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La guerra silenziosa

Secondo l’Istat in Italia ci sono 2 milioni di persone disabili che, nonostante tutto, provano a vivere felici

Voglio parlarvi di guerra ma no della guerra che purtroppo è scoppiata in Iraq e porta in tutte le case del mondo le stesse scene di paura, distruzione e morte. Voglio raccontarvi, invece, un’altra guerra, più piccola, più silenziosa; è una guerra che non fa morti ma che troppo spesso rende impossibile la vita di milioni di persone nel mondo.

Voglio parlarvi della guerra di chi, ogni giorno della sua vita, deve combattere con dei nemici che si chiamano: barriere architettoniche e barriere culturali. In Europa sono circa 37 milioni le persone disabili che devono fare i conti con un’esistenza resa difficile e, a volte impossibile, da una scala o da chi davanti ad una carrozzina riesce a provare solo pietà.

Devono lottare ogni giorno con il rischio di vivere una vita a metà, di sopportare l’indifferenza delle persone, di essere circondati da barriere architettoniche, di sentirsi un vegetale, di sperare nella ricerca scientifica e di desiderare un’esistenza normale. Devono combattere contro la tentazione di non lasciarsi andare perché la loro condizione di vita è impossibile e perché troppo spesso non sono giudicati per ciò che sono realmente: uomini e donne con desideri e sogni, ma solo come la proiezione dell’idea che si ha delle persone disabili nella visione comune: esseri asessuati.

Così l’Unione Europea ha dichiarato il 2003 Anno europeo delle persone disabili che si pone l’obiettivo di promuovere il raggiungimento di una totale uguaglianza e partecipazione per tutte quelle persone che hanno difficoltà nel vestirsi, vedere, mangiare, lavarsi, muoversi e viaggiare. In poche parole per tutti coloro che quotidianamente lottano con l’intento di vedere riconosciuti i loro diritti di cittadini. Ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della disabilità. Almeno questa guerra cerchiamo di fermarla.

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