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Bullismo: fenomeno in crescita

Rispetto al 27% della Gran Bretagna, al 6% della Finlandia e al 15% della Spagna, in Italia il bullismo è diffuso nel 40% delle scuole elementari.

Sesto San Giovanni, ieri. Una sedicenne viene ferita mortalmente da un suo coetaneo, il suo ex fidanzato. Questo, per fortuna, almeno in Italia, è un episodio isolato, ma le scuole americane sono teatro di questi fatti sempre più frequentemente.

L’Italia, però, detiene un altro poco onorevole primato in Europa: la più alta percentuale di bullismo nella scuola elementare. Sono, infatti, sempre più in crescita nelle scuole di ogni ordine e grado e, non solo tra i maschi, i fenomeni di prepotenze di un gruppo su un coetaneo. Sempre più spesso le femmine diventano carnefici. Secondo una recente indagine, il 15% delle ragazzine dichiara di aver compiuto “scherzi pesanti” ai danni di altre compagne.

Il bullismo delle femmine è più sottile e strisciante di quello dei maschi, non punta sulla sopraffazione fisica della vittima, ma tenta e, spesso ci riesce, di minarne l’autostima e la serenità psicologica.

È difficile distinguere i bulli e le bulle e capire i veri motivi per cui questi ragazzini attaccano chi, tra loro, è più debole e differente. “Ogni gesto da parte di questi piccoli carnefici è una specie di richiesta d’aiuto all’adulto. Meno risposte adulte si hanno più si alza il tiro, fino all’episodio clamoroso”, questo afferma Matteo Lancini, psicopedagogista della Scuola di specializzazione in psicologia del ciclo di vita dell’Università di Milano.

Quindi, deve esserci attenzione da parte dei genitori, ma anche degli insegnanti. La risposta al bullismo non deve essere soltanto legislativa, ma soprattutto deve essere educativa e, il luogo più adatto per combattere questo fenomeno è la scuola.

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