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Bridget Jones filosofia

Come restare single nell’anima e non perdere la speranza di trovare il principe azzurro...

È l’evento cinematografico di questa stagione, esce a giorni, infatti, Il diario di Bridget Jones, ma se ne parla ormai da settimane di questo film, che sembra essere il manifesto delle trentenni di oggi. La storia di Bridget è lo specchio di una nuova generazione di signorine (zitelle direbbero le nostre nonne!), che non cercano più un lui ad ogni costo e, anche quando ne trovano uno, non rinunciano a se stesse.

Bridget è, infatti, single, intelligente, autoironica ma è perennemente innamorata dell’uomo sbagliato, fuma e beve da troppo tempo. E’ stufa di sentirsi chiedere da tutti perché a più di 30 anni non si è ancora sposata e dall’età di 18 anni è a dieta senza aver mai perso un solo grammo.

Questa è Bridget Jones, il cui diario (scritto dalla giornalista inglese Helen Fielding) ha conquistato la generazione delle trentenni qualche anno fa ed è stato trasformato in film con la partecipazione dell’azzeccatissima Rénee Zellweger e di Hugh Grant.

In uscita anche in Italia, il film ha fatto molti proseliti: tra i fan club, gli oggetti imperdibili lanciati da Bridget (il diario, la borsetta e gli occhiali da diva, etc.) e articoli su tutti i giornali femminili in cui si snocciolano consigli e segreti per assomigliare il più possibile alla simpaticissima Bridget, in cui un’intera generazione di ragazze si identifica.

Tutte noi, almeno una volta nella vita, siamo state o saremo come lei, forse, l’unica a non identificarsi più nella single più famosa del momento è, però, proprio la brava Rènee, nuova fiamma dell’ambitissimo George Clooney…la speranza c’è!

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