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Mauro Benatti alla Gelateria Spini

Sculture, installazioni, disegni

A cura di Anna Caterina Bellati

I corpi in movimento di Mauro Benatti nascono da un equilibrio instabile tra materia, cultura e storia dell’arte. Le pietre, le tele metalliche, il ferro, la carta sono gli ingredienti fondamentali delle sue costruzioni aeree di grande impatto emozionale. La ricerca dello scultore lombardo cresciuto nell’alveo del Naturalismo, e non e’ un caso che il suo studio si affacci sull’Adda, il fiume che da secoli nutre la sensibilità dei nostri artisti, prende le mosse da una conoscenza profonda dei materiali e da una forte curiosità intorno ai meccanismi della natura. Benatti, nel lavorare un sasso o nel trarre dal metallo sinuose figure di donna, non lascia nulla di intentato.
La sua ricerca empirica sulle possibilità che il fuoco e le reazioni chimiche offrono a chi sperimenta la materia, gli ha permesso di arrivare a sculture quasi volanti che si colorano di blu, verde salvia, bronzo, oro. Delicate e impalpabili, richiamano alla memoria tutto quello che conosciamo delle divinità antiche, ma riqualificano anche la devozione al bello diventata nel nostro tempo malato un imperativo dei media. Proprio la tensione alla bellezza come elemento salvifico e insieme strumento di consolazione della carne e’ il tema alla base di tutto il lavoro dell’artista di Airuno. Questa mostra ospitata in un luogo luminoso deputato a pause di relax e di piacevole conversazione e’ stata pensata per giocare con le vetrate della limonaia e lo spazio bianco dell’interno. Gli oggetti che la costituiscono sfruttano la luce e creano una coreografia mozzafiato. (Anna Caterina Bellati Venezia, primavera 2009 )

Un inno ai volumi, un elogio delle forme in movimento del corpo femminile. Questo, prima di ogni altra cosa, sono le sculture di Mauro Benatti. Da sempre l’artista esplora la verità sovversiva e primordiale del corpo nudo, e lo fa attraverso il frammento, la forma che permette di esprimere un’emozione o un’idea anche derogando al naturalismo. Il suo universo è composto da figure di una bellezza antica, primitiva. I corpi sono sinuosi, eleganti, ma al tempo stesso solidi e pieni, bloccati in un’immobilità fremente d’energia. E l’alternarsi di superfici ora scabre, ora levigate, cattura lo sguardo e anticipa il gesto. Lo slancio. La ribellione. Il motivo iconografico dell’“Amazzone”, che ha grande fortuna nell’opera di Benatti, si configura come il punto culminante di una ricerca dell’essenza simbolica del movimento.(Licia Spagnesi)

Gelateria Spini
Piazza Airoldi, 2 - Robbiate (LC)
Orari: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 24 - martedi’ chiusura