dei microclimi, di un’attenta maturazione: tutti fattori che insieme al lavoro dell’enologo, all’uso del legno o alla scelta dell’acciaio hanno creato vini spesso unici.
Ogni componente è fondamentale per la creazione di un buon vino. Assaporare un taglio bordolese vuol dire, al naso, giocare con sentori tostati e speziati, derivati dal processo di maturazione e d’invecchiamento del vino; in bocca, con morbidezze e durezze dei tannini legate al periodo di maturazione che il vino ha avuto in barriques, o in botti grandi, oppure in acciaio. Tanti elementi che rendono questi vini intriganti e allo stesso tempo impegnativi: come tutte le cose “nobili”, del resto.
BCM - Bordolesi Cabernet Merlot”, giunta alla terza edizione, metterà in mostra oltre 250 etichette delle più blasonate bottiglie del panorama enologico italiano e mondiale. I prestigiosi vini verranno proposti in degustazione al pubblico nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 novembre, biglietto di ingresso 15 euro.

La terza edizione di “BCM” è realizzata dal Co.Vi.Vi - Consorzio Vini Vicentini “Palazzo del Vino” con il contributo di Camera di Commercio di Vicenza, Provincia di Vicenza e Regione Veneto, in collaborazione con Vicenza Qualità e l’associazione di ristoratori “Le Buone Tavole dei Berici”.
L’evento quest’anno porta, non a caso, il sottotitolo “Vini aristocratici, nobili produttori” per dare risalto al mondo della nobiltà e allo stretto legame che esso ha con il bordolese. Saranno presenti infatti una ventina di produttori “di sangue blu” ed accanto a questi anche autorevoli firme della moda.
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