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Stalking

Quando l'amore diventa ossessione

Telefonate e lettere anonime, pedinamenti ossessivi, intrusioni continue nella vita privata e lavorativa, sistematica violazione delle più elementari libertà individuali. Questo è lo stalking, ovvero la sindrome del molestatore assillante, cioè di chi, ossessionatamente, comincia a perseguitare qualcuno rendendogli la vita impossibile.

Bersaglio dello stalker non sono solo i personaggi celebri, come spesso si può credere, ma anche la gente comune. Lo stalker, infatti, può essere pure un ammiratore respinto o chi reputa di avere subito un torto, come per esempio è il caso di quell’uomo che ha cominciato a perseguitare la ginecologa della moglie perché, secondo lui, ne aveva causato la morte.

In America il fenomeno dello stalking ha dato vita ad associazioni che aiutano le vittime, in Italia anche se il problema è molto diffuso, poco ancora si fa se non ricorrere al richiamo della tutela della privacy. Ma spesso quando si interviene è già troppo tardi e, nei casi più gravi, il danno può essere irreparabile.

In Rete si sta diffondendo anche il molestatore online, ovvero cyber-stalker: e-mail incessanti spedite da qualcuno a cui si è dato il proprio indirizzo, inconsapevoli di quello che poteva accadere. Negli Stati Uniti, infatti, su 600 casi di molestie, il 20% avveniva via e-mail o attraverso l’utilizzo di altri mezzi informatici.

Ma che cosa prevede la legge per contrastare questo fenomeno che si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro Paese? La normativa che si occupa di questo crimine così particolare è relativa al diritto alla privacy e alla sua violazione ma per questo motivo, spesso, risulta difficile applicarla e, quindi, potersi difendere.

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