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Cola di Rienzo

Roma senza i papi

Statua di Cola di RienzoUn periodo tristissimo, per Roma, fu quello dei cosiddetti “antipapi” e cioè dei falsi pontefici che si opponevano a quello vero. Periodo che peggiorò quando, nel secolo XIV un papa francese, Clemente VII, trasferì la sede del Papato da Roma ad Avignone, in Francia.

L’assenza dei papi da Roma durò dal 1309 al 1377; quel periodo fu chiamato “cattività babilonese della Chiesa”, paragonandolo alla prigionia degli Ebrei a Babilonia.

A Roma, rimasta senza papi, le cose non andavano bene, sia politicamente che economicamente. Le grandi famiglie più potenti del luogo, soprattutto quelle dei Colonna e degli Orsini, erano in continua lotta fra di loro, per conquistare la supremazia sulla città.

Tra quei nobili si fece largo, per le doti del suo ingegno, un popolano di umili origini: Nicola Gabrini detto Cola di Rienzo (cioè Nicola, figlio di Lorenzo), il quale si era fatto con lo studio e la tenace volontà, una vasta formazione intellettuale diventando non solo notaio e uomo politico, ma uno dei più dotti nelle lettere, nel diritto e nella storia di Roma.

La memoria dell’antica grandezza della Repubblica Romana, ispirò a Cola il tentativo di riportare ordine e pace in Roma.

Sostenuto dal popolo, ed osteggiato dai nobili (contro i quali aveva fatto votare disposizioni rivoluzionarie), riuscì a farsi nominare tribuno e a governare la città. Il suo governo durò poco: le stravaganze a cui si lasciò andare e gli eccessi che commise (tra cui l’imposizione di pesanti tributi), finirono col suscitare scontentezza negli stessi cittadini, che lo abbandonarono. I nobili fecero nascere una sommossa che costrinse il tribuno a darsi alla fuga. Scomunicato dal papa e fatto prigioniero, fu inviato ad Avignone dove subì un processo dal quale venne, però, assolto. Il papa Innocenzo VI, tentò nuovamente di servirsi di Cola di Rienzo quale rappresentante del popolo contro i nobili, per cui gli concesse il titolo di senatore e, con il cardinale Albornoz, lo incaricò di riconquistare lo Stato Pontificio; ma anche questa volta si dimostrò talmente dispotico e stravagante, da attirarsi nuovamente contro la collera del popolo, che esplose bestialmente in una tragica giornata d’ottobre del 1354.

Camuffato da contadino, tentò di fuggire, ma fu riconosciuto e massacrato, in una sommossa, ai piede del Campidoglio. Il suo cadavere, mutilato, venne appeso per i piedi in una pubblica piazza. Era nato a Roma nel 1313 e in Roma morì nel 1354.

I papi rimasero ad Avignone fino al 1377. In quell’anno Gregorio XI, non indifferente alle sollecitazioni di tanti uomini illustri, trasportò definitivamente la sede pontificia a Roma. Tra coloro che consigliarono il papa a ritornare alla sua giusta sede, fu Caterina Benincasa, cioè Santa Caterina da Siena.