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Un video televisivo? No, grazie!

Aveva puntato tutto sull'attrazione dei giovani per la telecamera il preside di un liceo milanese ma l’idea non è piaciuta agli studenti.

Chi pensava che la massima aspirazione per le adolescenti di oggi fosse apparire in televisione (non importa a fare cosa!), deve ricredersi.

A smentire la convinzione, avvalorata pure nell’ultimo film di Gabriele Muccino Ricordati di me, secondo cui buona parte delle ragazze italiane sono disposte a tutto per un passaggio televisivo, ci hanno pensato gli studenti del liceo classico Berchet di Milano, che all’idea di apparire davanti ad una telecamera per sponsorizzare la loro scuola sono insorti.

Motivo scatenante della rivolta è stato l’idea del preside di fare un video promozionale della scuola utilizzando gli studenti e le studentesse risultati più telegenici dopo un’attenta selezione.

Mi chiedo, però, chi avrebbe fatto l’attenta selezione. Forse Antonio Ricci, esperto di provini televisivi? Oppure una giuria di giornalisti, come è successo per il seguitissimo Veline l’estate scorsa? Ma questo non lo sapremo mai perché la protesta degli allievi a questa proposta è esplosa in modo sorprendente, con tanto di cartello affisso dalle studentesse con su scritto: “Credevamo di diventare letterate, ma ci fanno fare le letterine. Al casting non ci saremo“. Anche se poi ammettono: “Qualcuna al video ha detto sì, le solite manie di protagonismo“.

Il preside si difende e controbatte al coro del dissenso, formato anche da diversi insegnanti: “Nessuno voleva riprendere studentesse seminude intente a correre in palestra. L’idea era solo quella di presentare la scuola in modo meno funebre che con il solito video a base di aule vuote e banchi deserti. Spero che chi ha organizzato questa protesta gratuita si vergogni“.

Quindi niente fila al casting per spuntare un posto come letterina o nuovo divo televisivo per gli studenti del Berchet. Non a scuola, almeno. Per lo meno qui, i ragazzi rivendicano il diritto di non dover essere belli a tutti i costi e di non dover apparire in un video per valere qualcosa.

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