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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Roma e la festa di San Valentino 2011  </title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/roma-e-la-festa-di-san-valentino-2011</link>
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	<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 16:12:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
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    <category>roma</category><category>appuntamenti_eventi</category><category>eventi san valentino 2011 roma</category><category>san valentino</category><category>san valentino 2011 roma</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/EventiSanValentino2011Roma.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="San Valentino" /><br clear="both"/></p>
<p>Domani 14 febbraio 2911 è il giorno di <strong>San Valentino</strong>, festa di tutti gli innamorati.</p>
<p>Roma  offre come sempre una grande novità per festeggiare questo giorno: una romantica cena su un tram che appartiene ad un antica Collezione Storica dell’Azienda Atac di Roma che per questo giorno è stato chiamato <strong>Hello Love</strong>.</p>
<p>La cena sarà allietata dalla musica di un concerto jazz mentre il tram percorrerà le vie della città immerse nelle luci della notte, la meravigliosa e romantica notte romana in compagnia della persona che amiamo!</p>
<p>Il percorso avrà la durata di tre ore con partenza da Porta Maggiore.  </p>
<p>Per informazioni collegarsi al seguente sito: <strong><a href="http://www.tramjazz.com/"> www.tramjazz.com</a></strong></p>
<p>La Foto dell&#8217;articolo è stata realizzata da: <strong><a href="http://www.flickr.com/photos/kacey/3275955361/"> KaCey97007</a></strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110213161240"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110213161240?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110213161240" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110213161240&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Froma%2Finterventi%2F2011%2F02%2Froma-e-la-festa-di-san-valentino-2011"/></p>
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	<description>Domani 14 febbraio 2911 è il giorno di San Valentino, festa di tutti gli innamorati.
Roma  offre come sempre una grande novità per festeggiare questo giorno: una romantica cena su un tram che[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Via della Conciliazione e la storia della Spina di Borgo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/via-della-conciliazione-e-la-storia-della-spina-di-borgo</link>
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	<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 16:33:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/via-della-conciliazione-e-la-storia-della-spina-di-borgo#comments</comments>
    <category>roma</category><category>arte_monumenti_musei</category><category>arte romana</category><category>storia di roma</category><category>via della conciliazione</category><category>vie di roma</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/Leviestoricheromane.jpg" class="left" border="0" width="432" height="288" alt="Via della Conciliazione" /><br clear="both" /> </p>
<p><strong>Via della Conciliazione</strong> venne progettata nel 1936 dall’architetto e urbanista Marcello Piacentini (Roma, 8 dicembre 1881-Roma, 19 maggio 1960) e dall’architetto Attilio Spaccarelli, a seguito dei Patti lateranensi dell’11 febbraio 1929 che sancivano la riconciliazione tra lo Stato Italiano e la Santa Sede e la vera inaugurazione della via avvenne durante il giubileo del 1950 quando i lavori erano definitivamente terminati.</p>
<p>La via unisce la città di Roma allo <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2009/05/la-citta-del-vaticano/"> Stato del Vaticano</a></strong> offrendo la panoramica su Piazza San Pietro e la meravigliosa Basilica.</p>
<p>Il regime fascista aveva nei suoi progetti proprio quello di ristrutturare i centri storici e tra questi rientrò Via della Conciliazione e la conseguente demolizione della <strong>Spina di Borgo</strong>, progetto approvato da Mussolini e da Papa Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti; Desio, 31 maggio 1857-Città del Vaticano, 10 febbraio 1939, 259° Papa dal 1922 alla sua morte) che diedero il via ai lavori.</p>
<p>Si distrusse così quello che gli architetti seicenteschi avevano progettato e costruito e tra questi vi era anche <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/06/gian-lorenzo-bernini/"> Bernini</a></strong>: con ciò che avevano progettato e costruito si arrivava alla Basilica passando per i vicoli della Spina di Borgo e ci si ritrovava improvvisamente davanti alla grandiosità della piazza e della <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2009/01/video-basilica-di-san-pietro-in-tre-parti/"> Basilica di San Pietro</a></strong> tanto da rimanerne meravigliati e sorpresi; mentre ora tutto è semplificato non c’è più l’effetto sorpresa perché Basilica e Piazza sono ampiamente e subito visibili proprio come se guardassimo ad una fotografia. </p>
<p>Si racconta che lo stesso Mussolini diede il primo colpo di piccone alla spina e nell’ottobre del 1937 non esisteva più.</p>
<p>I lavori vennero interrotti durante la Seconda Guerra Mondiale e ripresi durante il dopoguerra: vennero eretti due portici in uno venne inserita la chiesa (attualmente sconsacrata) di San Lorenzo in Piscibus e due grandi palazzi vennero edificati dove iniziava la strada.</p>
<p>Al momento dell’inaugurazione erano anche stati inseriti degli obelischi.</p>
<p>La conseguenza di tutto questo fu che molti degli edifici antichi del Rione vennero demoliti lasciando il posto a Via della Concilazione, tra le chiese che non ci sono più ricordiamo San Giacomo a Scossacavalli e Sant&#8217;Angelo ai Corridori.</p>
<p>Anche il Giubileo ha avuto la sua parte nel cambiamento del Rione: nel 2000 a causa dell’arrivo di molti pellegrini ci fu un’esplosione immobiliare con la conseguenza che molti degli antichi appartamenti rimasti vennero ristrutturati per divenire residenze di turisti e le botteghe degli artigiani, costretti ad andare via, trasformati in esercizi dove si potevano fare pasti veloci i fast food  o negozi che vendevano souvenir.</p>
<p>La Foto dell&#8217;articolo è stata realizzata da: <strong><a href="http://www.flickr.com/photos/_pek_/3748324317/"> _Pek_</a></strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110210163311"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110210163311?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110210163311" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110210163311&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Froma%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fvia-della-conciliazione-e-la-storia-della-spina-di-borgo"/></p>
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	<description>Via della Conciliazione venne progettata nel 1936 dall’architetto e urbanista Marcello Piacentini (Roma, 8 dicembre 1881-Roma, 19 maggio 1960) e dall’architetto Attilio Spaccarelli, a seguito dei[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Torta di mele al cioccolato</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/torta-di-mele-al-cioccolato</link>
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	<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 11:25:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/torta-di-mele-al-cioccolato#comments</comments>
    <category>roma</category><category>ricette</category><category>dolci romani</category><category>ricette romane</category><category>torta di mele al cioccolato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/Dolciromani_01.jpg" class="left" border="0" width="432" height="337" alt="Torta di mele al cioccolato" /><br clear="both" /></p>
<p>Nei tempi passati le massaie romane (come anche in altri luoghi) non avevano, come oggi, la possibilità di usufruire di prodotti dolciari commerciali, quindi avendo anche tempo a disposizione in quanto la maggior parte delle donne non era ancora entrata nel mondo del lavoro, si dilettavano a preparare torte casalinghe soprattutto per allietare la colazione e la merenda dei loro bambini .</p>
<p>Tra questi dolci vi proponiamo la torta fatta con mele e cioccolato, è semplice e farà felice i vostri bambini.</p>
<p>“<strong>Torta di mele al cioccolato</strong>”</p>
<p><strong>Ingredienti</strong>:</p>
<p>biscotti secchi q.b.</p>
<p>1 kg di mele;</p>
<p>3 cucchiai di uvetta sultanina;</p>
<p>½ bicchiere vino bianco; </p>
<p>1 limone non trattato;</p>
<p>1 hg zucchero;</p>
<p>35 g burro;</p>
<p>1 bicchiere di latte;</p>
<p>100 g cioccolato fondente;</p>
<p>130 g farina;</p>
<p>2 uova;</p>
<p>burro q.b.;</p>
<p>cannella in polvere q.b.;</p>
<p>1 bustina di lievito</p>
<p><strong>Preparazione</strong>: </p>
<p>Mettete l’uvetta nel ½ bicchiere di vino per ammorbidirla; prendete una teglia da forno e imburratela, versateci i biscotti secchi che avrete precedentemente sbriciolato finemente.<br />
Mondate le mele e tagliatele a fette molto sottili, disponetele nella teglia sovrapponendole e spolverizzate con la cannella e lo zucchero precedentemente mescolato con la buccia grattugiata del limone.</p>
<p>Grattugiate il cioccolato e mettetelo sopra le mele, quindi disponetevi 30 g di burro a piccoli fiocchi.</p>
<p>In un recipiente battete le uova con 80 g di zucchero, quando saranno spumose unite la farina, il latte, il lievito.</p>
<p>Quando il tutto sarà ben amalgamato versatelo sulle mele e infornate a 160 gradi.</p>
<p>Dopo circa 40 minuti sfornatela e lasciate intiepidire prima di toglierla dalla teglia.</p>
<p>Foto: <strong><a href="http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Ricette-con-il-CIOCCOLATO/D3525574-3.html"> freeforumzone.leonardo.it</a></strong></p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Frappe di Carnevale</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/frappe-di-carnevale</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/frappe-di-carnevale</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 18:29:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/frappe-di-carnevale#comments</comments>
    <category>roma</category><category>ricette</category><category>carnevale</category><category>frappe carnevale romane</category><category>ricetta frappe carnevale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/Carnevale_02.jpg" class="left" border="0" width="432" height="288" alt="Le Frappe di Carnevale" /><br clear="both" /></p>
<p>Una deliziosa ricetta per allietare la merenda di Carnevale a grandi e piccini!</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>200 g farina;</p>
<p>100 g burro;</p>
<p>2 uova;</p>
<p>100 g di zucchero;</p>
<p>100 g di zucchero a velo;</p>
<p>un pizzico di sale;</p>
<p>olio extravergine d’oliva  q.b;</p>
<p><strong>Preparazione</strong>: </p>
<p>Impastare la farina con 1 uovo intero e un tuorlo, il burro che avrete ammorbidito, lo zucchero, il sale, lo zucchero.</p>
<p>Quando avrete amalgamato bene l’impasto fate delle sfoglie sottili da cui taglierete, con una rotella dentata,  delle striscioline abbastanza larghe.</p>
<p>Versate in una capace padella la giusta quantità di olio. fate scaldare e mettete le strisce che avete ottenuto e tagliate nella grandezza desiderata, oppure arrotolate su se stesse.</p>
<p>Friggete facendo attenzione a non bruciare le frappe, a cottura ultimata toglietele dal fuoco e mettetele sopra la carta da cucina per togliere l’olio in eccesso, quindi disponetele su un piatto da portata , quando saranno tiepide cospargetele di zucchero a velo e servitele. </p>
<p><strong>Buon Carnevale</strong>!    </p>
<p>Foto: <strong><a href="http://modena.mondodelgusto.it/2010/02/06/ricetta-frappe-carnevale/"> modena.mondodelgusto.it</a></strong></p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Una deliziosa ricetta per allietare la merenda di Carnevale a grandi e piccini!
Ingredienti
200 g farina;
100 g burro;
2 uova;
100 g di zucchero;
100 g di zucchero a velo;
un pizzico di sale;
olio[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Er mercato de Piazza Navona</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/er-mercato-de-piazza-navona</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/er-mercato-de-piazza-navona</guid>
	<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 17:51:08 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/er-mercato-de-piazza-navona#comments</comments>
    <category>roma</category><category>poesie</category><category>poesia er mercato de piazza navona</category><category>poesie giuseppe gioacchino belli</category><category>poesie romane</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/ErMercatodePiazzaNavona.jpg" class="left" border="0" width="432" height="287" alt="Piazza Navona" /><br clear="both" /></p>
<p>Il 20 marzo del 1834 <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/06/giuseppe-gioacchino-belli/"> Giuseppe Gioacchino Belli</a></strong> dedicò una divertente poesia al mercato che in quell’epoca esisteva in <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2009/01/piazza-navona-e-le-sue-fontane/"> Piazza Navona</a></strong>:</p>
<p><strong>Er mercato de piazza Navona</strong></p>
<p>Ch&#8217;er mercoledì a mmercato, ggente mie,</p>
<p>sce siino ferravecchi e scatolari,</p>
<p>rigattieri, spazzini, bbicchierari,</p>
<p>stracciaroli e ttant&#8217;antre marcanzie,</p>
<p>nun c&#8217;è ggnente da dì. Ma ste scanzie</p>
<p>de libbri, e sti libbracci, e sti libbrari,</p>
<p>che cce vienghen&#8217; a ffà? ccosa sc&#8217;impari</p>
<p>da tanti libbri e ttante libbrarie?</p>
<p>Tu pijja un libbro a ppanza vòta, e ddoppo</p>
<p>che ll&#8217;hai tienuto per cquarc&#8217;ora in mano,</p>
<p>dimme s&#8217;hai fame o ss&#8217;hai maggnato troppo.</p>
<p>Che ppredicava a la Missione er prete?</p>
<p>&#8220;Li libbri non zò rrobba da cristiano:</p>
<p>fijji, per ccarità, nnu li leggete&#8221;.</p>
<p>Foto: <strong><a href="http://www.florenceprints.com/vedute_di_roma.htm"> www.florenceprints.com</a></strong></p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Il 20 marzo del 1834  Giuseppe Gioacchino Belli dedicò una divertente poesia al mercato che in quell’epoca esisteva in  Piazza Navona:
Er mercato de piazza Navona
Ch&amp;#8217;er mercoledì a[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Chiesa di San Lorenzo in Lucina</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/chiesa-di-san-lorenzo-in-lucina</link>
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	<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 16:57:28 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/chiesa-di-san-lorenzo-in-lucina#comments</comments>
    <category>roma</category><category>arte_monumenti_musei</category><category>arte romana</category><category>basiliche roma</category><category>chiesa san lorenzo in lucina</category><category>chiese roma</category><category>chiese romane</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/ChiesecittdiRoma.JPG" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Basilica di San Lorenzo in Lucina" />   Nei pressi di <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/04/palazzo-montecitorio-costruito-su-iniziale-progetto-del-bernini/"> Palazzo Montecitorio</a></strong>, sede della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, in Via in Lucina n. 16, troviamo la <strong>Basilica di San Lorenzo in Lucina</strong>.</p>
<p>La Basilica risale al IV secolo e venne edificata sulla precedente residenza della matrona romana Lucina dove permetteva ai pagani convertiti al cristianesimo di incontrarsi e pregare.</p>
<p>Il luogo venne consacrato nel 440 da <strong>papa Sisto III</strong> (Roma-Roma, 19 agosto 440, 44° Papa dal 31 luglio del 432 fino alla morte; è venerato come santo), venne in seguito ricostruita sotto il pontificato di <strong>Papa Pasquale II</strong> (Rainerio Raineri; Bleda, 1050 circa-Roma, 21 gennaio 1118, 160° papa dal 1099 alla sua morte) e completata nel 1130.</p>
<p>L’ingresso ha un portico con sei colonne in granito sulla cui sommità possiamo vedere una grande architrave; sulla destra un campanile romanico.</p>
<p>L’architetto e scultore <strong>Cosimo Fanzago</strong> (Clusone, 12 ottobre 1591-Napoli, 13 febbraio 1678) alla fine del XVII secolo modificò l’interno della chiesa dandole un’unica navata con quattro cappelle per lato, mentre precedentemente era divisa in tre navate.</p>
<p>La particolare concezione dell’interno è dovuta alla volontà di far seguire a chi la visita un percorso teologico spirituale.</p>
<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/InternoBasilicaSanLorenzoinLucina.jpg" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Crocefissione" />   <strong>Il primo percorso è detto “cristologico”</strong>: inizia dalla prima cappella a sinistra dove notiamo il battistero con raffigurato il battesimo di Cristo, fino ad arrivare alla fine del suo percorso terreno con la “Crocefissione” raffigurata sulla pala centrale collocata sopra l’altare; la pala è opera del pittore <strong>Guido Reni</strong> (Bologna, 4 novembre 1575-Bologna, 18 agosto 1642) mentre l’altare è un progetto dell’architetto <strong>Carlo Rainaldi </strong>(Roma, 4 maggio 1611-Roma, 8 febbraio 1691), il percorso termina con l’ascensione del Salvatore sul soffitto in legno a cassettoni dove ammiriamo anche il dipinto di Cristo Cristo con papa Damaso I, San Lorenzo e la matrona Lucina.</p>
<p><strong>Il secondo percorso</strong> vede rappresentata la Madonna dalla nascita all&#8217;annunciazione e la presentazione al tempio fino ad arrivare alla cappella dell&#8217;immacolata concezione.</p>
<p><strong>Il terzo ed ultimo percorso è chiamato laurentino</strong>, in quanto dedicato a San Lorenzo martire, patrono della basilica: nella prima cappella a destra sono rappresentati su tre differenti tele i periodi più rilevanti della vita del santo mentre nell&#8217;altare in basso sono conservate le catene che furono usate per  imprigionarlo; sotto l&#8217;altare centrale si trova la graticola dove affrontò il martirio.</p>
<p>Di notevole importanza la <strong>cappella Fonseca</strong>, ideata e disegnata da <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/06/gian-lorenzo-bernini/"> Gian Lorenzo Bernini</a></strong>, con al suo interno il busto marmoreo del committente, opera sempre del Bernini. .</p>
<p>Nella chiesa sono sepolti notevoli artisti tra cui il compositore <strong>Luca Marenzio</strong> (Coccaglio, 18 ottobre 1553-Roma, 22 agosto 1599), che fu il più acclamato autore di madrigali del suo tempo; il compositore settecentesco cecoslovacco <strong>Josef Mysliveček</strong> (Praga, 9 marzo 1737-Roma, 4 febbraio 1781), era uno dei compositori d&#8217;opere serie più prolifici d&#8217;Europa ed amico di Mozart; l’archeologo <strong>Carlo Fea </strong>(Carlo Domenico Francesco Ignazio Fea; Pigna, 2 febbraio 1753-Roma, 18 marzo 1836), celebre per aver scoperto sull’Esquilino nel 1781 la statua del “<strong>Discobolo</strong>” copia romana della famosa statua bronzea di Mirone andata perduta.</p>
<p>1^ Foto: <strong><a href="http://roma.andreapollett.com/S5/rione03i.htm"> roma.andreapollett.com</a></strong></p>
<p>2^ Foto: <strong><a href="http://www.annona.de/alben/Album%20Rom%202/"> www.annona.de</a> </strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110204165728"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110204165728?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110204165728" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110204165728&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Froma%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fchiesa-di-san-lorenzo-in-lucina"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Nei pressi di  Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, in Via in Lucina n. 16, troviamo la Basilica di San Lorenzo in Lucina.
La Basilica risale al IV secolo e[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Gianicolo: Il Teatro dei Burattini</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/gianicolo-il-teatro-dei-burattini</link>
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	<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 14:40:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/02/gianicolo-il-teatro-dei-burattini#comments</comments>
    <category>roma</category><category>appuntamenti_eventi</category><category>spettacolo bambini gianicolo</category><category>teatro burattini gianicolo</category><category>teatro dei burattini</category><category>video teatro burattini gianicolo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/roma/TeatroGianicolo.jpg" class="left" border="0" width="432" height="324" alt="Teatro dei Burattini" /><br clear="both" /></p>
<p>In Viale del <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2008/12/il-gianicolo-monumenti-ad-anita-e-garibaldi/"> Gianicolo</a></strong> esiste ancora il grazioso spettacolo che affascina: il <strong>Teatro dei Burattini</strong>.</p>
<p>L’animatore il burattinaio, è un artista che anima i suoi fantocci in fantastiche storie e senza farsi vedere. Da decenni, soprattutto nei giorni di sabato e domenica, questo piccolo teatro all’aperto con i suoi burattini regala divertimento a grandi e bambini.</p>
<p>Il burattino secondo una tradizione antica che si tramanda ha testa e mani di legno fissate ad un costume di scena a seconda del personaggio che si vuol far vivere.</p>
<p>La scena si svolge dentro una casetta di legno chiamata castello.</p>
<p>Gli spettacoli con i burattini nelle piazze e nei mercati rionali sembrano risalire al Cinquecento e la maschera di Pulcinella diede l’avvio ad una duratura carriera dei burattini.</p>
<p>Le semplici commedie diventarono vere rappresentazioni drammatiche o melodrammatiche tanto da divenire nel XIX secolo un vero fenomeno che attirava un pubblico sempre più numeroso.</p>
<p>Foto: <strong><a href="http://www.torresina.net/2010/04/28/271/i-burattini-del-gianicolo"> www.torresina.net</a></strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/d6AdaIZPeXk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110203144011"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110203144011?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110203144011" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110203144011&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Froma%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fgianicolo-il-teatro-dei-burattini"/></p>
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	<description>In Viale del  Gianicolo esiste ancora il grazioso spettacolo che affascina: il Teatro dei Burattini.
L’animatore il burattinaio, è un artista che anima i suoi fantocci in fantastiche storie e senza[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Carnevale e le Maschere Romane</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/01/carnevale-e-le-maschere-romane</link>
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	<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 16:24:22 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/01/carnevale-e-le-maschere-romane#comments</comments>
    <category>roma</category><category>antiche maschere romane</category><category>carnevale</category><category>maschere carnevale romano</category><category>maschere romane</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/Carnevaleromano.jpg" class="left" border="0" width="432" height="306" alt="Carnevale" /><br clear="both" /></p>
<p>In attesa del Carnevale diamo uno sguardo alle antiche  maschere romane:  Cassandrino;  Don Pasquale;  il Generale La Rocca; Meo Patacca  e, il più celebre fra tutti, Rugantino.</p>
<p>Tutte queste maschere non sono celebri come quelle di altre città, ma hanno nei secoli evidenziato in modo spassoso e farsesco i lati più caratteristici delle persone del popolo e della nobiltà romana con i loro difetti e la loro onestà. </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/RomaeleMaschere_01.jpg" class="left" border="0" width="235" height="250" alt="Maschera di Cassandrino" />   <strong>Cassandrino</strong></p>
<p>Non si conosce la data esatta di quando sia nata la maschera di Cassandrino si fa riferimento al XIX secolo.</p>
<p>E’ rappresentato vestito con una giacca a coda di rondine, i pantaloni hanno un colore più chiaro e le scarpe sono con la fibbia; sulla testa una parrucca con cappello a tricorno; quando parla la sua voce è nasale.</p>
<p>Nella vita la sua origine è nobile ed è padre di famiglia; ma diviene un borghese sprovveduto che si lascia facilmente raggirare sia dalle figlie che da qualsiasi donna. </p>
<p>Si fa portavoce di tutte le lamentale avanzate dal popolo particolarmente verso il Papa.</p>
<p><strong>Don Pasquale</strong></p>
<p>Il vero nome di questa maschera è Don Pasquale de’ Bisognosi, ma egli stesso detesta questo nome perché lo ritiene esagerato e popolare, addirittura volgare per lui che appartiene alla nobiltà.</p>
<p>I suoi abiti sono una veste a palandrana di notevole fattura, calzoni al ginocchio, scarpe con fibbia molto lucide e sul capo una parrucca grigia; ama essere sempre vestito bene ed avere il viso incipriato.  </p>
<p>La sua intenzione è quella di convolare a nuove nozze; ma tutte le sue disavventure riescono unicamente a farlo ritrovare solo e schernito dalla servitù.   </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/MascheretipicheRomane.gif" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Generale Mannaggia La Rocca" />   <strong>Generale Mannaggia la Rocca </strong>  </p>
<p>Un venditore di stracci <strong>Luigi Guidi</strong>, inventò questa maschera nel 1897, la sua figura era un po’ simile a Capitan Spaventa, comandante di un esercito che in pratica non esisteva o si componeva unicamente di accattoni, raccontava sempre le sue audaci imprese che in effetti non aveva mai compiuto e nel periodo di Carnevale era solito montare un asino o un cavallo molto vecchio tanto da suscitare ancora di più la comune ilarità.</p>
<p>Quando raccontava le sue fandonie in pubblico, vi era un continuo botta e risposta fra lui e i convenuti che assistevano allo spettacolo, tanto che si raggiungeva una perfetta spensieratezza unita all’allegria.</p>
<p>Ma quando il suo inventore Luigi Guidi morì, la maschera venne pian piano definitivamente dimenticata. </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/MaschereRomane.jpg" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Meo Patacca" />   <strong>Meo Patacca</strong></p>
<p>Tipica maschera romana che più di altre rappresenta, insieme a Rugantino, il carattere del popolo che anticamente abitava il quartiere di Trastevere, un carattere indolente, fiero e sfrontato portato facilmente alle risse.</p>
<p>Il suo nome deriva da “Patacca” una misera paga che anticamente prendevano i soldati.</p>
<p>Indossa calzoni stretti sopra il ginocchio con dei legacci, la giacca è di velluto, una sciarpa di colore vistoso ed una retina sulla testa completano l’abbigliamento; ha sempre con sé un coltello che usa quando, a suo giudizio, deve farsi giustizia subito e da solo.   </p>
<p>Nel teatro lo vediamo interpretare il ruolo del popolano attaccabrighe, facile sicuramente alla rissa; ma affronta i suoi scontri indubbiamente non da vigliacco ma con valore e sentimento cavalleresco. </p>
<p>Questa maschera divenne famosa a seguito di un poema in dialetto romanesco di Giuseppe Berneri (1637-1710) risalente al 1695 “Roma in feste ne i Trionfi di Vienna”.</p>
<p>Per la maschera di <strong>Rugantino </strong> collegatevi al seguente sito: <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/01/le-maschere-romane/"> Rugantino  </a></strong></p>
<p>1^ Foto: <strong><a href="http://www.maestragemma.com/Poesie%20Carnevale1.htm"> www.maestragemma.com</a></strong></p>
<p>2^ Foto: <strong><a href="http://www.collezionemariasignorelli.it/"> www.collezionemariasignorelli.it</a></strong></p>
<p>3^ Foto: <strong><a href="http://www.eosrivista.com/103.asp?id_articolo=51"> www.eosrivista.com</a></strong></p>
<p>4^ Foto: <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Meo_Patacca.jpg"> it.wikipedia.org</a></strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110125162422"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110125162422?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110125162422" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110125162422&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Froma%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fcarnevale-e-le-maschere-romane"/></p>
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	<description>In attesa del Carnevale diamo uno sguardo alle antiche  maschere romane:  Cassandrino;  Don Pasquale;  il Generale La Rocca; Meo Patacca  e, il più celebre fra tutti, Rugantino.
Tutte queste maschere[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Elena di Savoia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/01/elena-di-savoia</link>
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	<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 11:44:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/roma/interventi/2011/01/elena-di-savoia#comments</comments>
    <category>roma</category><category>personaggi-storici</category><category>biografia elena di savoia</category><category>elena di savoia</category><category>personaggi storici</category><category>regina elena di savoia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/roma/Personaggistoriciitaliani.jpg" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Elena di Savoia" />   La principessa <strong>Elena del Montenegro</strong> dopo il matrimonio conosciuta come <strong>Elena di Savoia</strong> (Jelena Petrović Njegoš; Cettigne, 8 gennaio 1873-Montpellier, 28 novembre 1952), era figlia del re Nicola I del Montenegro (Mirkov Petrović-Njegoš; Njeguši, 7 ottobre 1841-Montpellier, 1° marzo del 1921) primo re e fondatore del Regno del Montenegro e di Milena Vukotić (Cettigne, 22 aprile 1847-Antibes, 16 marzo 1923) prima regina del Montenegro.</p>
<p>Elena di Savoia divenne la seconda regina d’Italia in quanto consorte di <strong>Vittorio Emanuele III </strong>(Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia; Napoli, 11 novembre 1869-Alessandria d&#8217;Egitto, 28 dicembre 1947: re d&#8217;Italia dal 1900 al 1946, imperatore d&#8217;Etiopia dal 1936 al 1943 e re d&#8217;Albania dal 1939 al 1943. Abdicò il 9 maggio 1946 in favore del figlio Umberto II) e madre di Umberto II (Umberto Nicola Tommaso Giovanni Maria di Savoia; Racconigi, 15 settembre 1904-Ginevra, 18 marzo 1983, re d&#8217;Italia dal 9 maggio al 18 giugno del 1946 proprio per questo breve periodo di regno venne soprannominato “Re di maggio”).</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/Ipersonaggistorici.jpg" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Vittorio Emanuele III" />   Incontrò Vittorio Emanuele III al Teatro La Fenice di Venezia mentre era in corso l’Esposizione Internazionale d’Arte.</p>
<p>Si innamorarono e dopo essersi incontrati di nuovo in Russia, Vittorio Emanuele la chiesa ufficialmente in sposa al padre di Elena che per poterlo sposare, essendo di religione ortodossa, si convertì alla fede cattolica.</p>
<p><strong>Il matrimonio fu celebrato a Roma il 24 ottobre del 1896</strong>: la cerimonia civile si tenne al <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2009/05/i-palazzi-sede-del-potere/"> Quirinale</a></strong>, quella religiosa in <strong><a href="http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/11/basilica-di-santa-maria-degli-angeli-e-dei-martiri/"> Santa Maria degli Angeli</a></strong>. </p>
<p>La sposa aveva posato sul capo un velo intrecciato con fili d&#8217;argento che raffiguravano migliaia di margherite. </p>
<p>Poiché il matrimonio veniva celebrato in seguito alla sconfitta di Adua, non fu lussuoso e non erano presenti reali stranieri tra gli invitati. </p>
<p>Idealista e sensibile la regina Elena non si occupò mai di questioni attinenti alla politica, si dedicò ad iniziative di carità e di assistenza conquistando così la simpatia e l’amore del popolo. </p>
<p>Ebbe cinque figli: <strong>Iolanda Margherita di Savoia</strong> (Iolanda Margherita Milena Elisabetta Romana Maria di Savoia; Roma, 1° giugno 1901-Roma, 16 ottobre 1986); <strong>Mafalda Maria Elisabetta di Savoia</strong> (Roma, 19 novembre 1902-Buchenwald, 28 agosto 1944); <strong>Umberto</strong> (Umberto Nicola Tommaso Giovanni Maria di Savoia; Racconigi, 15 settembre 1904-Ginevra, 18 marzo 1983); <strong>Giovanna di Savoia</strong> (Giovanna Elisabetta Antonia Romana Maria di Savoia; Roma, 13 novembre 1907-Estoril, 26 febbraio 2000); <strong>Maria Francesca di Savoia</strong> (Maria Francesca Anna Romana di Savoia; Roma, 26 dicembre 1914-Mandelieu, 7 dicembre 2001).</p>
<p>Vittorio Emanuele salì al trono l&#8217;11 agosto del 1900, in seguito all&#8217;assassinio del padre e di conseguenza Elena divenne Regina d’Italia.</p>
<p>Elena durante la prima guerra mondiale non rimase in disparte ma divenne infermiera, per accogliere i feriti tramutò in ospedali il Quirinale e Villa Margherita e alla fine della guerra propose la vendita dei tesori della corona per estinguere i debiti che si erano accumulati durante il conflitto.</p>
<p>Sovvenzionò opere benefiche a favore di poveri e malati, incoraggiò iniziative per la formazione e l&#8217;aggiornamento professionale dei medici e degli operatori sanitari, per la ricerca contro la poliomielite, il morbo di Parkinson e soprattutto contro il cancro.</p>
<p><strong>Papa Pio XI</strong> (Ambrogio Damiano Achille Ratti; Desio, 31 maggio 1857-Città del Vaticano, 10 febbraio 1939, 259° Papa dal 1922 alla sua morte) il 15 aprile del 1937 le assegnò la Rosa d’oro della Cristianità (cerimonia cattolica, istituita dai pontefici, si svolge dall&#8217;anno 1096 nella quarta domenica di Quaresima in piazza San Pietro, la rosa d&#8217;oro è consegnata a sovrani o a santuari come segno di speciale di distinzione), una delle più considerevoli onorificenze di quel periodo per una donna da parte della Chiesa cattolica.</p>
<p>Nel 1939, a seguito dell&#8217;invasione tedesca della Polonia e la dichiarazione di guerra della Gran Bretagna e della Francia alla Germania, Elena inviò una lettera alle sei sovrane delle nazioni europee rimaste neutrali (Danimarca, Olanda, Lussemburgo, Belgio, Bulgaria e Jugoslavia), con l’intenzione di scongiurare all’Europa e al mondo intero l’enorme catastrofe della seconda guerra mondiale.</p>
<p>Nel luglio del 1943 re Vittorio Emanuele III fece arrestare Mussolini e abbandonò Roma il 9 settembre cercando rifugio a Brindisi insieme ad Elena che lo seguì in quella che in seguito venne chiamata “fuga”.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/Ipersonaggidellastoriaitaliana.jpg" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Mafalda di Savoia" />   Il 23 settembre la figlia Mafalda arrestata dai nazisti venne condotta nel campo di concentramento di Buchenwald (demolito nel 1950, rimasero integri il cancello principale, il forno crematorio, l&#8217;ospedale interno, e due torri di guardia) dove morirà nel 1944.</p>
<p>Il 9 maggio del 1946, finita la guerra, Vittorio Emanuele III abdicò a favore del figlio Umberto e andò in esilio ad Alessandria d’Egitto con Elena che gli rimase accanto fino alla sua morte il 28 dicembre del 1947.</p>
<p>Quando scoprì di avere un male incurabile si trasferì a Montpellier (Francia) facendosi operare nel novembre del 1952, non superò il difficile intervento e il 28 novembre si spense.</p>
<p>Venne tumulata, come era suo desiderio, in una comune tomba del cimitero di Montpellier e il viale che conduce al cimitero riporta il suo nome e le è stato dedicato anche un monumento.</p>
<p><strong>Papa Pio XII</strong> (Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli; Roma, 2 marzo 1876-Castel Gandolfo, 9 ottobre 1958, 260° papa dal 1939 alla sua morte; il 19 dicembre 2009, con un decreto firmato da papa Benedetto XVI che ne attesta le virtù eroiche, è stato proclamato venerabile) nel messaggio di condoglianze inviato al figlio Umberto II per la morte di Elena, la definì &#8220;<strong>Signora della carità benefica</strong>”.</p>
<p>Forse è l’unica persona di Casa Savoia che il popolo ricorda con affetto.</p>
<p>Elena entrò anche nell’animo di scrittori, come <strong>Antonio Fogazzaro </strong>(Vicenza, 25 marzo 1842-Vicenza, 7 marzo 1911) e <strong>Luigi Capuana</strong> (Mineo, 28 maggio 1839-Catania, 29 novembre 1915) e anche di poeti quali <strong>Giovanni Pascoli</strong> (Giovanni Placido Agostino Pascoli; San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855-Bologna, 6 aprile 1912) e <strong>Gabriele D&#8217;Annunzio</strong> (Pescara, 12 marzo 1863-Gardone Riviera, 1° marzo 1938) che la commemorò nella IV &#8220;Preghiera per l&#8217;Avvento&#8221; delle &#8220;Laudi del Cielo, della Terra e degli Eroi&#8221;. </p>
<p><strong>Giacomo Puccini</strong> (Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini; Lucca, 22 dicembre 1858-Bruxelles, 29 novembre 1924) dedicò alla regina Elena &#8220;Madama Butterfly&#8221;.</p>
<p>1^ Foto: <strong><a href="http://monarchico.blogspot.com/2008/11/ricordo-della-regina-elena.html"> monarchico.blogspot.com</a><br />
</strong></p>
<p>2^ Foto: <strong><a href="http://xoomer.virgilio.it/parmanelweb/VITTORIOE%20III.htm"> xoomer.virgilio.it</a></strong> </p>
<p>3^ Foto: <strong><a href="http://www.geneall.net/I/tit_page.php?id=3685"> www.geneall.net</a></strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110124114414"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110124114414?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110124114414" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110124114414&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Froma%2Finterventi%2F2011%2F01%2Felena-di-savoia"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>La principessa Elena del Montenegro dopo il matrimonio conosciuta come Elena di Savoia (Jelena Petrović Njegoš; Cettigne, 8 gennaio 1873-Montpellier, 28 novembre 1952), era figlia del re Nicola I[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Gli abiti degli antichi romani</title>
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	<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 14:17:49 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Er Cicerò</dc:creator>
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    <category>roma</category><category>abiti antica roma</category><category>abiti femminili antica roma</category><category>abiti maschili antica roma</category><category>hot topic</category><category>moda abiti antica roma</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/ModaanticaRoma.jpg" class="left" border="0" width="166" height="180" alt="Abito maschile antica Roma" />   Come si vestivano gli antichi romani?</p>
<p>La notte e il giorno si usavano abiti chiamati “indumenta”; mentre dedicati solo al giorno erano gli “amictus”.</p>
<p>Per gli uomini gli Indumenta  erano costituiti dal Subligaculum un perizoma di lino che annodavano in vita, sopra indossavano la toga o la tunica, usata soprattutto in età imperiale, che consisteva in due tagli di stoffa che venivano cuciti insieme, quando se la mettevano la legavano in vita lasciando la parte avanti più corta rispetto al dietro che doveva arrivare fino ai ginocchi, le maniche erano corte ed arrivavano all’avambraccio. </p>
<p>Solo le tuniche indossate dalle donne potevano arrivare fino ai talloni.</p>
<p>I tessuti erano di lana o di lino; mentre durante l’età imperiale chi era più ricco poteva permettersi di acquistare tessuti di cotone o seta molto costosi in quanto provenivano dall’India e dalla Cina.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/Togaantichiromani.jpg" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="La Toga" />   La “Toga” la poteva indossare solo chi aveva la cittadinanza romana, tanto che l’autorità vigilava perché non l’avessero indosso persone straniere; il cittadino romano condannato all’esilio non poteva più indossarla. </p>
<p>Il 17 di marzo si festeggiava Bacco e le famiglie nobili romane celebravano l’entrata nella maggiore età dei propri figli dai 15 ai 17 anni che lasciavano la “toga praetexta” usata anche dai sacerdoti, per indossare una vesta bianca “toga virilis” entrando definitivamente nella collettività dei cittadini romani. </p>
<p>Chi aveva avuto un lutto in famiglia indossava una toga grigia o nera “toga Pulla”.</p>
<p>La toga non permetteva però di  muoversi liberamente, bisognava fare attenzione  a non fare gesti scomposti, tanto che i romani preferirono in seguito un pratico “Pallium” che poteva essere colorato ed avere anche un cappuccio.</p>
<p>I cittadini che non erano nobili, usavano la toga solo per le feste religiose, cerimonie pubbliche e funerali; mentre era  il segno che evidenziava i senatori che l’avevano di colore esclusivamente bianco ed ornata da una striscia porpora.</p>
<p>Le scarpe indossate erano varie simili ai sandali dei frati “Soleae” e consistevano in suole che venivano legate ai piedi con dei lacci; oppure le “Crepidae” sandali ci cuoio intrecciato,  i “Calcei” scarpe con corregge intrecciate, le “Caligae” stivaletti chiusi.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/roma/LamodaanticaRoma.jpg" class="left" border="0" width="165" height="180" alt="Abiti Roma antica" />   Gli indumenti femminili (indumenta) consistevano in un perizoma, una fascia per il seno (strophium, mamillare) o una guaina (capetium) e potevano avere una o più tuniche (subuculae), tessute con lana o lino e di solito erano prive di maniche.</p>
<p>Sopra la tunica indossavano il sùpparum una tunica che variava nella lunghezza ma non arrivava fino ai piedi, i fianchi erano cuciti, per formare le maniche venivano uniti, senza cucirli, i margini superiori della stoffa con fibule o cammei  (gioiello realizzato attraverso l&#8217;incisione di una pietra stratificata, genericamente l&#8217;onice, o di una conchiglia; alcuni dei più famosi cammei sono stati prodotti nel periodo imperiale romano).</p>
<p>Al posto del sùpparum poteva essere indossata la stola; una tunica larga che arrivava fino ai piedi, fermata alla vita da una cintura (cingulum).  </p>
<p>Parte dell’abbigliamento femminile era anche la &#8220;palla&#8221; un mantello femminile dai vivaci colori con la forma rettangolare che poteva essere indossato come si voleva anche poggiandone una estremità sul capo. </p>
<p>Quando pioveva o ardeva il sole gli uomini non usavano copricapi, ma si riparavano con un lembo del loro mantello; la donna portava tra i capelli un nastro rosso porpora o una benda larga posta a forma di cono sulla fronte (titulus). </p>
<p>La matrona annodava al braccio un fazzoletto annodato (mappa) con il quale si asciugava il viso dal sudore e dalla polvere.</p>
<p>Un ventaglio veniva usato per proteggersi dalla calura e per cacciare gli insetti molesti mentre un ombrello, che non era possibile chiudere, proteggeva dal sole.</p>
<p>Il vero e proprio fazzoletto usato per pulire il naso (muccinium) fece la sua apparizione alla fine del III secolo d.C.</p>
<p>Nei periodi freddi si indossava un mantello con cappuccio (byrrus).</p>
<p>Le donne erano solite abbellire il loro abbigliamento con spille e pettini e se avevano abbastanza denaro per permetterselo acquistavano svariati gioielli per adornare collo, mani, braccia e caviglie.  </p>
<p>Le spose romane indossavano una tunica bianca senza maniche (Recta), aderente in vita e con una leggera scampanatura in basso; sul capo veniva posto  un velo ampio (flammeum) di un colore giallo fiamma che scendeva lungo le spalle.</p>
<p>1^ Foto: <strong><a href="http://www.roccioso.it/roma/abbigliamento.htm"> www.roccioso.it</a></strong></p>
<p>2^ Foto: <strong><a href="https://wiki.uco.edu/display/~nbednarz/Portrait+of+Augustus-Nicole+Bednarz"> wiki.uco.edu</a></strong></p>
<p>3^ Foto: <strong><a href="http://www.estrocostumi.com/estro/antica-roma/"> www.estrocostumi.com</a></strong></p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Come si vestivano gli antichi romani?
La notte e il giorno si usavano abiti chiamati “indumenta”; mentre dedicati solo al giorno erano gli “amictus”.
Per gli uomini gli Indumenta  erano[...]</description>
	
	</item>
    

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