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Il diritto di essere belle e brave

Antonio Ricci difende “Striscia“ in un'intervista e attacca le inviate di guerra

Qualche settimana fa, due prestigiosi giornalisti come Enzo Biagi e Giorgio Bocca hanno consegnato il premio È giornalismo, come autore di Striscia la notizia, ad Antonio Ricci.

Personaggio particolare l’inventore del Gabibbo e delle veline. Il patron di Striscia la notizia scopre truffe ed inganni e, per questo lo apprezziamo; provoca e dissacra e, per questo ci diverte. Ma, sinceramente, ci lascia un po’ perplessi quando, in un’intervista al settimanale Panorama, parlando della sua “Striscia“, critica aspramente i giornalisti.

Le telegiornaliste vengono selezionate con criteri da concorso di Miss Italia, pretendono di fare le croniste, invece leggono veline“, ha dichiarato difendendo a spada tratta le “sue” veline che recitano, invece, un ruolo.

Ma siamo così sicuri che Monica Maggioni, per esempio, al seguito delle truppe americane per sei settimane in Iraq, abbia letto solo veline oppure che Lilli Gruber, che ha rischiato di essere colpita da una cannonata che ha ucciso due giornalisti nell’albergo in cui alloggiava a Baghdad, sia, come sostiene Ricci, “l’antesignana delle veline tv“ e che “è diventata velina da esportazione“?

Poiché non crediamo che tutte queste inviate, dalla Botteri alla Martini, rischino la vita e lascino per settimane figli, mariti e genitori perché aspirano a fare le soubrette, vi invitiamo a leggere i diari di queste giornaliste, pubblicati su Anna e, sicuramente, capirete che queste donne, probabilmente anche belle (ma questo non significa incapaci), poco hanno a che fare con veline e miss in cerca di successo.

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