Questo sito contribuisce alla audience di

Latina - Storia: dalla palude..nella brace:il Medioevo

Durante l'Alto Medioevo la situazione divenne disperata: lentamente l'Appia cominciò ad affondare nel terreno torboso, nuovamente allagato, tanto che nell'VIII secolo d.C. divenne praticamente intransitabile

Menzione a parte meritano i tentativi di bonifica operati dal re barbaro Teodorico, che si distingueva dai suoi “colleghi”, arraffatori e distruttori indiscriminati, sensibile all’eredità culturale della civiltà latina e alla grandezza dell’Impero romano.

Durante l’Alto Medioevo la situazione divenne disperata: lentamente l’Appia cominciò ad affondare nel terreno torboso, nuovamente allagato, tanto che nell’VIII secolo d.C. divenne praticamente intransitabile.

Questo significava purtroppo, per l’intero territorio pontino, la completa emarginazione economico-sociale, nonostante vi abitassero periodicamente pastori e contadini.

Le paludi furono quindi considerate totalmente disabitate e nessuna autorità se ne interessò.

Vari ordini monastici tentarono altre opere di bonifica parziale, come i cluniacensi di Sezze, e in particolare i cistercensi, che realizzarono fra le altre la canalizzazione del “fosso nuovo”, da cui prese il nome la contrada di Fossanova, dove sorge l’antica Abbazia.

E’ ammirevole lo spirito di questi religiosi che, in un’epoca in cui la decadenza, la paura e la fame regnavano in tutta Italia, si misero all’opera.

Con la tipica laboriosità del monachesimo occidentale, cercarono di sconfiggere la secolare nemica e strapparle, con le loro poche braccia e gli arnesi rudimentali, qualche palmo di terra da coltivare, combattendo contro inverni piovosi, allagamenti, carestie e l’inossidabile zanzara anofele.

Le categorie della guida