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Brindisi al 2009 all'insegna delle bollicine italiane

In Italia e all'estero

In Italia stappate, durante le feste, 153 milioni di bottiglie

L’export cresce in valore (+17%) e quantità (+9%) a 1,5 mld di euro il fatturato e 161 milioni di bottiglie

Le indiscrezioni sulla presenza delle bollicine tricolori al brindisi del neo presidente degli Stati Uniti Barack Obama si moltiplicano.

Su La7 nella trasmissione Tv 8 e Mezzo, Arrigo Cipriani, nel commentare la giornata dell’insediamento alla casa Bianca di Obama ha detto che il presidente degli Stati Uniti ha brindato con un Prosecco di Valdobbiadene. Da altre indiscrezioni apprendiamo che il primo brindisi di Obama è avvenuto con un “vino made in Usa”, ma di proprietà italiana: la firma è di Gianni Zonin. Infine dallo staff di Tony Capuano, patron del noto ristorante “Spiaggia” a Chicago è arrivata la notizia del menu presidenziale: tagliatelle al sugo e carbonara innaffiate con spumanti italiani.
La notizia certa è che all’Italian American Presidential Inauguration Celebration, il galà dove ha presenziato il Obama, erano presenti anche 600 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene.

Non ci sono dubbi quindi, che dopo l’attenzione già dimostrata da Reagan e Clinton, affezionati clienti al “Dal Bolognese” e all’”Antica Pesa” di Washington, anche il neo presidente Usa è stato invaso dallo Spumante Italiano.

In linea quindi con le prime previsioni che parlano di un brindisi al 2009 avvenuto tutto all’insegna delle bollicine italiane, in Italia ma anche all’estero.
Dalle prime previsioni del Forum Spumanti&Bollicine (fonte: uffici doganali, importatori, esportatori, imprese, ufficio imposte) l’export cresce in valore (+17%) e quantità (+9%) a 1,5 mld di euro il fatturato e 161 milioni di bottiglie. L’Asti è leader nell’ export con 68 milioni di bottiglie. Bene anche i vari metodo classico che superano la soglia del milione di bottiglie. Per il secondo anno consecutivo le esportazioni segnano un valore positivo maggiore in valore che nei volumi. Fra le migliori performance in termini di valore e consumi si confermano la Gran Bretagna con un + 14%, gli Usa con un + 12% e la Germania con un + 7%, bene Giappone, Canada, Svizzera, Austria e Svezia, tutti compresi fra +2 e + 3 %.

Mentre fra i paesi emergenti, Russia e Brasile dimostrano grande interesse, rispettivamente con un + 65% e + 35%; Oceania con + 40%, Messico +35%; particolarmente importanti gli incrementi in India ( + 145%), Georgia, Lettonia, Estonia, Taiwan, Emirati Arabi (oltre il 200%) e Israele; molti gli acquisti e le richieste di informazione su come acquisire direttamente bottiglie via Internet. E’ stato notato che questi nuovi paesi chiedono molti servizi via web e che sistemi di vendita telematica garantiti possono essere un fattore determinante nella scelta del fornitore e del marchio. E’ fondamentale coprire anche questo canale, grazie anche agli uffici del commercio estero.

Per il mercato nazionale una sostanziale conferma: circa 153 milioni di bottiglie, di cui sicuramente 110 milioni targate Prosecco Spumante, fra doc, igt, di vitigno e Cartizze (che ha un eccezionale prezzo medio di vendita a € 12 la bottiglia). In crescita anche le bottiglie di spumanti regalate a Natale (+7%) seppur calano i cesti confezionati, calo del consumo di Champagne, mentre leggero incremento insieme al Cava spagnolo per la regalistica. In Italia lo Champagne sembra registrare un calo intorno al 5%, a fronte di vistosi cali nei principali primi 4 paesi al mondo.

Franciacorta e Trento leaders nei ristoranti, in enoteca e per i regali. Al primo posto il Conegliano Valdobbiadene Doc Prosecco per i brindisi domestici, ovunque e fra i giovani. L’Asti si conferma il re incontrastato con i dolci della tradizione e nei cenoni fuori casa di fine anno: ogni 10 bottiglie a fine pasto, 7 sono Asti docg. La grande distribuzione si conferma il Italia il primo canale di vendita con il 70% delle vendite delle bottiglie fino a 6,50 euro ( circa il 40% per bottiglie a prezzo superiore).Un dato reale riscontrato nella Grande Distribuzione è che i prodotti sotto i 2 Euro sono rimasti negli scaffali.

Apertivi di bollicine al bar sono i più richiesti (+ 8% in quantità e + 12% in valore rispetto al 2007). La mescita a calici è incrementata del 25% in horeca. Il 72% del consumo nazionale è concentrato dal 10 dicembre al 6 gennaio (era l’84% nel 1980) e l’ultimo dell’anno - dato Osservatorio Nazionale Forum Spumanti&Bollicine - sono saltati 80 milioni di tappi, di cui circa 7 milioni stranieri per un valore di 650 milioni di euro.

Il prezzo risulta essere al primo posto nelle scelte al ristorante, sia per bollicine che per vini fermi; cala al secondo posto negli acquisti per i regali in enoteca e in gastronomie, dove la confezione e la marca risultano al vertice della scelta; mentre il prezzo è all’ultimo posto nella graduatoria della mescita al calice. Infatti sono in crescita i calici da 4-6 euro di extrabrut e brut, sono stazionari quelli da 2-4 euro, come gli extradry e dry. Fra i giovani oltre il 65% preferisce bollicine ai cocktail colorati. Nelle feste in casa stravince il Prosecco, nei ristoranti c’è un testa-testa fra il metodo classico e gli charmat italiani secchi, come il Conegliano Valdobbiadene Doc. E’ stato constatato che l’influenza delle guide dei vini è ridotto ai minimi in assoluto, conta di più la segnalazione di un amico, di un barman o di un ristoratore.

Per la prima volta, l’export supera il consumo nazionale. Il mercato interno europeo a 27 paesi assorbe il 74% del totale esportato. L’Italia è il 3° produttore al mondo e nel 2008 sfiorerà i 315-320 milioni di bottiglie consumate. Boom di vendite all’estero perchè è un bere moderno, giovane, misurato, meno alcolico. Le etichette “parlanti” favoriscono i consumi, infatti la mission del Forum è quella di spiegare e stimolare un consumo consapevole: deabbinare e destagionalizzare. E’ infatti necessario fare cultura direttamente al consumo e quindi trasmettere il messaggio, in ogni occasione, che le bollicine sono vini normali.

“Segno - dice Giampietro Comolli , patron del Forum Spumanti&Bollicine premiato nel 2008 come la migliore manifestazione per valorizzare la multifunzionalità territoriale secondo UniCredit Group - che il mercato mondiale riconosce agli spumanti italiani un valore più alto del passato, si acquisiscono mercati nuovi per innamoramento dei consumatori, si diventa competitor di prodotti anche più blasonati perché oggi il mercato mondiale sta comprimendo i prezzi verso il basso e il marchio , tira. Certi prodotti hanno sui prezzi e sulle speculazioni mediatiche. Le bollicine italiane funzionano perché non hanno < illuso>.

Ora occorre che qualche sciagurato non si butti su questo mercato e crei dei danni irreparabili. Il danno del 1994 con oltre 200 milioni di bottiglie nazionali esportate a prezzi infimi sono state un fardello che per 10 anni ha bloccato l’export. La qualità riconosciuta e la competitività del giusto ed equilibrato prezzo , di oggi, rispondono alla domanda mondiale.

Difendiamo il prodotto italiano nel suo insieme, puntiamo su un unitario messaggio < di cultura delle bollicine > verso i mercati nuovi ed emergenti”.

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